Le straordinarie avventure di Caterina

 “Le straordinarie avventure di Caterina” è una favola scritta da una bambina di tredici anni, piena di graziose e vivaci illustrazioni. La particolarità di questo libro, scritto nel 1925, è che la giovanissima autrice si chiamava Elsa Morante e nei personaggi e nelle vicende si intuiscono già l’originalità e l’inventiva di colei che sarebbe diventata una delle più grandi scrittrici del nostro tempo.

Pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1942 (quando l’autrice aveva trent’anni) con il titolo “Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina”,è stato poi riproposto nel 1959, nel 1969 e infine nel 2007 con il titolo “Le straordinarie avventure di Caterina”.
La vocazione letteraria di Elsa si manifestò precocemente, se pensate che imparò a leggere e a scrivere da sola, senza frequentare le scuole elementari, ma solo divorando libri su libri, di ogni genere e non solo per l’infanzia.
All’edizione del 2007 sono state affiancate tre brevi storie pressappoco risalenti al medesimo periodo: “Un negro disoccupato” è la storia di un burattino negro che perde la sua compagnia e dopo varie vicissitudini la ritrova felicemente; in “Piuma mette K.O. l’amico Massimo” Il mingherlino Piuma e il robusto Massimo vengono coinvolti in un imbroglio e poi trovano un lavoro onesto; ne “Il soldato del re” il soldatino  Paolo Pietro viene incaricato dal suo sovrano di trovargli una bellissima moglie e infine si consola come può.
Ecco che cosa dice di sé Elsa Morante nell’introduzione alla storia:

moranteCarissimi Lettori,
l’Autrice, che potete vedere qui sopra in un ritratto dell’epoca, magnificamente incorniciato, era una ragazzina di circa tredici anni quando scrisse le storie del presente libro, e ne disegnò le figure. A quel tempo, essa non aveva nessun Editore. Aveva due gatti di diversa grandezza, ma di uguale importanza, e un certo numero di fratelli e sorelle minori di lei. Costoro erano gli unici lettori suoi, a quel tempo: e fra quei lettori, pochi ma scelti, le presenti storie ebbero un vero successo.
Il ricordo di quel successo incoraggia, adesso, l’autrice, a offrire le medesime storie a voi, in un bel libro stampato da un vero editore. Essa spera che questo libro vi piaccia, e vi faccia divertire. La vostra amicizia sarebbe per lei un onore, che la consolerebbe, oggi, nella sua vecchiaia.
Augurandovi, dunque, buona lettura, essa si dichiara
la Vostra fedele e affezionata
AUTRICE

Caterina è una bimba che vive in miseria con la sorella Rosetta. Sono così povere che non hanno nulla da mangiare e un giorno Rosetta esce di casa per andare in cerca di lavoro. Caterina resta sola con Bellissima,la sua bambola di pezza, e in un momento di rabbia la getta nella spazzatura, da dove la prende uno stracciarolo che le lascia in cambio un soldo bucato. Pentita del gesto avventato, Caterina vorrebbe riavere Bellissima, ma fuori oramai è buio e fa freddo, e lei non ha il coraggio di uscire da sola. Ecco arrivare il piccolo principe coraggioso Tit con la sua trombetta d’argento, ricordo di una grande avventura, e insieme decidono di affrontare il viaggio alla ricerca di Bellissima. Iniziano così le straordinarie avventure di Caterina e di Tit, che incontrano i personaggi più strani: la Vecchia Quercia, che riconosce il principe Tit e permette loro di viaggiare sul trenino rosso anche senza biglietto; la famiglia di cinciallegre del Gran Guardaboschi che li ospita; la Signora del Pineto, con il suo castello fra i rami di un pino nel reame che confina con il Palazzo dei Sogni, il giovane  Pic che fa il brigante perchè non vuole più essere uno studente ginnasiale, la servetta Grigia, tanto abile e buona quanto modesta, il Mercante suo innamorato, la Regina delle fate, padrona della servetta Grigia, la piccola Principessa sperduta che ha un fazzoletto grandissimo perché possa contenere tutte le sue lacrime.
Ogni personaggio è abilmente descritto e la piccola Elsa ne sa cogliere i tratti salienti con l’ironia e la praticità tipici dei ragazzini: la Signora del Pineto, elegantissima e bella, è molto lusingata che il valoroso Tit partecipi alla splendida festa che sta dando, piena di bambine, fate e nani, ma mette il broncio quando si accorge che Tit non le ha portato un regalo, s’ingelosisce sentendo parlare di Bellissima, perchè teme sia più bella di lei, e quando Tit viene ferito a tradimento dal perfido Pic vuole assisterlo nella sua casetta, ma vi rinuncia subito quando la avvertono che il compito sarà scomodo e impegnativo; la Regina delle Fate li riceve mentre sta cucinando un pasticcio nella sua cucina.
La fantasia di Elsa si manifesta in tutto il racconto, in piccole invenzioni narrative e in vivaci descrizioni come quella del Palazzo dei Sogni in cui ciascuno trova ogni notte se stesso e le persone care con tutto ciò che di meglio possa desiderare.
Non aggiungo altro alla trama, né vi svelo il finale, per non privare nessun lettore, grande o piccolo che sia, del piacere della lettura di questa deliziosa storia.

Elsa Morante non parlò né scrisse mai più delle sue produzioni giovanili e si limitò a fare una leggerissima opera di revisione per l’edizione del 1959.
Non è che l’autrice abbia rinnegato gli scritti giovanili, solo che le esperienze della vita la segnarono profondamente e sopirono in lei l’infantile ottimismo, ma non riuscirono a spegnere la grande fiducia nella forza dei bambini e la sua attenzione per il mondo infantile perchè ai suoi occhi  i bambini ” sono i soli che si interessano a cose serie e importanti”

Qui trovate un collegamento al sito della provincia di Roma sulla mostra itinerante del 2006 dedicata a Elsa Morante.

Copertina_avventure_Caterina

Elsa Morante, Le straordinarie avventure di Caterina, Einuadi Super ET, euro 9,00

 

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11 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. utente anonimo
    Giu 20, 2007 @ 09:53:00

    incredibile,lo sto iniziando oggi!

    ape

    Rispondi

  2. PaulTemplar
    Giu 20, 2007 @ 14:02:00

    Affascinante.
    Io sono rimasto fermo all’Isola di Arturo.
    Paul

    Rispondi

  3. annaritav
    Giu 22, 2007 @ 15:01:00

    @ Giulia
    @ ape
    @ PaulTemplar

    In effetti questo libro non è molto conosciuto, ma vale la pena di leggerlo. Io ne sono venuta a conoscenza leggendo un articolo sul Venerdì di Repubblica e mi ha incuriosita. L’ho divorato e ho gustato tutte le deliziose inventive di un talento in erba. E’ affascinante leggere uno scritto che ci presenti un autore in nuce, ma nel quale già si esprimano tutte le sue potenzialità.
    Buona giornata a tutti voi. 😉

    Rispondi

  4. utente anonimo
    Dic 16, 2009 @ 15:17:00

    è un bello libro

    Rispondi

  5. annaritav
    Dic 17, 2009 @ 17:36:00

    Sono d’accordo

    Rispondi

  6. annaritav
    Gen 16, 2010 @ 10:49:00

    La tua osservazione mi fa riflettere sulla complessità della letteratura per l’infanzia, che tuttavia molti continuano a ritenere un genere più basso, in sottordine alla letteratura degna di questo nome. Tu hai ritenuto di difficile lettura per i ragazzi un libro scritto da una coetanea; a me è sembrato invece mlto adatto e stimolante, mi invogli a rileggerlo, sai? Grazie per il contributo

    Rispondi

  7. Maria
    Lug 06, 2016 @ 19:08:29

    Questo libro mi ha molto incuriosita e avrei bisogno di sapere se ci sono altre recensioni o analisi su questo racconto di Elsa Morante. ringrazio chi può rispondere.

    Rispondi

    • annaritaverzola
      Lug 07, 2016 @ 07:05:41

      Buongiorno, Maria, ho cercato di risalire all’articolo sul Venerdì di Repubblica, ma l’archivio è limitato e non lo contiene. Facendo ricerche nel web sono approdata a brevi commenti di lettori su Anobii, tra i quali un articolo in un altro blog. Non ho trovato altro, magari tu sarai più fortunata! 🙂

      Rispondi

  8. Christian
    Dic 06, 2016 @ 20:21:19

    Questo libro è bellissima

    Rispondi

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