Papà

Padre, Anche Se

Padre, se anche tu non fossi il mio

padre, se anche fossi a me un estraneo,

per te stesso, egualmente t’amerei.

Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno

che la prima viola sull’opposto

muro scopristi dalla tua finestra

e ce ne desti la novella allegro.

Poi la scala di legno tolta in spalla

di casa uscisti e l’appoggiasti al muro.

Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell’ altra volta mi ricordo

che la sorella, mia piccola ancora,

per la casa inseguivi minacciando.

(la caparbia avea fatto non so che)

Ma raggiuntala che strillava forte

dalla paura, ti mancava il cuore:

che avevi visto te inseguir la tua

piccola figlia e, tutta spaventata,

tu vacillante l’attiravi al petto

e con carezze dentro le tue braccia

avviluppavi come per difenderla

da quel cattivo ch’era il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio

padre, se anche fossi a me un estraneo,

fra tutti quanti gli uomini già tanto

pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

Camillo Sbarbaro

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Papà

Babbo

Babbo, quando eravamo piccini
tu ci tenevi sui tuoi ginocchi,
non avevamo balocchi
perchè eravam poverini;
ma nella stanza oscura,
quando calava la sera
anche se la stagione era dura
facevi nascere la primavera.
Illuminavi la stanza di stelle,
di lucciole, di fiammelle,
la riempivi di fiori,
di trilli, di canti, di odori:
Gli angeli venivano a cento
avvolti nel velo del vento
e con i gigli fatati
sfioravano i nostri occhi,
ci davano sogni incantati,
facevan di noi lievi fiocchi,
fiocchi leggeri in cammino
per un viottolino di stelle…
Babbo, che nostalgia
di sedere sui tuoi ginocchi,
di sentire nel sonno
i tuoi occhi vegliarmi.
E addormentare il mio dolore,
e addormentare il mio tormento,
essere un fiocco nel vento
e un canto per il tuo cuore.
Ma se ti vengo accanto
nella casina di terra,
quella che ti rinserra
e dove sei tutto solo,
non c’è per te che il mio pianto,
non c’è per me che il tuo canto,
nel canto dell’usignolo.

(Lilla Lipparini, 1951/52)

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Senza parole

Frans-Hals-Il-Cavaliere-Sorridente

Primo Casalini- Solimano

(Frans Hals, Il cavaliere sorridente, 1624, Wallace Collection, Londra)

Sit tibi terra levis.
Ciao, Primo.

La sicurezza non è mai troppa

ironiamaroniinternaSucar Drom

Senza parole

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Love – is that later Thing than Death –
More previous – than Life –
Confirms it at it’s entrance – And
Usurps it – of itself –

Tastes Death – the first – to hand the sting
The Second – to it’s friend –
Disarms the little interval –
Deposits Him with God –

Then hovers – an inferior Guard –
Lest this Beloved Charge
Need – once in an Eternity –
A smaller than the Large –

*****************************

L’Amore – è quella Cosa che va oltre la Morte –
Che precede – la Vita –
La conferma al suo ingresso – E
La usurpa – in sé –

Assaggia la Morte – per primo – per porgere l’aculeo
Poi – al suo amico –
Disarma il piccolo intervallo –
Lo deposita in Dio –

Poi vigila – inferiore Custode –
Affinché quell’Amato Carico
Non scelga – una volta nell’Eternità –
Nulla di meno del Tutto –

Emily Dickinson

strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il cavaliere della rosa

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Il bandolo della matassa

Ho bisogno di manualità e di creatività, partendo dalle piccole cose. Di riscoprire materiali che sanno riscaldare, avvolgere e colorare. Ho bisogno di leggerezza, di spazi aperti e tranquillità. Di riscoprire, nella semplicità, momenti in cui lasciare andare la mente. Ho bisogno di ritrovare il "bandolo della matassa"