Il Mercante di Venezia, tra etica e fiaba

Un ottimo articolo di Cecilia Barella sul testo di Shakespeare proposto ai lettori più giovani

Sorgente: Il Mercante di Venezia, tra etica e fiaba

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Il fiato dei draghi

20170828

Autore: Antonia S. Byatt

Titolo: Il fiato dei draghi e altre favole

Traduttori: Anna Nadotti e Fausto Galuzzi

Editore: Il Melangolo

Pagine: 103

 

Ho trovato questo libriccino su una bancarella di libri usati a Milano e non me lo sono lasciato sfuggire, come sempre mi capita quando mi imbatto in produzioni per bambini e per ragazzi di un autore che solitamente scrive per un pubblico adulto.

Le fiabe che compongono questa piccola ma preziosa raccolta sono quattro: Lo scrigno di vetro, La storia di Gode, La storia di una principessa primogenita e appunto Il fiato dei draghi.

Va detto subito che si tratta di piccole storie preziose e adatte a un pubblico di lettori già un poco più grandi per le peculiari doti di ironia e per la capacità dell’autrice di farli accostare a un mondo sì fiabesco che in apparenza è piuttosto convenzionale, ma che in realtà li pone di fronte a momenti di incertezza e di imprevedibilità.

Tutte e quattro le vicende partono da presupposti innegabilmente fiabeschi nei quali in apparenza tutto è già scritto e appare destinato a muoversi secondo schemi prestabiliti e immutabili.

In realtà i protagonisti di queste fiabe per mano della loro autrice sparigliano sotto i nostri occhi i piccoli universi in cui vivono, universi governati da precise regole alle quali il buonsenso e l’esperienza di altri suggerirebbero di non disubbidire mai, a rischio di trovarsi proiettati in un’esperienza che per molti versi potrebbe rivelarsi pericolosa o addirittura tragica.

Lo scrigno di vetro ha per protagonista un piccolo sarto, abile e onesto, che è profondamente ottimista e certo di procacciarsi un lavoro con la propria abilità. Come ricompensa per il buon lavoro fatto e la gentilezza mostrata agli abitanti della casa che lo ha accolto, il piccolo sarto ha la possibilità di scegliere fra tre doni e qui l’estro dell’artista ha la meglio sul buonsenso perché il primo dono è una borsa, che si suppone non resti mai vuota, il secondo una casseruola che di certo provvederebbe a fornire buoni pasti, ma il terzo è una meravigliosa chiave di cristallo, di finissima fattura, ma in apparenza inutile in sé per la propria delicatezza, eppure la sua bellezza e la curiosità del sarto hanno la meglio sulla scelta del dono e da questa scelta scaturirà l’avventura da vivere, la prova da superare. In realtà questo racconto fa parte del romanzo Possessione apparendovi come una creazione di uno dei personaggi, l’immaginaria poetessa vittoriana Christabel LaMotte.

La storia di Gode è a mio avviso la più cruda perché nasce come una lieve fiaba in cui un bel marinaio forte e dagli occhi chiari, abilissimo nella danza, è ammirato e desiderato da tutte le fanciulle del villaggio, compressa la bella e altezzosa figlia del mugnaio, che non vuole darlo a vedere. Quel gioco di sguardi però non sfugge al bel marinaio, che le porta in dono un prezioso nastro di seta dai colori dell’arcobaleno; lei non vuole mostrare quanto lo gradisca e ferisce l’orgoglio del marinaio chiedendo il prezzo del nastro così il si vendica legandola a sé con una richiesta che si rivelerà poi una terribile maledizione per entrambi.

La storia della principessa primogenita ha come protagoniste tre sorelle regali, la cui nascita fu contraddistinta da diversi aspetti del cielo nel suo turchino più affascinante, ma destinato a scomparire e ad essere sostituito da un colore verde che inizialmente incuriosisce e attrae il popolo, ma poi lentamente lo inquieta fino a farne incolpare niente meno che la famiglia reale. Viene così deciso che la figlia primogenita parta alla ricerca dell’azzurro del cielo, ma la giovane, più lettrice che viaggiatrice, ben rammenta tante storie in cui il primogenito fallisce e deve attendere di essere salvato o liberato da uno degli altri fratelli. Questo non sarà il suo destino, ne è certa, e farà il possibile per evitarlo.

Il fiato dei draghi ci trasporta in un bel villaggio adagiato in una valle circondata dalle montagne, accanto a un lago le cui acque cristalline si fanno più scure man mano che ci si allontana dalle rive. I genitori del villaggio sono soliti raccontare ai figli, per spaventarli benevolmente, storie cupe della calata dei draghi, ma i protagonisti della fiaba temono una cosa sopra ogni altra: la noia. E quando nel villaggio si manifestano inquietanti segni di oscure presenze, gli abitanti non si preoccupano più di tanto perché queste strane creature striscianti non hanno nulla della maestosità dei draghi fiammeggianti dipinti nelle chiese. Ma le creature avanzano e costringono gli abitanti a una fuga precipitosa, eppure la noia continua a prevalere e a fatica riusciranno a liberarsene, ma ce la faranno.

E come si legge nell’interessante prefazione dei traduttori: “Le fiabe di Antonia S. Byatt sono innanzitutto un tributo all’arte del raccontare, incursioni nel territorio del fantastico che rinunciano alle soluzioni epiche senza ripiegare nell’introspezione. I suoi personaggi non sono niente di più (e invero niente di meno) di abili sarti o guardiani di porci, le protagoniste – come sempre in Byatt le più decise a scardinare i destini dell’intreccio – sono tessitrici che sognano di viaggiare per il mondo o principesse primogenite poco propense ad accettare un convenzionale fallimento per propiziare il successo delle sorelle minori… i personaggi femminili, soprattutto, conquistano l’autonomia pagando consapevolmente il prezzo della scelta di una storia propria e della rinuncia ai rassicuranti destini che la fiaba classica riserva alle fanciulle obbedienti.

Insomma, una lettura fuori degli schemi e per molti versi illuminante, per lettori giovani, ma anche meno giovani, che non abbiano paura di andare oltre gli stereotipi.

Le favole di Lang_37

E così è terminato anche il ventiduesimo giro di traduzioni. Ecco qua il solito riepilogo.

Libro Blu: Pollicino. la celeberrima fiaba di Perrault non ha bisogno di presentazioni. (Francia)

Libro Rosso: Il ramo d’oro. Il principe Ghirigoro e la principessa Gambo di Cavolo sono tanto brutti d’aspetto quanto buoni e d’animo nobile e saranno ricompensati. (Francia)

Libro Verde: Rospetta. La splendida Prezzemolina viene trasformata da una strega in un orrendo rospo, ma farà felice un principe e ritroverà la propria bellezza. (Germania)

Libro Giallo: Il bambino e i lupi ovvero la promessa infranta. Il fratello minore viene abbandonato dai fratelli maggiori nonostante la promessa fatta ai genitori e finirà male. (Indiani d’America)

Libro Rosa: Come l’eremita aiutò a conquistare la figlia del re. Un giovane di buon cuore ottiene ricchezza e amore grazie a un eremita e ai suoi consigli. (Italia, Sicilia)

Libro Grigio: Lo sciacallo e la sorgente. Uno sciacallo crede di essere furbo, ma troverà chi è più furbo di lui. (Africa)

Libro Viola: Il Nunda, mangiatore di uomini. Il figlio minore del sultano è ritenuto dai genitori un buono a nulla, invece si rivelerà un giovane audace e intelligente. (origine Swahili)

Libro Cremisi: Come il giovane mendicante fu trasformato nel conte Piro. Una piccola volpe astuta fa la fortuna di un ragazzo povero e senza futuro. (Italia, Sicilia)

Libro Marrone: Il principe e i tre destini. Al principe vengono profetizzati tre destini avversi ma la principessa che lo sposa lo salverà da ognuno di essi. (Egitto)

Libro Arancione: La ragazza pesce. una ragazza frivola e pigra viene trasformata in un pesce, ma sarà coraggiosa e abile troverà anche l’amore. (Spagna, Catalogna)

Libro Oliva:Il principe serpente. La curiosità della moglie causa la rovina del marito, ma tutto finirà bene. (India, Punijab)

Libro Lilla: Il verme del lampone. Aina e Lisa salvano un verme dei lamponi e saranno ben ricompensate per la loro bontà. (Finlandia)

Vacanze in balcone

20170708

Non c’è niente di meglio che stare sdraiati accanto a una piscina con in mano una bibita ghiacciata. È la vacanza che ho sempre sognato. E che continuerò a sognare…

Che cosa accade se un papà che non vuole sfigurare davanti a un antipatico vicino spara una bugia grossa come una casa e dice a tutti i condòmini che sta per partire con la famiglia per una vacanza alle Maldive?

Sì, è proprio questo che fa Giacomo Capossi, di professione tipografo, davanti ai vicini riuniti per la solita piccola sfida del Circolo delle Freccette. Giacomo ha la brutta abitudine di raccontare storie incredibili e se la moglie Rossella e i figli Brooke e Tex oramai non ci cascano più, amici e conoscenti invece si lasciano ancora abbindolare dalla sua parlantina.

Stavolta è in gioco l’onore della famiglia, bisogna fare in modo che tutto il vicinato della solitaria palazzina in via dei Crisantemi creda alla partenza della famiglia Capossi per questa fortunata vacanza vinta con i punti del supermercato.

Chiunque al posto dei nostri eroi si sarebbe perso d’animo, soprattutto alla notizia, come un fulmine a ciel sereno, che il signor Giacomo oltretutto è stato licenziato perché la tipografia chiude.

Non vi racconto che cosa s’inventa l’intraprendente famiglia, sorprendentemente coadiuvata dal nonno Alarico che ritrova la voglia di vivere, e mi soffermo sul messaggio che questa breve e fresca storia trasmette.

In un’epoca di connessione e di social network come la nostra, mentire è sia facile che difficile, lo impara a sue spese Brooke che non può collegarsi a  Facebook e postare foto di un luogo in cui non si trova, ma paradossalmente è proprio la rete a fornire ai nostri mancati vacanzieri ciò che al finto rientro avvalorerà la tesi della vacanza alle Maldive.

Costretti a inventarsi una strategia comune, che garantisca loro la necessaria abbronzatura e salvi le apparenze, i Capossi scopriranno che quel forzato periodo in casa cementa la loro unione, che è facile divertirsi e stare bene insieme senza dover per forza andare lontano e che la fantasia è sempre più potente della realtà. Una volta finto il trionfale rientro dalle vacanze per la famiglia Capossi nulla sarà più uguale a prima e la mania del nonno di collezionare punti e inviarli ai concorsi a premi darà finalmente e davvero i propri frutti.

Una storia che fa sorridere e riflettere sulla nostra condizione di vittime, o più o meno consapevoli, del giudizio degli altri e sulle grandi possibilità che la fantasia e i potenti mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione.

L’autrice di questa gradevole storia è la giornalista e scrittrice Fulvia Degl’Innocenti, le illustrazioni sono di Noemi Vola e il libro fa parte del progetto di alta leggibilità che la Biancoenero Edizioni  sviluppa da tempo. Un progetto i cui cardini sono le accortezze sintattiche e lessicali, capitoli brevi e paragrafi spaziati, righe di lunghezza irregolare per seguire il ritmo della narrazione, carattere tipografico studiato per chi ha problemi di dislessia e infine carta color crema che stanca meno la vista.

Come tutti i libri di questo progetto anche Vacanze in balcone è passato al veglio della Redazione Ragazzi, i cui componenti hanno letto in bozza, proponendo suggerimenti e modifiche in base alle difficoltà incontrate nella lettura.

Le favole di Lang_36

Completato il ventunesimo giro di traduzioni, eccovi le favole:

Libro Blu: L’ariete meraviglioso. La principessa Miranda, che il re suo padre vuole morta, viene salvata da un ariete fatato, al quale fa una promessa che non mantiene, con tragiche conseguenze. (Francia)

Libro Rosso: La vera storia di Cappuccetto Dorato. La disavventura di Blanchette, che si salva dal lupo grazie al prodigioso cappuccio fattole dalla nonna. (Francia)

Libro Verde: Il principe Fickle e la bionda Helena. La bella Helena grazie a una buona fata trova l’amore, rischia di perderlo e lo riconquisterà. (Germania)

Libro Giallo: I tre fratelli. Il più giovane  è l’eroe coraggioso tradito dai fratelli maggiori, ma giustizia e bontà trionferanno, e naturalmente anche l’amore. (Polonia)

Libro Rosa: Caterina e il suo destino. Caterina è perseguitata da un destino avverso, ma, grazie alla sua scelta saggia, troverà l’amore la felicità. (Italia, Sicilia)

Libro Grigio: La storia delle belle circasse. Le due belle sorelle circasse raccontano il seguito della storia iniziata nella fiaba “I tre figli di Hali” (Francia)

Libro Viola: La storia del nano Naso Lungo. Il piccolo Jem viene rapito da una vecchia fata e trasformato in un orrido nano così che neppure i genitori lo riconoscono. (Origine sconosciuta)

Libro Cremisi: Le sei bestie affamate. Sei bestie fanno comunella e alla fine scopriremo perché le volpi hanno la punta della coda bianca. (Finlandia)

Libro Marrone:La Sorella del Sole. Un giovane compie un’impresa per volere del re, il quale cerca d’impedirgli di sposare la principessa che ha conquistato. (Lapponia)

Libro Arancione: La cerva bianca. Per un errore della madre la principessa Desiree paga un prezzo alto, ma alla fine l’amore e la felicità trionferanno. (Francia)

Libro Oliva: Il destino della tartaruga. Due anatre cercano di salvare dalla siccità una tartaruga in un modo ingegnoso, ma lo sciocco animaletto dimentica i loro saggi suggerimenti.e finisce male. (India)

Libro Lilla: Il dono del re del mare. Maie è la moglie del pescatore Matte e riceve dal re del mare i doni richiesti, ma la sua avidità sarà punita. (Finlandia)

 

 

 

Jim Crow

Dov’è il posto per Jim Crow
su questa giostra?
Signore, perché io voglio salire.
Giù nel Sud, da dove provengo,
bianchi e negri
non possono sedersi uno accanto all’altro.
Giù nel Sud, nel treno
c’è una carrozza apposta per Jim Crow.
Sulle corriere ci mettono dietro,
ma qui non v’è un retro
per una giostra!
Dov’è un cavallo
per un bambino negro?

Langston James Hunghes (1902-1967)

“Cloffete cloppete clocchete. Le poesie nei libri di scuola degli anni Sessanta” , Manni, pag.155

Ci sono ancora troppi Jim Crow al mondo, a distanza di di tanti anni dalla lotta di civiltà del poeta afro-americano.

126 libri per ragazzi e disabilità

Sorgente: 126 libri per ragazzi e disabilità

Vi segnalo volentieri questo interessante articolo della mia amica blogger Cecilia Barella, autrice e traduttrice. È ricco di spunti utili sia per le letture personali che per le biblioteche scolastiche.

Il gatto inverno

Ai vetri della scuola, stamattina
l’inverno strofina
la sua schiena nuvolosa
come un vecchio gatto grigio:
con la nebbia fa i giochi di prestigio,
e le case fa sparire
e ricomparire;
con le zampe di neve imbianca il suolo
e per coda ha un ghiacciuolo…

Sì, signora maestra,
mi sono un po’ distratto:
ma per forza, con quel gatto,
con l’inverno alla finestra
che mi ruba i pensieri
e se li porta in slitta
per allegri sentieri.

Invano io li richiamo:
si saranno impigliati in qualche ramo spoglio;
o per dolce imbroglio, chiotti, chiotti,
fingon d’essere merli e passerotti.

Gianni Rodari (1920-1980)

“Cloffete cloppete clocchete. Le poesie nei libri di scuola degli anni Sessanta” , Manni, pag.92

È arrivata l’estate, ma come non comprendere e condividere la distrazione di questo alunno che la fantasia trascina fuori dall’aula su un’immaginaria slitta grazie al fascino del paesaggio invernale?

Fili d’aquilone n.46

20170617

È on line il numero 46 della rivista Fili d’aquilone. Questo numero s’intitola D’acqua o di fuoco  e qui troverete il mio contributo. Buone letture!

Il risveglio del vento

Nel colmo della notte, a volte, accade
che si risvegli, come un bimbo, il vento.
Solo, pian piano, vien per il sentiero
penetra nel villaggio addormentato.
Striscia, guardingo, sino alla fontana;
poi si sofferma, tacito in ascolto.
Pallide stan tutte le case intorno;
tutte le querce, mute.

Rainer Maria Rilke (1875-1926)

“Cloffete cloppete clocchete. Le poesie nei libri di scuola degli anni Sessanta” , Manni, pag.68

Vi auguro un felice fine settimana con questa breve poesia in cui il vento, paragonato a un bimbo che si svegli all’improvviso di notte, si muove furtivo per il paese, impadronendosi di ogni angolo nel silenzio più totale di cose, persone e piante.

 

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