Il linguaggio delle fiabe dei fratelli Grimm

Ho letto questo articolo, che qui trovate in originale, e ve lo propongo.

IL LINGUAGGIO DELLE FIABE DEI FRATELLI GRIMM

I modesti inizi

C’erano una volta due fratelli di Hanau la cui famiglia si trovava in ristrettezze. Il padre era morto, lasciando una moglie e sei figli completamente senza denaro. La loro povertà era così grande che la famiglia era costretta a mangiare una volta il giorno.

Così fu deciso che i fratelli dovessero andare in giro per il mondo in cerca di fortuna. Ben presto trovarono la loro strada all’università di Marburgo per studiare legge, ma lì non poterono fare fortuna da nessuna parte. Sebbene fossero figli di un magistrato statale, erano i figli dei nobili a ricevere assistenza dallo stato e stipendi. I poveri fratelli incontrarono innumerevoli umiliazioni e ostacoli per farsi un’istruzione lontano da casa.

All’incirca in questo periodo, dopo che Jacob ebbe abbandonato gli studi per sostenere la famiglia, l’intero regno tedesco di Westfalia divenne parte dell’impero francese sotto il dominio di Napoleone Bonaparte. Rifugiandosi in biblioteca, i fratelli trascorrevano molte ore studiando e cercando storie, poemi e canzoni che narrassero racconti delle persone che avevano lasciato dietro di sé. Sullo sfondo delle avvisaglie della guerra e del sovvertimento politico, in qualche modo la nostalgia delle storie di un tempo più lontano, delle vite e del linguaggio delle persone, in piccoli villaggi e città, nei campi e nella foresta, sembrò più importante che mai.

Allora questa è la strana storia del passaggio dalla miseria alla ricchezza di due mansueti bibliotecai, Jacob e Wilhelm Grimm (affettuosamente conosciuti come i fratelli Grimm) che andarono in cerca di fiabe e casualmente finirono con il cambiare il corso della linguistica storica e con il dare l’avvio a un intero, nuovo campo del sapere riguardo il folklore.

Collezionando fiabe

I fratelli Grimm lavoravano come bibliotecari, occupazione che allora come ora non era molto lucrativa, anche se lavoravi per il nuovo re nella biblioteca privata reale. Il giovane e disoccupato Jacob Grimm ottenne il lavoro dopo che il segretario reale l’ebbe raccomandato; dimenticarono di verificare la sua formale qualifica e (come Jacob sospettava) nessuno la rese ufficiale. (Wilhelm si unì a lui come bibliotecario poco dopo) l’unica istruzione che il segretario reale gli aveva dato era: “Scriverai a grandi lettere sulla porta: biblioteca privata reale”; ciò gli diede una gran quantità di tempo per fare altre cose, come lo studio delle lingue e il radunare la tradizione folklorica. Ma quale linguaggio aveva che fare con le fate?

Molte persone sono consapevoli che i fratelli Grimm raccolsero storie di fate per la delizia dei bambini in ogni luogo. Secondo la gente logica e razionale, simili storie, statisticamente improbabili, con le loro streghe, fate, principi e principesse, taglialegna, sarti, bambini smarriti, animali parlanti, che se la spassavano tra i boschi dal primo maggio al gelido solstizio d’inverno, erano spesso archiviate come qualcosa di strano, qualcosa di sciocco, mai serio e di certo non erudito. Perché dovremmo curarci di simili storie?

L’impulso che spinse i Grimm verso la duplici passione per il linguaggio e il folklore probabilmente deriva da quell’ universale stimolo che è la nostalgia di casa.

Fin da quando era uno scolaro, Jacob Grimm ebbe familiarità con quale linguaggio si potesse usare per far sentire qualcuno a casa o un estraneo. Come il topo di campagna a scuola, uno dei suoi insegnanti era solito rivolgersi a lui con la terza persona egli piuttosto che il più rispettoso voi, in uso per tutti gli alunni di città. Lui non lo dimenticò mai. Sentiva la mancanza delle passeggiate con il padre nei villaggi vicini e della vista della gente di campagna che continuava la propria vita, dal lavoro al divertimento, tra una nube di fumo di tabacco e la luminosa luce del sole, prima che tutto fosse cambiato.

All’università i Grimm per fortuna incontrarono il poeta romantico Clemens Brentano, che chiese loro di aiutarlo a raccoglie canzoni popolari e poesie. Ciò cominciò a indirizzare il loro amore per la famiglia, la casa natale e il retaggio verso uno studio della tradizione orale tedesca. I fratelli nutrivano particolare interesse per le storie, facendo una cernita tra i frammenti culturali che fino a quel momento nessuno si era davvero mai curato di mettere per iscritto. Le storie delle vecchie moglie erano per le vecchie mogli e per i bambini, di certo non per i rispettabili studenti, ma i fratelli Grimm sentivano l’urgenza di annotare queste storie popolari “per preservarle dallo svanire come rugiada sotto il sole caldo, o come fuoco spento dalla sorgente, eternamente in silenzio nel tumulto dei nostri tempi.”

Per tedeschi romantici come i Grimm, questa purezza fu espressa in “naturpoesie” o poesia popolare.

Le guerre napoleoniche portarono un periodo di grande turbolenza politica e sociale. Il regno di lingua tedesca fu diviso e molti studenti tedeschi, Jacob e Wilhelm tra essi, furono guidati dal nazionalismo alla conservazione dell’eredità tedesca in via di sparizione. Il cuore di tutto ciò fu il movimento del Romanticismo tedesco, con il suo toccante desiderio di autenticità. I Romantici credevano di trovare questa verità nelle più semplici parole e nella saggezza della gente comune, prestando attenzione e un passato nostalgico e onorato. Per i Romantici questa purezza era espressa dalla “naturpoesie” o poesia popolare.

Come nota l’etnologa Regina Bendix, fu difficile per i conservatori culturali della “naturpoesie” – i precursori degli odierni intellettuali hipster – conciliare ciò che essi ritenevano fosse il più autentico genere di poesia con le classi più bassi, specialmente quelle povere della città. Cita Johann Gottfried Herder il quale disse sdegnosamente: “Il popolo – che non è la marmaglia nelle strade, non canta o compone mai, ma solo urla e mutila.”

Così il buon popolo che aveva creato e condiviso questa tradizione orale con le proprie parole, isolate e preservate dagli studenti, estrapolate dal contesto sociale, fu in realtà idealizzata, immaginario popolo da qualche parte nella nebbia, persino il passato medievale,

non dissimile da una fiaba, piena di terrore e di bellezza che fu eliminata dal presente. Raggiungere l’autenticità del folklore tedesco e del linguaggio significò ricercarla il più indietro possibile nel tempo per scoprire le sue origini fondamentali.

Ciò è quel che fecero i fratelli Grimm nel raccogliere quante più storie poterono, in dialetto, in tutto il paese, non importava quanto fossero violente, offensive o macabre. In quel periodo le fiabe che affascinavano la classe sociale più alta erano scritte per essere momenti di insegnamento letterario o morale, come le storie di Charles Perrault. I fratelli Grimm pensavano che questa specie di di stile francese reso più accettabile fosse più “fakelore” che folklore, con il linguaggio artificiosamente letterario, scritto amorevolmente per essere letto dalle classi colte. Il loro originale approccio era includere le storie popolari come una sorta di “naturpoesie” e metterle per iscritto non soltanto per la letteratura, ma per la scienza.

La linguistica e la legge di Grimm

Non è ben noto che nel mondo della linguistica Jacob Grimm è più famoso come linguista per la cosiddetta “legge dei Grimm” qualcosa di completamente avulso dalla raccolta delle storie vecchie come il tempo. Non è neppure abbastanza noto un inatteso successo dei fratelli Grimm “Kinder und Hausmarchen” (Bambini e storie domestiche) che inizialmente fu un lavoro scientifico di erudizione sulla cultura locale, non scritto per i bambini. Jacob scrive: “Non ho scritto questo libro di storie per i bambini, sebbene mi faccia piacere che sia a loro gradito; ma non vi avrei lavorato con piacere se non avessi creduto che potesse sembrare e essere importante per la poesia, la mitologia e la storia tanto per le persone più serie e di una certa età quanto per me.”

Invece furono i primi a impostare un rigoroso metodo di raccolta e di ricerca della tradizione orale in cui furono serbate numerose annotazioni dei narratori, dei luoghi e dei tempi. Insolitamente l’autentico linguaggio dei narratori, le parole dialettali e vernacolari che usarono, furono preservate. Furono fatte accurate comparazioni tra le differenti versioni di una storia narrata ai Grimm. I Grimm dichiararono: “Il nostro primo scopo nel raccogliere queste storie è stato la precisione e la verità. Non abbiamo aggiunto nulla di nostro, né abbellito eventi o struttura della storia, ma le abbiamo dato valore proprio come noi stessi l’avevamo ricevuta.”

Questo fu davvero un lavoro pionieristico nella disciplina folkloristica. E siccome confrontava le storie, sforzandosi di ricostruire il lontano inizio della cultura tedesca, Jacob Grimm si interessò sempre di più al linguaggio. Il linguaggio era un mezzo che avrebbe permesso di giungere fino all’autentico e originario passato tedesco. Come e perché le parole si erano trasformate da differenti linguaggi o dialetti tedeschi in altre lingue indoeuropee?

Il lavoro di Jacob Grimm conduce a un approccio più rigoroso e scientifico nella linguistica storica, che in definitiva apre la strada alla moderna linguistica formale come scienza.

Sebbene non fosse stato il primo a osservare il fenomeno, fu la ricerca linguistica di Grimm che spiegò la completa e sistematica rispondenza sonora tra la lingua tedesca e le sue affini nelle altre lingue indoeuropee, come il cambiamento dalla muta “p” nella parola che sta per padre in latino e in sanscrito in “pater” e “pità” alla muta fricativa “f” nella lingua tedesca come in “father” in inglese e “vater” in tedesco. Questo fenomeno è ora noto come Legge di Grimm.

E a questo proposito, la linguistica storica tedesca è nata dal desiderio di conoscere meglio le origini delle storie popolari tedesche, e la fonologia storica si è sviluppata come un nuovo campo di studio. Il lavoro di Jacob Grimm, insieme con quelllo dei suoi contemporanei, conduce a un approccio più rigoroso e scientifico nella linguistica storica, il quale in definitiva apre la via alla moderna e formale linguistica come scienza.

La trama s’infittisce

Con questi grandi risultati, possiamo dire che i fratelli Grimm vissero felicemente fino alla fine dei loro giorni. Naturalmente ogni bella storia ha una svolta (e non riferisco la parte in cui i fratelli Grimm, come membri dei Sette di Gottinga, furono in seguito esiliati dall’amata patria dal re di Hannover, causando proteste di massa da parte degli studenti).

Con le migliori intenzioni i fratelli Grimm hanno impostato la struttura scientifica e concettuale dello studio del folklore. Ma la loro passione dominante in realtà fu la costruzione di una letteratura folklorica nazionale. Immaginiamo i due emotivi bibliotecari che viaggiano per il paese raccogliendo storie dalla loro gente di paese, attaccando bottone nei campi fangosi, nelle taverne e nelle locande, in mano boccali di birra e quaderni per gli appunti. Tutto ciò è tristemente apocrifo. In realtà molte delle loro fonti erano o letterarie o raccolte tra le conoscenze più anziane della loro stessa classe. (alcune delle quali erano raccolte in forma anonima per evitare domande scomode) e come risultato, alcune non erano neppure originarie della Germania.

Lo studio di Orrin W. Robinson mostra come, malgrado la perseveranza dei fratelli Grimm nel prender nota del linguaggio del narratore alla lettera così come lo ricevevano, la verità e che quelle storie sono state revisionate e manipolate, in particolare da Wilhelm. Possiamo tracciare i cambiamenti attraverso le edizioni e prestarono un manoscritto iniziale al distratto Clemens Brentano il quale dimenticò di distruggerlo. I fratelli Grimm furono capaci di usare la loro considerevole esperienza di storie popolari e di linguistica per alterare le storie in sembianze più autenticamente tedesche. Per esempio i nomi di Hansel e Gretel, che noi conosciamo così bene, sono stati scelti semplicemente perché davano l’apparenza esteriore di un’autentica storia popolare di una certa zona, sebbene inizialmente la fiaba fosse nota come “Il fratellino e la sorellina”.

Sebbene in versioni precedenti alcune storie fossero narrate con il discorso indiretto, o nel tedesco consueto usato dalle fonti della classe media dei Grimm, in versioni successive acquisirono il discorso diretto, spesso in dialetti locali, includendo espressioni popolari e proverbi così come autentici versi e poesie popolari. I fratelli Grimm avrebbero involontariamente rivelato i loro pregiudizi morali e di genere, commutando i pronomi per i personaggi femminili anche all’interno di una singola storia, per esempio quando era avvenuta una trasformazione. Considerando l’esperienza infantile dello stesso Jacob Grimm con i pronomi, ciò è strano. Robinson mostra che quando le ragazze sono buone o molto giovani, ci si riferisce a loro con il pronome neutro <i>essa</i> mentre alle ragazze cattive o più mature ci si riferisce con il femminile <i>ella, lei</i>. Il contrasto nell’uso chiarisce che non è casuale, specialmente quando è paragonato a un’altra fonte scritta della medesima storia in cui i pronomi sono usati coerentemente. Per qualcuno il fallimento dei fratelli Grimm nel seguire i loro stessi metodi di ricerca rappresenta una perdita disastrosa per il folklore tedesco. Ma va anche sottolineato che, revisionando uniformemente la struttura narrativa, i fratelli Grimm hanno anche messo le basi della struttura stilistica dalla quale noi riconosciamo una fiaba e che quella struttura è stata seguita da allora. Con C’era una volta, malgrado le loro imperfezioni, i fratelli Grimm hanno compiuto qualcosa di leggendario nella costruzione del corpus nazionale della letteratura popolare. E l’eredità che hanno lasciato dietro di loro per i linguisti e i folcloristi è sopravvissuto felicemente anche successivamente.

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Le favole di Lang_41

Terminato il ventiseiesimo giro di traduzioni, eccomi qui a proporvele. Buona lettura.

Libro Blu: La ragazza delle oche. Una cameriera prende il posto della principessa promessa sposa a un giovane re, ma sarà scoperta e punita (Germania)
Libro Rosso: I dodici fratelli. Una principessa sembra la causa della rovina dei fratelli e invece li salva. (Germania)
Libro Verde: Unocchietto, Dueocchietti e Treocchietti. Dueocchietti è maltrattata dalla madre e dalle sorelle, ma sarà ricompensata. (Germania)
Libro Giallo: L’anitra bianca. Una strega invidiosa getta un crudele incantesimo su una regina, ma l’amore vincerà. (Origine sconosciuta)
Libro Rosa: I due fratelli. Due fratelli salvano la vita a un pesciolino che darà loro l’opportunità di fare fortuna. (Sicilia, Italia)
Libro Grigio: Occhio che ride e occhio che piange o la volpe zoppa. Il più sciocco di tre fratelli, grazie alla volpe zoppa, accontenta il padre e si sposa. (folclore slavo)
Libro Viola: Gli gnomi senza testa. Hans fa grazia della vita a uno gnomo e questi farà la sua fortuna. (Estonia)
Libro Cremisi: Motikatika. Una madre promette il figlio all’orco per salvarsi la vita, ma il bambino ha poteri magici e si vendicherà. (Sudan)
Libro Marrone: Chi è stato il più sciocco? Due donne scommettono di dimostrare ciascuna che il proprio marito sia il più sciocco, ma lo sono talmente entrambi che è impossibile stabilirlo. (Islanda)
Libro Arancione: La principessa Belfiore. Jose si comporta con generosità e sarà ricompensato conquistando l’amore e la corona. (Spagna)
Libro Oliva: Vince chi aspetta. Un giovane fa tesoro dei consigli di un vecchio e ottiene il meritato successo. (Armenia)
Libro Lilla: La dama della fontana. Il cavaliere Owen, della corte di re Artù, sente il racconto di un compagno e parte per una mirabile avventura. (Galles)

Le favole di Lang_40

Completato il venticinquesimo giro di traduzioni, a vostra disposizione. Buone letture.

Libro Blu: Biancaneve e Rosarossa. Due sorelle salvano un orso e uno gnomo malvagio, l’orso le ricompenserà e lo gnomo farà la fine che merita. (Germania)

Libro Rosso: La canarina incantata. Il principe Desiderio cerca una sposa con la pelle dorata e la troverà dopo molte peripezie. (Francia)

Libro Verde: Il principe Vivien e la principessa Placida. Le incredibili vicissitudini di due principi prima di poter raggiungere la felicità. (Francia)

Libro Giallo: Nella terra delle anime. Un giovane guerriero vuole riportare indietro dall’aldilà la moglie, ma capirà che non è nell’ordine delle cose. (folklore dei Pellerossa)

Libro Rosa: L’uomo senza un cuore. Un vecchio mago svela alla giovane moglie dove sia custodito il suo cuore e sarà la sua tutto sommato meritata fine. (Origine sconosciuta)

Libro Grigio: La figlia di Buk Ettemsuch. Una ragazza va a vivere con un orco che le vuole bene come a una figlia e le trova un marito regale. (Tripoli, Libia)

Libro Viola: La scimmia e la medusa. Tanto tempo fa pare che le meduse avessero la conchiglia. Scoprite come la persero. (Giappone)

Libro Cremisi: La morte di Abu Nowas e di sua moglie. Il giullare Abu Nowas tenta di ingannare il sultano e la sultana, ma sarà perdonato per la sua astuzia.

Libro Marrone: Il leone e il gatto. Come il leone e suo fratello minore, il gatto selvatico, si separarono per colpa di una sfera magica. (Nord America)

Libro Arancione: Le avventure di Covan dai capelli marroni. Il giovane Covan è coraggioso e modesto e saprà salvare la vita alla sorella e ai fratelli. (Francia)

Libro Oliva: Il ragazzo che alla fine scoprì la paura. Un ragazzino non ha paura di nulla, ma finalmente accadrà qualcosa che gli farà capire che significhi. (Turchia)

Libro Lilla: La battaglia degli uccelli. Un principe fa una promessa a un gigante, ma non vuole mantenerla e saranno guai. (Scozia)

Siamo in guerra e nessuno me lo dice

20180226

Titolo: Siamo in guerra e nessuno me lo dice
Autore: Lia Levi
Illustratore: Desideria Guicciardini
Editore: Mondadori – I sassolini a colori
Pagine: 45
Età di lettura: 6 anni
Prezzo: euro 7,00

In questi giorni non è possibile guadare il telegiornale senza provare una fortissima stretta al cuore alle immagini di dolore e di paura che giungono dalla Siria, da luoghi sconvolti da una guerra che sembra infinita e nella quale i bambini stanno pagando un prezzo troppo alto.

Io credo nel caso e ho ritenuto un segno il fatto che l’altro giorno questo piccolo libro sia caduto mentre passavo accanto alla libreria nella quale ci sono i libri per bambini e ragazzi.

Che contrasto con le violente e crude immagini del telegiornale.

In questa delicata storia di Lia Levi, scritta per i più piccini, il 10 giugno 1940 tre sorelline si trovano nella loro casa di Torino, vicina ai giardini pubblici di piazza Carlo Felice e alla stazione di Porta Nuova, con la sola compagnia di Mariuccia, la ragazza che tengono a servizio, perché i genitori sono andati in Liguria a cercare un posto per la villeggiatura oramai prossima.

Le sorelline ascoltano insieme con gli altri adulti il discorso di Mussolini da Roma attraverso gli altoparlanti collocati nel giardino pubblico, ma non capiscono nulla, troppe parole difficili. Vedono solo l’esultanza degli adulti presenti che spiegano loro che l’Italia è entrata in guerra contro i francesi e gli inglesi.

Scortate dalla domestica, le tre bambine tornano a casa senza pensieri perché, per quanto ne sanno, “la guerra era più o meno fatta da soldati che si sparavano da due parti diverse in qualche sperduta pianura o su per le montagne, e perciò ci riguardava fino a un certo punto.”

Ciò che le bambine ancora non sanno è che la guerra arriverà a casa loro la sera stessa, con gli aerei dalla Francia.

È tardi, è ora di dormire, ma all’improvviso si sentono scoppi fortissimi, rumore di cose che vanno in pezzi e colpi ripetuti mentre dalle finestre della loro cameretta si vedono delle fiamme.

La gente si riversa urlando per le strade, le persone si gridano l’una con l’altra di correre nei rifugi, ma Mariuccia e le bambine non hanno idea di che cosa fare. La guerra già arrivata? I rifugi?

Di fronte allo sgomento delle bambine, Mariuccia ha un’idea. “Non sono mica bombe queste! – ci aveva detto, sforzandosi fino quasi a fingere di ridere – Sono le prove, le esercitazioni per insegnare come comportarci quando la guerra comincerà davvero… Gli scoppi con le luci sono i fuochi artificiali, proprio uguali a quelli di Capodanno!

Mariuccia è stata brava, è riuscita a tranquillizzare le bambine, ma una di loro ha capito che non si tratta di una finzione, è tutto vero e vicino.

Con parole semplici e chiare Lia Levi racconta la guerra ai più piccoli e io non posso far altro che pensare alla Siria, al distretto di Ghouta, alle strade di Duma e Zamalka e di tutte quelle altre località nelle quali nessuno può dire ai bambini e ai ragazzi siriani che si tratta di fuochi d’artificio.

Gustave Doré

Ho pochi ricordi nitidi della mia infanzia e quello che sto per raccontarvi è uno di essi.

Nel salotto di casa mia c’era la libreria dei miei genitori, che ho sempre frequentato con curiosità, e in un ripiano piuttosto in alto, fuori della mia portata, c’era un volume di grandi dimensioni rilegato in cuoio rosso.

Oramai avevo letto quasi tutti i libri in casa e quel grande volume stuzzicava molto la mia cutiosità. Mi sarebbe bastato salire su una sedia per prenderlo, ma ero una bambina obbediente, non mi piaceva fare le cose di nascosto, così un giorno chiesi a mia madre di prenderlo per me.

Lei mi spiegò con decisione che non era un libro adatto alla mia età e che non avrei mai dovuto cercare di leggerlo perché mi avrebbe fatto troppa paura.

Non potevo credere che i miei genitori tenessero un casa libri spaventosi e siccome la mamma non mi aveva voluto dire altro, decisi che avrei fatto di testa mia.

Ho detto che ero una bambina obbediente, ma non ci pensai due volte e colsi l’occasione più propizia per placare la curiosità che cresceva.

Un pomeriggio in cui sapevo che mia madre sarebbe stata occupata a lungo, mi arrampicai e presi il pesante volume, poi sedetti sul divano e me lo misi in grembo.

Avevo il batticuore mentre lo aprivo e sis psiegavano sotto i miei occhi impressionanti disegni in bianco e nero che raffiguravano esseri demoniaci e animali feroci, scene di dolore e di tormento, ma più avanti anche immagini lumnose e cvelstiali.

Il libro proibito non era altro che la Divina Commedia di Dante illustrata da Gustave Doré.

Capìì perchè mia madre mi avesse probito di leggerlo e infatti quelle immagini incisive e drammatiche per un po’ di tempo popolarono i miei sogni.

Diventata grande, mi feci regalare qul libro da mia madre e lo conservo tuttora con amore.

Gustave Doré (1832-1883) fu un grande pittore e incisore francese, illustratore di straordinaria perizia, le cui opere sono un fedele specchio del gusto romantico dell’epoca, ma sono anche rese più incisive dalla sua grandiosa visionarietà e dalla sua abilità nel padroneggiare la tecnica.

Forse anche voi non sapete, come ho avuto modo di scoprire, che non illustrò solo libri per adulti, ma anche le fiabe di Charles Perrault nel 1862 e di Jean de la Fontaine nel 1866.

Un rapido giro nella rete mi ha permesso di trovare numerose immagini e ve ne propongo alcune.

Dalle fiabe di Perrault:

Cappuccetto Rosso guarda attonita lo strano aspetto della nonna

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L’orco della fiaba di Pollicino
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Il fatidico fuso de La bella addormentata nel bosco
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L’interno del castello addormentato
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Cenerentola prova la scarpetta
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Il gatto con gli stivali al cospetto dell’orco
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La fuga di Pelle d’asino
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Il terribile Barbablu consegna la fatidica chiave alla moglie
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Dalle favole di la Fontaine:

Il topo di città e il topo di campagna
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La cicala e la formica
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La morte e il boscaiolo
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Il consiglio dei ratti
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Il leone e il moscerino
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Il pavone e Giunone
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Il mugnaio, suo figlio e l’asino
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Come potete vedere, sono immagine di grande forza e con molto gusto per il particolare, che denotano un notevole impianto grafico e esprimono tutta la vitale fantasia del loro autore.

Di lui possiamo dire che fu un artista assai versatile e nella sua carriera, oltre che nell’incisione, si cimentò con buon successo anche nell’acquerello, nella pittura, nel disegno e nella scultura.

2017 – un anno di libri

Come il solito ogni fine anno vi faccio i più cordiali auguri di buone feste con un anno di letture che spero stuzzicheranno la vostra curiosità, vi facciano scoprire nuovi libri o riprendere in mano vecchie letture mai affrontate o magari solo rimandate. In ogni caso il mio augurio per tutti noi è che il nuovo anno ci permetta di vivere in serenità e in salute con le persone che amiamo. Buona vita e buone letture!

Gennaio

Il volo del falcone (Daphne du Maurier) 🙂 🙂

La vendetta di Rainbird (M.C. Beaton) 🙂 🙂

L’uomo senza volto (Federica Soprani e Vittoria Corella) 🙂 🙂

Un dio in rovina (Kate Atkinson) 🙂 🙂

Victoriana, maschere e miti, demoni e dei del mondo vittoriano (Franco Pezzini) 🙂 🙂

Gonnellini e piovre giganti (Cindy Spencer Pape) 🙂

Sherlock Holmes nel tempo e nello spazio (AA. VV. a cura di Isaac Asimov) 🙂

La biblioteca delle anime (Ransom Riggs) 🙂

La quarta scimmietta (Davide Mana) 🙂

È facile vivere a Venezia se sai cosa fare (Isabella Campagnol) 🙂

Vietato leggere all’inferno (Roberto Gerilli) 🙂

Fantasmi sul Tamigi (Mala Spina) 🙂

Il cuoco (Harry Kressing) 🙂

Middlesex (Jeffrey Eugenides) 🙂

History & Mistery, 24 storie di delitti e paura (AA.VV.) 🙂

Finzioni (Jorge luis Borges) 🙂

Il possidente (John Galsworthy) 🙂

In tribunale (John Galsworthy) 🙂

Febbraio

In affitto (John Galsworthy) 🙂

Esbat (Lara Manni):-|

La trilogia dei re (Acheng) 🙂

Le acque torbide di Javel (Leo Malet) 🙂

Canale Mussolini (Antonio Pennacchi) 🙂

Il caso del lituano (Alicia Giménez Bartlett) 🙂

Romanzo fantasma (Arthur Conan Doyle) 😐

Strane lealtà (Wiliam McIlvanney) 🙂 🙂

Il vecchio barone inglese (Clara Reeve) 🙂

Jonathan Strange e il signor Norrell (Susan Clarke) 🙂 🙂

Blu come la notte (Simone Van der Vlugt) 🙂

La scienza delle serie tv (Andrea Gentile) 🙂

Marzo

A Dio piacendo (Jean D’Ormesson ) 😐

Il punto di rottura (Daphne du Maurier) 🙂

Canto della pianura (Kent Haruf) 🙂 🙂 🙂

La fine dei Templari (Andreas Beck) 🙂

Crepuscolo (Kent Haruf) 🙂 🙂 🙂

Pirati e altri avventurieri. L’arte di raccontare storie (Fernado Savater) 🙂 🙂

L’uomo che cadde sulla terra (Walter Tevis) 🙂

Benedizione (Kent Haruf) 🙂 🙂 🙂

Intramontabile Elisabetta (Antonio Caprarica) 🙂

Luoghi lontani e mondi immaginari. Grandi storie di avventura e di fantascienza (Fernando Savater) 🙂 🙂

Quello che sulla terra sapete (Federica Soprani) 🙂

Mary Lavelle (Kate O’Brien) 🙂

Chiari di luna e macchine a vapore (Cindy Spencer Pape) 🙂

Le nostre anime di notte (Kent Haruf) 🙂 🙂

Aprile

La trilogia del mercante di libri (Marcello Simoni) 🙂

Le case di Jane Austen (Mara Barbuni) 🙂 🙂

Detectives, mostri e fantasmi. Le grandi storie del brivido (Fernando Savater) 🙂 🙂

Le vedove del giovedì (Claudia Pineiro) 🙂

Mogli e figlie (Elizabeth Gaskell) 🙂 🙂

Strategie di fuga (Penelope Fitzgerald) 😐

L’orologiaio di di Filigree Street (Natasha Pulley) 🙂

I posseduti. Storie di romanzieri russi e dei loro lettori (Elif Batuman) 🙂

Il mistero di Paradise Road ( Pietro De Angelis) 🙂

La regina Vittoria (Lytton Strachey) 🙂

I Love Tokyo (La Pina) 🙂

Maggio

La musa (Jessie Burton) 🙂

La teologia del cinghiale (Gesuino Némus) 😐

Pavone e rampicante. Vita e arte di Mariano Fortuny e William Morris (Antonia S. Byatt) 🙂 🙂

Non guardare nell’abisso (Massimo Polidoro) :-/

Amori perduti di gioventù (Alexander McCall Smith) 🙂 🙂

L’incubo di Hill House (Shirley Jackson) 🙂

Sherlock Holmes e l’ultimo preraffaellita (Luca Sartori) 🙂

Codice Millenarius Saga (Marcello Simoni) 🙂

Agatha Raisin. Amori, bugie e liquori (M.C. Beaton) 🙂

Yeruldelgger. Morte nella steppa (Yan Manook) 🙂

Lo sguardo di Lily (Margaret Forster) 🙂 🙂

La creatura (Chris Priestley) 🙂

Imprimatur (Rita Monaldi e Francesco Sorti) 😦

Libri da ardere (Amelie Nothomb) 🙂

Un bellissimo novembre (Ercole Patti) 🙂

La bestia di Averoigne (Clark Ashton Smith) 🙂

Giugno

Il supplizio del legno di sandalo (Mo Yan) 🙂 🙂

Nido vuoto (Alicia Gimenez_Bartlett) 🙂 🙂

Tokio monogatari. Racconti di una città incredibile (Sara Caulfield) :-\

Tanti baci dalla Mesmenia (Fabienne Betting) 🙂

Ninfee nere (Michel Bussi) 🙂 🙂

Il ragazzo meraviglioso (Chatterton) (Peter Ackroyd) 🙂

La biblioteca dei morti (Glenn Cooper) 🙂

La notte del santo (Remo Bassini) 🙂

Demoni da Highgate (Mala Spina) 🙂 🙂

Yeruldelgger 2. Tempi selvaggi (Ian Manook) 🙂 🙂

Luglio

Non lasciare la mia mano (Michel Bussi) 🙂

Piccoli racconti di un’infinita giornata di primavera (Natsume Soseki) 🙂

Il libro delle anime (Glenn Cooper) 🙂

I buoni e i cattivi (Angela Carter) 🙂

Il ragazzo ombra (Laura Costantini) 🙂

Cerchi infiniti. Viaggi in Giappone (Cees Nooteboom) 🙂

Morte di un maestro del tè (Yasushi Inoue) 🙂

I custodi della biblioteca (Glenn Cooper) 🙂

Il valzer degli alberi e del cielo (Jean-Michel Guenassia) 🙂

La battaglia navale (Marco Malvaldi) 🙂

Gli anni della leggerezza (Elizabeth Jane Howard) 🙂 🙂

Memorie del cavalier-pulzella (Nadezda Andreevna Durova) 🙂

Il tempo dell’attesa (Elizabeth Jane Howard) 🙂 🙂

Confusione (Elizabeth Jane Howard) 🙂 🙂

Allontanarsi (Elizabeth Jane Howard) 🙂 🙂

Le quattro casalinghe di Tokyo (Natsuo Kirino) 🙂

La scuola dei desideri (Joanne Harris) 🙂

Il giallo di Gaslight Street (M.R.C.Kasasian) 🙂

Agosto

La storia di Mary Jones (Elin Boardy) 🙂

Le figlie di Caino (Colin Dexter) 🙂 🙂

Mayflowers (Annagrazia Bassi) 🙂

Donna a bordo (Daphne du Maurier) 🙂 🙂

Morte di una moglie perfetta (M.C.Beaton) 🙂

Il silenzio dei chiostri (Alicia Giménez-Bartlett) 🙂 🙂

Topkapi (Eric Ambler) 🙂

Il serpente dell’Essex (Sarah Perry) 🙂

Settembre

Pulvis et umbra (Antonio Manzini) 🙂 🙂

Morte di una sgualdrina (M.C.Beaton) 🙂

Il Mangia Peccati: esorcismo per stomaci deboli (Mala Spina) 🙂

Florence Grace (Tracy Rees) 🙂 🙂

La casa di sabbia e nebbia (Andre Dubus III) 🙂

Tutto cambia (Elizabeth Jane Howard) 🙂 🙂

La notte dei cacciatori (Davide Mana) 🙂

Chi  ha nelle mani ha vinto (Davide Mana) 🙂

Dalle colline con la piena (Davide Mana) 🙂

La notte della nutria (Davide Mana) 🙂

Ammazzasogni (Davide Mana) 🙂

Rossa come il peccato (Davide Mana) 🙂

Ottobre

Gli occhi della Gioconda (Alberto Angela) 🙂

L’inganno (Thomas Cullinam) 🙂

Paesaggi e misteri. Riscoprire Ann Radcliffe (Beatrice Battaglia) 🙂

La vita inusuale di T. Tembarom (Frances Hodgson Burnett) 🙂 🙂

Sangue del mio sangue (Giuseppe Menconi) 🙂

Processo a Rolandina (Marco Salvador) 🙂

Faccia di sale (Eraldo Baldini) 🙂

Il segreto (Sebastian Barry) 🙂

Il magistero dei giardini e degli stagni (Didier Decoin) 🙂 🙂

Gli onori di casa (Alicia Giménez-Bartlett) 🙂

La felicità è di questo mondo (David Lodge) 🙂

Il suggeritore (Donato Carrisi) 🙂

Novembre

La casa della seta (Anthony Horowitz) 🙂

Uno zero (Hanif Kureishi) :-/

Il giardino degli inglesi (Vladimiro Bottone) 🙂 🙂

È un problema (Agatha Christie) 🙂

Una pinta di inchiostro irlandese (Flann O’Brien) 🙂 🙂

Il pipistrello (Jo Nesbø) 🙂

Lincoln nel Bardo (George Saunders) 😦

L’apparenza delle cose (Elizabeth Brundage) 🙂 🙂

L’imprevedibile destino di Emily Fox-Seton (Frances Hodgson Burnett) 🙂 🙂

Flavia de Luce e il cadavere nel camino (Alan Bradley) 🙂

I frutti del vento (Tracy Chevalier) 🙂

Progetto di sangue (Graeme Macrae Burnet) 🙂

Notizie da un’isoletta (Bill Bryson) 🙂

Dicembre

Potete perdonarla? (Anthony Trollope) 🙂 🙂 🙂

Assassinio tra i druidi (Christian Jacq) :-/

Il cerchio (Dave Eggars) 🙂 🙂

L’assassinio di Florence Nightingale Shore (Jessica Fellows) 🙂

Un gentiluomo a Mosca (Amor Towles) 🙂

Nerofumo e cenere (Dan Vyleta) 🙂

Piccola grande isola (Bill Bryson) 🙂

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Le favole di Lang_39

Quasi allo scoccare della fine dell’anno, ecco concluso il ventiquattresimo giro di traduzioni. Buone letture!

Libro Blu: Hansel e Grettel. La celeberrima storia dei fratellini che, abbandonati nel bosco, riescono a sfuggire alle grinfie della strega e a tornare dal padre pentito. (Germania)

Libro Rosso: Dapplegrim. Un ragazzo conquista una principessa grazie a un prodigioso e gigantesco cavallo pezzato, ricevuto in eredità. (Norvegia)

Libro Verde: La storia dei tre orsi. Una vecchina vagabonda si introduce nella casa dei tre orsi mentre loro non ci sono e mangia la loro colazione e dorme nei loro letti. (Inghilterra)

Libro Giallo: La moglie morta. Una donna torna dall’aldilà dall’inconsolabile marito, ma lui non saprà trattenerla.(Nord America. Tribù degli Irochesi)

Libro Rosa: Il leone ferito. Una fanciulla libera un principe dall’incantesimo e diventa principessa. (Spagna, Catalogna)

Libro Grigio: La figlia del Sole. Il Sole dona una figlia a una donna sola e poi gliela riprende, ma non tarderà a restituirgliela. (Origine sconosciuta)

Libro Viola: La ragazza con il casco di legno. Una ragazza rimasta orfana nasconde la propria bellezza sotto un casco di legno, ma troverà l’amore. (Giappone)

Libro Cremisi: Eisenkopf. Peter fa una promessa al perfido Eisenkopf e poi non la mantiene. Sarà peggio per lui, ma per fortuna poi tutto si sistemerà. (Ungheria)

Libro Marrone: Kisa la gatta. La bella gattina della principessa Ingibjorg la salverà dalle grinfie di un gigante e sorprenderà tutta la corte. (Islanda)

Libro Arancione: La rana e la fata leone. Una coraggiosa rana fatata aiuta una giovane regina a ricongiungersi al re suo marito dopo anni di patimenti nelle grinfie della perfida fata leone. (Francia)

Libro Oliva:Il tessitore intelligente. Un tessitore riesce laddove i ministri del re hanno fallito e il sovrano lo ricompensa per la sua intelligenza. (Armenia)

Libro Lilla: Il castello di Kerglas. Peronnik è considerato da tutti uno sciocco, ma riuscirà laddove tanti prima di lui hanno fallito. (Francia, Bretagna)

 

La favola di Natale

 

Titolo: La favola di Natale
Autore e Illustratore: Giovannino Guareschi
Editore: BUR, 2004
Pagine: 107
Prezzo: euro 9,00
Età di lettura: per tutti

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C’era una volta un bambino che si chiamava Albertino il quale aveva un papà lontano, in un campo di prigionia. Il suo papà gli mancava tanto e decise di recitare la poesia di Natale davanti alla sua sedia vuota. La Poesia approfittò di una folata di vento per uscire dalla finestra e farsi trasportare fino al luogo in cui si trova il papà di Albertino, ma il Vento la lascia alla frontiera e alla Poesia non rimane altro che incamminarsi verso il confine, ma fallisce il compito, non riesci a entrare nel campo di prigionia e dovette tristemente tornare verso casa, con l’aiuto di Babbo Natale. Che fece allora Albertino? Non si perse d’animo e quella notte, la notte della vigilia, par con la nonna, il cane Flik e una lucciola a fargli strada con il suo lumicino. Grazie a una locomotiva giunsero fino a un ponte, ma lì la locomotiva si fermò perché il ponte era stato fatto saltare, e una gallina padovana indicò loro la strada per giungere, dopo millequattrocentonovanta passi, in un bosco abitato da tante creature, sia buone che cattive.

Non vi dico altro, se non che il lungo viaggio di Albertino per raggiungere il suo papà è pieno di sogni, di paura e di poesia.

Questa emozionante favola fu scritta da Giovanni Guareschi e letta ai compagni di prigionia in un campo del nord ovest della Germania la vigilia di natale del 1944 ed è un po’ la loro storia, la storia di uomini che trovarono in fondo ai loro cuori la forza per resistere e sperare nel ritorno anche grazie a questa favola.

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Guareschi ebbe modo di raccontare che le muse ispiratrici di questa storia furono Freddo, Fame e Nostalgia e che la scrisse rannicchiato nella cuccetta inferiore di un letto a castello a due posti. Sopra di lui il compagno di prigionia Coppola fabbricava musica e Guareschi disse: “Io mandavo su da Coppola versi di canzoni nudi e infreddoliti, e Coppola me li rimandava giù rivestiti di musica soffice e calda come lana d’angora.”

Tra gli ufficiali prigionieri ve n’erano alcuni che si erano dedicati alla musica e al canto, sia da professionisti che da dilettanti, e qualcuno era riuscito a salvare e a conservare il proprio strumenti mentre altri vennero generosamente dati in prestito dai confinanti prigionieri francesi.

Coppola aveva scritto le musiche e mise insieme l’orchestra, il coro e i cantanti. Tutti soffrivano per il freddo e per la fame, ma la sera della vigilia, nella squallida baracca che fungeva da teatro, Guareschi lesse ai compagni di prigionia la favola che aveva scritto, mentre l’orchestra il coro e i cantanti la commentarono “egregiamente” come disse l’autore, e ci fu persino un rumorista per sottolineare i passaggi più movimentati.

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È importante evidenziare la vis polemica di questa fiaba, che se ai bambini può passare inosservata, per la fantasmagoria di vicende e di personaggi, non sfugge di certo agli adulti, grazie anche alla forza delle illustrazioni e l’autore stesso avvertiva: “I personaggi di questo racconto sono tutti veri e i fatti in esso accennati hanno tutti un preciso riferimento con la realtà. La realtà era tutt’intorno a noi, e io la vedevo seduta a tre metri da me, in prima fila, vestita da Dolmetscher (interprete): e quando il rumorista-imitatore cantava con voce roca la canzoncina delle tre Cornacchie e il poliziotto di servizio sghignazzava divertito, io morivo dalla voglia di dirgli che non c’era niente da ridere: ‘Guardi, signore, che quella cornacchia è lei’.”

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Con questa favola vi mando i miei più cordiali auguri di ogni bene e di tanta serenità.

Buon Natale!

 

Più Libri Più Liberi 2017

Approfittando della giornata di festività dell’8 dicembre, siamo stati come tutti gli anni alla fiera della piccola e media editoria di Roma, un’occasione imperdibile per chi, come noi, sia sempre in cerca di chicche anche se oramai, per ragioni di spazio, ci siamo dovuti arrendere alla necessità di acquistare quasi esclusivamente libri in formato elettronico.

Abbiamo scelto un orario di visita, quello del pranzo, che ci sembrava il più indicato per incontrare meno affollamento, ma quest’anno siamo stati colti di sorpresa dal gran numero di persone in fila per entrare e di quelle già dentro.

Stupisce e fa bene una tale vista, se si pensa che siamo uno dei paesi nei quali si legge di meno, ma temo che quest’anno un notevole peso nell’aumento dell’afflusso l’abbia avuto la diversa collocazione della fiera.

Abbandonato lo storico Palazzo dei Congressi, la fiera è rimasta sempre all’EUR, ma stavolta allestita nella cornice senza dubbio affascinante del Roma Convention Centre, meglio conosciuto come la Nuvola di Fuksas.

Dopo aver girato con comodo tra i numerosissimi stand e avere fatto acquisti (tra l’altro io ho comprato anche un libro che non è per bambini, ma è dedicato alle illustrazioni Liberty nella letteratura per l’infanzia, probabilmente ve ne parlerò in un altro momento), ci siamo accodati alla fiumana, è il caso di dirlo, che conduceva alle scale mobili attraverso le quali salire a vedere la Nuvola dall’interno.

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È una struttura possente, che vista da dentro suggerisce assai meno l’idea di leggerezza che si ha guardandola dall’esterno, ed è stata una visita interessante perché permette di vedere da vicino come sia strutturata quest’opera architettonica.

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La disposizione al piano terra degli stand è pratica e razionale e si segue bene, anche senza piantina alla mano.

Come il solito ce n’è per tutti i gusti di grandi e piccini, senza contare il gran numero di incontri e di manifestazioni che si svolgono per tutto l’arco delle giornate dal 6 al 10 dicembre.

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Dico la verità, io non vado quasi mai agli incontri, preferisco concentrarmi sugli stand e curiosare tra i libri, con l’immancabile bigino che porto sempre nella borsa e sul quale segno i libri che desidero acquistare.

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A volte mi capita di adocchiare qualcosa che non mi aspettavo e allora la lista si allunga… in molti casi ho preso nota, nella speranza di trovare il volume in formato elettronico.

Tutto sommato è stata una bella esperienza, come sempre, e all’uscita ho notato con piacere che la fila per l’ingresso era ancora più lunga che al nostro arrivo nel primissimo pomeriggio.

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Ripeto, speriamo non sia solo l’effetto-Nuvola!

Le favole di Lang_38

Terminato anche il ventitreesimo giro di traduzioni e come il solito il riepilogo. Buona lettura.

Libro Blu: I quaranta ladri. La famosa storia di Ali Baba tratta da “Le mille e una notte” (Persia, attuale Iran)

Libro Rosso: I tre gnomi. In questa fiaba dei fratelli Grimm il trionfo di una bella fanciulla vittima della matrigna e della sorellastra. (Germania)

Libro Verde: La storia di Hok Lee e degli gnomi. Un uomo ha un problema che solo gli gnomi possono risolvere, ma non è facile accontentarli per essere esauditi. (Cina)

Libro Giallo: L’ascia di vetro. Un principe è vittima del potere di una crudele fata, la cui figlia libererà lui e se stessa. (Ungheria)

Libro Rosa: L’acqua della vita. Tre fratelli tentano di conquistare tre tesori fantastici, ma solo la sorella ci riuscirà e li salverà. (Spagna)

Libro Grigio: L’orsa. Una principessa sfugge alla vita segregata di palazzo sotto le sembianze di un’orsa e troverà l’amore di un  principe. (origine sconosciuta)

Libro Viola: La storia di Hassebu. Hassebu diventa un grande medico grazie al sacrificio del re dei serpenti. (Africa, tradizione Swahili)

Libro Cremisi: Il briccone e il mandriano. Un giovane astuto raggira il padrone, ne sposa la figlia e diventa ministro del re. (Islanda)

Libro Marrone: La volpe e il lappone. Una volpe si diverte a giocare tiri mancini a chiunque incontri e anche quando sembra sconfitta, riesce a giocare un malcapitato. (Lapponia)

Libro Arancione: Il gufo e l’aquila. Un gufo e un’aquila prendono in moglie due sorelle e dovranno a loro la salvezza. (America, tradizione dei nativi?)

Libro Oliva:Il principe e la principessa nella foresta. Un principe incorre in molte per la debolezza della madre ma infine troverà l’amore. (Danimarca)

Libro Lilla: Le pietre di Plouhinec. Bernez, povero giovane bretone, diventa ricco nonostante il mortale imbroglio del mago che voleva ingannarlo. (Bretagna, Francia)

 

 

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Ho bisogno di manualità e di creatività, partendo dalle piccole cose. Di riscoprire materiali che sanno riscaldare, avvolgere e colorare. Ho bisogno di leggerezza, di spazi aperti e tranquillità. Di riscoprire, nella semplicità, momenti in cui lasciare andare la mente. Ho bisogno di ritrovare il "bandolo della matassa"