Le favole di Lang – 32

Terminato il diciassettesimo giro di traduzioni, ecco per voi un riepilogo delle fiabe e favole.

Libro BluLa ninfea. Le filatrici d’oro Tre ragazze sono obbligate da una strega a filare continuamente lino d’oro, ma un principe coraggioso le salverà.(Origine sconosciuta, probabilmente estone).

Libro Rosso: I sei sciocchi. Un giovane crede che nessuno sia più sciocco della sua promessa sposa e dei suoi genitori, ma deve ben presto ricredersi.(Annonia, provincia della Vallonia, Belgio)

Libro Verde: La pastorella sudicia. Una principessa, allontanata dal padre che non si crede abbastanza amato, troverà l’amore e dimostrerà al re suo padre quanto si sia sbagliato. (Francia)

Libro Giallo: L’ondina. Un mugnaio fa una promessa avventata all’ondina della gora del suo mulino e il figlio ne pagherà la conseguenze, ma l’amore della sua giovane moglie lo salverà. (Germania)

Libro Rosa: Fiocco di neve. Un’anziana coppia di contadini ha una figlia magica e bellissima, fatta di neve, ma con la fine dell’inverno cominceranno i problemi. (Slovenia) 

Libro Grigio: Mohammed dal dito magico. Mohammed ha il dono di predire il futuro in una cupa storia africana. (Tripoli, Libia)

Libro Viola: La Fata dell’Alba. Il giovane principe Petru affronta ogni sorta di pericoli per portare al re suo padre un’acqua miracolosa che può guarirlo dalla cecità. (Romania)

Libro Cremisi: Lo scalpellino. Un povero scalpellino impara a proprie spese che la realizzazione di tutti i desideri non porta alla felicità. (Giappone)

Libro Marrone: La fanciulla elfo. Un giovane pescatore, tradito da un compagno e abbandonato su un’isola deserta, troverà l’amore e la prosperità grazie a una fanciulla speciale. (Lapponia)

Libro Arancione: Le avventure del figlio maggiore dello sciacallo. Morto lo sciacallo, il figlio maggiore ne continua la scellerata serie di inganni e di tradimenti.(Africa, area berbera)

Libro Oliva:Il medico dal vestito di raso. L’amore contrastato tra due giovani principi troverà un lieto fine grazie all’astuzia e alla perseveranza della principessa.(Francia)

Libro Lilla: La melodia meravigliosa: Il suonatore di cornamuse cieco Maurice Connor è capace, non si sa come, di suonare una strana melodia alla quale nessuno può resistere. (Irlanda del Sud)

 

La trilogia della nebbia

Carlos Ruiz Zàfon è un famoso scrittore spagnolo che ha esordito nella narrativa scrivendo libri per ragazzi e qui oggi voglio parlarvi dei titoli che compongono la cosiddetta Trilogia della nebbia: Il principe della nebbia, Il palazzo della mezzanotte e Le luci di settembre.

Sono storie indipendenti l’una dall’altra, ma accomunate dalla presenza dell’elemento fantastico e, a mio giudizio, possono essere letti con molto piacere anche da un pubblico più adulto.

Il principe della nebbia, scritto nel 1993 e pubblicato in Italia per la prima volta nel 2002, è una storia che prende l’avvio nel 1943 e narra le vicende della famiglia Carver, trasferitasi in una piccola cittadina che si affaccia sull’oceano per sfuggire ai bombardamenti. Il loro figlio Max ben presto si accorge che una strana atmosfera aleggia nella casa in cui si è stabilità la sua famiglia e fa la conoscenza con Roland, nipote adottivo del guardiano del faro. Insieme con lui e con la propria sorella Alicia il giovane Max scava nel misterioso passato della casa e si mette sulle tracce di un certo dottor Cain; la trama si fa via via più inquietante e sottile fino al drammatico scioglimento finale.

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Il palazzo della mezzanotte, scritto nel 1994 e pubblicato in Italia nel 2010, è invece ambientato a Calcutta nel 1932 e narra le vicende di Ben e Sheere, due gemelli che sono stati separati alla nascita dalla nonna nella speranza di sottrarli a un sicuro destino di morte: Ben è stato affidato alle cure del direttore dell’orfanotrofio di st.Patrick e Sheere invece è cresciuta con lei, fuggendo di paese di in città. Al compimento del sedicesimo compleanno i gemelli si trovano riuniti e, con l’aiuto della società segreta detta Chowbar Society, composta oltre che da Ben da altri sei orfani, cercheranno di far luce sul loro destino e di sfuggire al misterioso individuo che li bracca dalla nascita.

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Le luci di settembre, scritto nel 1995 e pubblicato in Italia nel 2011, è ambientato a Cravenmore, in Normandia, nell’estate del 1937 e narra la storia della giovane vedova Simone, che trova lavoro come governante nella dimora del ricco ed eccentrico Lazarus Jann, presso il quale si trasferisce con i figli adolescenti Irene e Dorian. Sarà proprio Irene, con l’aiuto del giovane pescatore Ismael, a fare luce sui misteri che circondano l’esistenza di Lazarus e della sua sinistra abitazione.

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Non vi ho di proposito anticipato troppe informazioni sulle trame per non togliervi il piacere di leggere questi tre romanzi, giunti in Italia sulla scia del travolgente successo che Zàfon ebbe come autore di libri per adulti, nel suo paese e in Europa, Italia compresa, con L’ombra del vento.

Come ho scritto in apertura, pur non essendo legate tra di loro riguardo i personaggi, le vicende e le ambientazioni, molto diversi, queste tre storie sono state riunite in una trilogia perché appunto si tratta di vicende in cui l’elemento fantastico e misterioso predomina, scaturendo sempre da un passato rimasto sepolto a lungo. Lo stile mai banale di Zàfon fa di queste trame storie avvincenti, scritte in modo fluido e accattivante, di godibile lettura pur con qualche pecca e ingenuità, qua e là, che salta agli occhi di chi abbia cominciato a conoscere e ad apprezzare l’autore nella sua produzione per adulti. Ripeto però che a mio avviso si tratta di storie che si possono leggere con piacere senza limiti di età, magari approfittando di questo scampolo di vacanza che ci regala il mese di agosto o tenendole pronte per le prime giornate autunnali davanti al camino e a una buona tazza di tè.

Red Love. Rosso come il sangue, freddo come l’acciaio

Titolo: Red Love. Rosso come il sangue, freddo come l’acciaio
Autore: Kady Cross
Traduttore: Elisa Leonzio
Editore: Newton Compton, 2012
Prezzo: euro 14,90
Pagine: 315
Genere: Young Adult

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Sono una grande appassionata del genere Steampunk e ho cominciato ad interessarmene perché adoro l’epoca vittoriana. Infatti nei romanzi steampunk la realtà storica dell’epoca si integra con narrazioni in cui abbondano tecnologie impossibili per il periodo in questione, in un risultato finale molto accattivante.
Ho cominciato ad accostarmi al genere leggendo la trilogia di Paul Di Filippo, il quale per primo ha utilizzato il termine nel titolo, e da quel momento in poi sono andata alla ricerca di altre opere, passando anche per i fumetti e per il cinema.
Così quando mi sono imbattuta per caso in un libro Steampunk per ragazzi, non me lo sono lasciato sfuggire.
Si tratta di Red Love. Rosso come il sangue, freddo come l’acciaio (The girl in a steel corset) di Kady Cross, pseudonimo dell’autrice americana di best seller Kathryn Smith.
La vicenda si svolge nella Londra del 1897, nei giorni in cui sta per celebrarsi il sessantesimo anniversario di regno di Vittoria. La giovane Finley Jayne viene accolta ferita nella lussuosa dimora del giovane duca di Greythorne, Griffin King. Entrambi nascondono un segreto: Finley è spesso dominata da un potente lato oscuro che fa di lei una sorta di dr. Jackill e mr. Hyde mentre Griffin non è un giovane nobile dedito all’ozio, ma il capo riconosciuto di una piccola ma potente organizzazione che cerca di sventare le oscure trame del Macchinista, misterioso criminale autore di una serie di strani e per il momento incomprensibili misfatti, il cui vero senso si svelerà il giorno della festa. Sodali di Griffin sono l’intelligentissima inventrice Emily di origine irlandese, il possente Sam ( ricostruito in parte da Emily come una macchina dopo essere stato aggredito e quasi ucciso da un automa del Macchinista) e il pistolero americano Jasper Renn. Ultimo, ma non meno importante membro della compagnia è la zia di Griffin, lady Cordelia. Inizialmente Finley non si sente parte di quel nuovo e sconosciuto mondo, a causa anche della diffidenza di Sam, ma non tarda a comprendere che Griffin è in grado di aiutarla a dominare il proprio lato oscuro. A complicare le cose la scoperta di sentirsi attratta tanto da Griffin quanto da Jack Dandy, riconosciuto e temutissimo capo della nobile malavita giovanile con il quale è venuta in contatto e che non le nasconde il proprio interesse. I genitori di Griffin e di Finley avevano collaborato dopo la scoperta degli ‘organiti’ misteriosa sostanza in grado di riprodursi e di consentire una rapida e quasi miracolosa guarigione dalle ferite, prelevata in una spedizione al centro della Terra.
Ciò che Griffin e Finley scopriranno con stupore è il legame tra i misterioso Macchinista e il loro passato, mentre Sam, che non riesce a perdonare agli amici di averlo quasi trasformato in una macchina pur di salvargli la vita, rischia di mettere a repentaglio tutta l’organizzazione.
Non aggiungo altro, se non che il triangolo amoroso Finley-Griffin-Jack resta solo abbozzato a livello di flirt, così come resta in sospeso fino al termine della vicenda la competizione amorosa tra Sam e Jasper per la piccola Emily, mentre i personaggi sono tutti o più o meno ben sviluppati, a parte Jasper, che resta un po’ defilato. La vicenda è accattivante al punto giusto, con accurate descrizioni tecnologiche e una buona dose di inventiva; qualche banalità nello stile, ma non saprei se attribuirla magari a scelte di traduzione.
Questo romanzo è il primo di una serie che va sotto il nome di Steampunk Chronicles, ma i successivi non sono stati ancora tradotti in italiano e questi sono i titoli:
The girl in the clockwork collar
The girl with the iron touch
The girl with the windup heart
Fanno da corollario le vicende di alcuni dei personaggi: Finley (The strange case of Finley Jayne), Jasper (The wild adventures of Jasper Renn) e Jack (The dark discovery of Jack Dandy)

La rapina del secolo & La casa di riposo dei supereroi

Seguo da tempo con piacere la produzione per bambini e per ragazzi della casa editrice Bianconero, e in particolare i testi che fanno parte del progetto Alta leggibilità, che prevede l’uso di un font creato appositamente per favorire l’approccio alla lettura dei giovani lettori con difficoltà, pagine dai colori che non stanchino la vista, righe spezzate per seguire il ritmo della narrazione e brevi paragrafi, accortezze sintattiche e lessicali. Basilare poi il passaggio dei testi per un gruppo di lettura, composto di ragazzi, i quali evidenziano le criticità emerse e suggeriscono modifiche e miglioramenti fino a giungere a un’opera finale che soddisfi sia le esigenze del lettore che la creatività dell’autore.

Oggi vi presento una nuova collana, Minizoom, composta di testi dedicati a chi abbia imparato a leggere da poco tempo e quindi possa apprezzare storie brevi ma accattivanti, ricche di illustrazioni e di colori, che diano immediata soddisfazione al piccolo lettore e incrementino il suo senso dell’autonomia.

Entrambi i testi sono scritti e illustrati da Davide Calì, giovane fumettista, illustratore e autore per bambini. È nato in Svizzera nel 1972, ma è cresciuto in Italia e ora vive in Francia. Molto apprezzato anche all’estero, i cui lavori sono stati pubblicati in venticinque paesi e tradotti in molte lingue. Moltissimi i riconoscimenti che ha ricevuto

Per la collana Minizoom di Biancoenero, Davide Calì ha scritto e illustrato due testi. La rapina del secolo e La casa di riposo dei supereroi. Entrambi i titoli constano di 48 pagine e sono adatti a un pubblico di lettori dai 7 anni.

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La rapina del secolo ci presenta una piccola banda di tre ladri, composta da il Furbo,( capo indiscusso di cui nessuno conosce il nome), Carlone (un omone un po’ tonto  dalle mani enormi e sempre affamato) e Luigino detto lo Svelto (nessuno è bravo come lui a sfuggire alla Polizia). Ci tengono subito a precisare di essere ladri per bene, insomma non rapinano certo le vecchiette, e stavolta il Furbo ha organizzato un colpo davvero in grande, per compiere il quale Carlone e Luigino lo seguono fiduciosi prima attraverso le fogne poi attraverso un negozio di orologi e una banca. Ma se non si fermano a portare via nulla, qual è la loro vera meta? Quando vi arriveranno, Carlone e Luigino non riusciranno a credere ai loro occhi… ma soprattutto al loro naso! E non vi dico altro perché la rapina è davvero un colpo di genio quale solo il Furbo poteva ideare… peccato ci sia di mezzo Carlone!

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La casa di riposo dei supereroi invece ci fa entrare in punta di piedi dentro Villa Viale del Tramonto, nella quale vivono oramai tristemente uomini e donne che sono stati famosi supereroi, ma ora, troppo anziani, si sono rassegnati al riposo forzato perché gli acciacchi hanno fatto perdere loro i superpoteri. Però a Villa Viale del Tramonto c’è anche un super cattivo, il temibile Dottor Nefasto, il più cattivo dei cattivi, accolto qui perché nessuno ha mai pensato a una casa di riposo per super cattivi, che deve sopportare gli scherzi dei suoi vecchi nemici. Che tristezza! Però quando in città compare Vortice, un nuovo e temibilissimo super cattivo che neppure i nuovi super eroi sembrano in grado di sconfiggere, i nostri ex eroi della casa di riposo non esitano a rimettersi in gioco e lo sfidano con un sms. Il temibile Vortice si presenta con aria strafottente di fronte a quel gruppo di ridicoli ex supereroi, ma dovrà ricredersi quando scoprirà che, tutti insieme, possono avere la meglio su di lui, e non vi dico come… insomma, anche il perfido Vortice diventerà un ospite di Villa Viale del Tramonto, destinato a diventare la vittima preferita degli scherzi della combriccola.

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Lolò, il Principe delle fate

Titolo: Lolò il Principe delle Fate

Autore: Magda Szabó

Traduttore: Vera Gheno

Illustratore: Donatella Espositi

Editore: Edizioni Anfora, 2005

Pagine: 194

Prezzo: euro 11,00

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È sempre una soddisfazione per me scoprire che un autore molto apprezzato si cimenti o si sia cimentato nella narrativa per ragazzi, secondo me a riprova del fatto che non si tratti, come purtroppo ancora molti ritengono, una forma minore rispetto alla narrativa adulta.

Stavolta vi parlerò di un libro per ragazzi di Magda Szabó, famosissima scrittrice ungherese, scomparsa nel 2007, autrice di romanzi che sono considerati di grande importanza nella letteratura contemporanea.

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Lolò, il Principe delle Fate (titolo originale Tündér Lala) fu scritto dalla Szabó nel 1965, ma è stato tradotto e pubblicato in Italia nel 2005. L’autrice ebbe vari problemi con il regime che vigeva nel suo paese e probabilmente questa fiaba fu per lei anche una sorta di evasione, e al tempo stesso un bellissimo regalo per i bambini e i ragazzi.

La storia in apparenza è semplice, ma si snoda ricca di personaggi e di colpi di scena che la rendono una gradevole lettura per chiunque ami le storie nelle quali la magia la fa da padrona.

Si tratta infatti della storia di un principino, Lolò, figlio della regina delle fate, il quale non è venuto al mondo come tutti i bambini, ma è il dono di un fico magico alla fata Iris, nel giorno della sua incoronazione a Regina delle Fate. Inizialmente tutto procede bene, Lolò è sveglio e intelligente e  apprende tutto con grande facilità, ma con il trascorrere degli anni il principino sente cresce il desiderio di essere un bambino del mondo reale e crea non pochi problemi alla madre e al precettore Omicron. Non gli basta la vita serena e gioiosa nel suo bel regno pieno di colori, vuole sapere e fare cose diverse da quelle di cui si occupano di solito le fate. Sa bene che oltre la porta del regno si stende la terra degli uomini, ma l’ha studiata solo sui libri e non gli basta più.

Prende così una decisione grave: beve una pozione magica che gli permette di trasformarsi in un piccolo essere umano e con le nuove sembianze, si avventura nel mondo oltre le porte incantate.

Lolò dovrà combattere contro il perfido mago Aterpater, che vuole togliere il potere alla regina Iris, e incontrerà personaggi simpatici e insoliti, come l’unicorno Gigi, la piccola Beata e suo zio Pietro, il farmacista Brill e la moglie Pomatina, il coraggioso capitano Amalfi, il ciclope Lardello.

Si snodano così lungo il libro le avventure di Lolò, in cui i due mondi, quello umano e quello fatato, si incontrano e si intrecciano, facendoci pensare che in fondo poi non siano così dissimili e lontani l’uno dall’altro.

La ricchezza narrativa e simbolica fa di questo libro una storia adatta senza dubbio anche agli adulti.

La traduzione dall’ungherese è stata fatta da Vera Gheno e qui potete leggere una sua interessante intervista sull’esperienza.

Le illustrazioni sono opera di Donatella Espositi e Magda Szabó stessa le ha condivise e approvate.

Labyrinth

Sono passati trent’anni dall’uscita nelle sale di questo film che costituisce una delle pietre miliari del cinema per ragazzi, grazie a un irripetibile mix di elementi che oggi non sarebbe poi così facile rimettere in campo.

Ho letto in proposito un interessante articolo sul trentennale del film e lo condivido qui con voi.

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Cosimo

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Titolo: Cosimo

Autore: Roger Olmos

Editore: Logos Edizioni

Prezzo: euro 18,50

Pagine: 76

Età di lettura: per tutti, grandi e piccini

Due settimane fa eravamo a Bologna e sotto i portici di via Indipendenza ho cominciato a notare delle bacheche con grandi illustrazioni a colori, senza commenti, molto belle perché davvero insolite. Incuriosita ho preso nota dei riferimenti e, giunta a casa, una rapida ricerca su internet mi ha permesso di scoprire questo originalissimo ed emozionante libro.

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Cosimo è un omaggio dell’autore spagnolo Roger Olmos al mondo incantato di Cosimo Piovasco di Rondò, protagonista del romanzo di Italo Calvino Il barone rampante, scritto nel 1957.

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La vicenda è ambientata in un immaginario paesino ligure, Ombrosa, e la voce narrante è Biagio, fratello minore di Cosimo. In seguito a una banale lite con il padre, il giovane Cosimo, primogenito di una nobile famiglia decaduta, sale sugli alberi del giardino che circonda la casa con l’intento di non scenderne mai più. Da quale momento in poi la vita di Cosimo trascorrerà tra gli alberi del giardino di casa e quelli dei boschi circostanti, dedicata alla caccia e ai libri, ricca di eventi e persino di una storia d’amore, nata in seguito alla conoscenza con Ursula, una giovane spagnola che però farà ritorno al proprio paese. Inizialmente il baroncino Cosimo è visto come una sorta di fenomeno da baraccone del quale la famiglia un po’ si vergogna, poi la sua fama dilaga. Così la vita scorre, ricompare Viola, il primo amore di Cosimo, ma il ritorno di fiamma tra i due è destinato a una triste fine. Oramai Cosimo è malato e tutto il paese cerca di aiutarlo, ma nulla lo induce a scendere dagli alberi fino al giorno in cui, cogliendo tutti di sorpresa, dalla cima di un altissimo albero si aggrapperà a una mongolfiera di passaggio e scomparirà per sempre.

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La forte valenza simbolica della vicenda di Cosimo sta nel rappresentare il rifiuto dell’autore di accettare concetti assoluti e senza mezze misure, propugnando il rifiuto delle regole nette e inderogabili, incomprensibilmente imposte, e l’accettazione della diversità propria e altrui.

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Con queste illustrazioni oniriche e vivacissime, Roger Olmos guida il lettore attraverso le pagine del romanzo di Calvino senza bisogno di una sola parola, lasciando parlare le immagini. Olmos si appropria così in maniera molto personale e originale del significato profondo del romanzo di Calvino e lo trasporta in un universo visivo nel  quale dominano i verdi scintillanti degli alberi e che affascina il lettore per la sua delicatezza barocca, con immagini surreali che si confondono  e si integrano con la realtà della rappresentazione. Infatti questo libro non è un mero adattamento del romanzo, ma un punto di partenza che permette a Olmos a reinventare la vicenda secondo il proprio stile e ciò fa sì che nasca un’opera del tutto personale, leggibile come una variazione sul tema proposto da Calvino.

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Vorrei che ci fossero più Cosimo al mondo. Capaci di essere fedeli al proprio ideale e mantenere le decisioni prese. Mi ha riportato alla mia infanzia, quando giocavo ad arrampicarmi sugli alberi, a fare e immaginare capanne sospese nell’aria fra i rami. La sua vita è come un gioco eterno che sfida la gravità e le leggi del mondo degli adulti e, come tutti, anche io ho pensato a cosa ne sarebbe stato di me se avessi avuto la sua stessa forza e la stessa determinazione. Cosa ne sarebbe stato di tutti noi se non ci fossimo mai arresi?
In questo libro mi sono appollaiato con Cosimo sui rami, e con lui ho guardato giù e ho potuto vedere quanto tutto sia diverso dalla sua prospettiva. E con lui ho riso.
” – Roger Olmos

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Qui potete vedere un video tratto dal libro.

Le favole di Lang_31

Ecco terminato anche il sedicesimo giro di traduzioni con le seguenti favole:

Libro Blu: La gatta bianca. Un sovrano impone prove ai tre figli per decidere a chi lasciare il trono e il più giovane trova l’inatteso aiuto di una favolosa gattina bianca. (Francia)

Libro Rosso: La voce della morte. Un uomo ricco, pur di non lasciare i propri beni, si illude di aver trovato un paese in cui la morte non esista. (Romania)

Libro Verde: Il cigno fatato. il giovane Peter trova la propria fortuna grazie al consiglio di una vecchina e a un cigno fatato. (Germania)

Libro Giallo: Il re mago. Un re mago si invaghisce di una giovane e bellissima principessa, che vuole sposare a tutti i costi, ma deve fare i conti con il principe suo figlio. (Francia)

Libro Rosa: L’uccello Grip. Un giovane principe, con l’aiuto di una volpe e dopo molte vicissitudini, restituisce la vista al vecchio padre grazie al canto di un magico uccello. (Svezia)

Libro Grigio: Il lupo bianco. Una principessa viene consegnata a un lupo bianco secondo la promessa del padre, ma troverà l’amore. (Sconosciuta)

Libro Viola: Il vicino di casa invidioso. Il fedele cagnolino di due vecchi fa la loro fortuna, a dispetto dell’invidioso vicino. (Giappone)

Libro Cremisi: Il principe che voleva cercare l’immortalità. Le peripezie di un giovane principe in giro per il mondo in cerca della Terra dell’Immortalità. (Ungheria)

Libro Marrone: Pivi e Kabo. Due uccelli trasformati in uomini, l’uno buono e l’altro cattivo,  e le loro avventure. (Oceania)

Libro Arancione: Le avventure di uno sciacallo. Uno sciacallo si crede furbo, ma finisce male. (Africa, area berbera)

Libro Oliva: Dorani. Un principe sposa la bellissima Dorani, che non dice mai una parola perché nasconde un segreto, ma il suo amore la conquisterà (India, Punjab)

Libro Lilla: Storia di un pesce. Se credete che i pesci abbiano sempre vissuto nell’acqua, vi sbagliate. (Australia)

Buona lettura!

The Brontës Children of the Moors

Titolo: The Brontës, children of the moors

Autori e illustratori: Mick Manning e Brita Granström

Lingua: inglese

Editore: Franklin Watts

Prezzo: sterline 12,99

Pagine:48

Età di lettura: dai 14 anni

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Il 21 aprile 2016 cadrà il bicentenario della nascita di Charlotte Brontë e nel mondo anglosassone, sin dall’inizio dell’anno, sono cominciate celebrazioni e iniziative volte a ricordare la grande autrice.

Le sorelle Brontë sono una delle mie passioni letterarie sin dall’adolescenza, non so più quante volte ho riletto Cime tempestose di Emily, o Jane Eyre, ma soprattutto Il Professore, di Charlotte e Agnes Grey o Il segreto della signora in nero di Anne (quest’ultimo romanzo noto anche come La signora di Wildfell Hall).

Nella libreria nel mio studio due interi scaffali sono dedicati a loro con la raccolta dei romanzi, anche in altre lingue, e di opere di saggistica.

Niente che si potesse consigliare ai giovani lettori del mio blog finché non mi sono imbattuta in questa deliziosa opera in inglese, che ha il pregio di essere riccamente illustrata e scritta in modo comprensibilissimo e assai scorrevole.

Questa è l’introduzione: (traduzione mia)

Una volta incontrai una signora in una brughiera ventosa e lei mi narrò una storia che non dimenticherò mai; una storia che sto per trasmettere a voi. Ma cominciamo dal principio: sono cresciuto a Haworth, un piccolo villaggio nella brughiera dello Yorkshire, in cui le famose sorelle Brontë vissero la loro vita tempo fa. Un giorno, avevo circa otto anni, la BBC (NdT:  il più grande e autorevole editore radiotelevisivo del Regno Unito) venne nella scuola del nostro villaggio in cerca di qualcuno che recitasse il ruolo di un pastorello, terrorizzato dai fantasmi, per una nuova serie TV su Cime tempestose di Emily Brontë. E scelsero me! Il giorno della ripresa mi trovò seduto nella brughiera, ad aspettare il mio turno davanti alla telecamera, piuttosto nervoso. Il vento stava sussurrando così dolcemente in mezzo all’erica che penso di essermi appisolato. Mi sveglia e trovai vicino a me una signora vestita con  abiti antiquati. Lei mi sorrise e disse: “Io non penso che Emily avrebbe voluto  tu fossi spaventato dai fantasmi.” E con ciò, incominciò la sua storia…

E così, nelle pagine che seguono, con ricche illustrazioni a tutta pagina, si snoda la storia particolare della famiglia Brontë, narrata in prima persona da Charlotte.

L’arrivo al Parsonage di Haworth, la morte della madre, la dura esperienza della terribile scuola di Cowan Bridge, la nascita dei favolosi mondi immaginari, grazie ai soldatini che appartenevano al fratello Branwell, di Glass Town, Angria e Gondal, le esplorazioni della brughiera, le visite della cara amica di Charlotte, Ellen Nussey, la nascita del celeberrimo ritratto che Branwell fece alle sue sorelle nel 1834 (una curiosità: inizialmente ritrasse anche se stesso accanto a loro, poi decise di nascondere la propria immagine dietro una sorta di colonna luminosa), le loro prime esperienze di lavoro come istitutrici e di studio a Bruxelles (dapprima Charlotte e Emily, poi solo Charlotte), la pubblicazione delle poesie sotto gli pseudonimi di Currer Bell (Charlotte), Acton Bell (Anne) e Ellis Bell (Emily) e la nascita dei loro capolavori; Jane Eyre, Cime tempestose e Il segreto della signora in nero, il brivido mondano di Londra grazie alla pubblicazione dei romanzi, per terminare con la tragica scomparsa di Branwell, Emily e Anne (a pochi anni di distanza l’uno dalle altre, Branwell e Emily nel 1848, Anne nel 1849 ) e la fuggevole felicità del matrimonio, celebrato nel 1854, ma destinato a essere distrutto dalla morte di Charlotte l’anno successivo.

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Non c’è tristezza però in queste pagine, che riescono a suscitare emozione e comunicano intensamente al lettore lo struggente desiderio di vita e la grande fantasia di questi geniali giovani, cresciuti in una cupa canonica affacciata sul cimitero, tra le nebbie e i colori dell’amatissima brughiera.

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Fili d’aquilone n.41

È on line il numero 41 della rivista Fili d’aquilone dal titolo Calma & Fretta.

Qui troverete il mio contributo. Buona lettura

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