Buon Natale

20181222

Month after month year after year
My harp has poured a dreary strain –
At length a livelier note shall cheer
And pleasure tune its chords again

What though the stars and fair moonlight
Are quenched in morning dull and grey
They were but tokens of the night
And this my soul is day

Un mese e ancora un mese un anno e un anno ancora
la mia arpa ha cantato un canto tetro –
ora una nota più viva darà gioia
e il piacere tornerà a accordare i suoi suoni

Sì le stelle e la bella luce della luna
si spengono nel grigio mattino
altro non erano che pegni della notte
ma questo è il giorno anima mia*

Buon Natale a tutti

* Emily Bronte, Poesie, Oscar Mondadori, 2002, traduzione di Anna Luisa Zazo

 

 

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Il vero amore dei dodici sofà

Titolo originale: The twelve days of Christmas
Titolo italiano: Il vero amore dei dodici sofà
Opere selezionate: William Morris
Versione poetica: Bruno Tognolini
Illustrazioni: Liz Catchpole
Editore: Salani, novembre 2018
Pagine: 64
Prezzo: euro 24,50
Età di lettura: per tutti

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I miei venticinque lettori conoscono le mie passioni, quindi non si stupiranno di trovare qui questo magnifico libro il cui arrivo aspettavo con trepidazione.
Si tratta del riuscito connubio tra l’arte di William Morris, la tradizione popolare di una filastrocca inglese, la bravura poetica di Bruno Tognolini e le illustrazioni di Liz Catchpole.

La filastrocca The twelve days of Christmas è molto celebre in Inghilterra e qui la potete ascoltare in versione originale mentre sotto ve ne propongo il testo scritto:

On the first day of Christmas, my true love gave to me
A partridge in a pear tree

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On the second day of Christmas, my true love gave to me
Two turtle doves and a partridge in a pear tree

On the third day of Christmas, my true love gave to me three French hens
Two turtle doves and a partridge in a pear tree

On the fourth day of Christmas, my true love gave to me
Four calling birds, three French hens, two turtle doves
And a partridge in a pear tree

On the fifth day of Christmas, my true love gave to me
Five golden rings, four calling birds, three French hens
Two turtle doves and a partridge in a pear tree

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On the sixth day of Christmas, my true love gave to me
Six geese a-layin’, five golden rings, four calling birds
Three French hens, two turtle doves and a partridge in a pear tree

On the seventh day of Christmas, my true love gave to me
Seven swans a-swimmin’, six geese a-layin’, five golden rings
Four calling birds, three French hens, two turtle doves
And a partridge in a pear tree

On the eighth day of Christmas, my true love gave to me
Eight maids a-milkin’, seven swans a-swimmin’
Six geese a-layin’, five golden rings, four calling birds, three French hens
Two turtle doves and a partridge in a pear tree

On the ninth day of Christmas, my true love gave to me
Nine lords a-leapin’, eight maids a-milkin’, seven swans a-swimmin’
Six geese a-layin’, five golden rings, four calling birds, three French hens
Two turtle doves and a partridge in a pear tree

On the tenth day of Christmas, my true love gave to me
Ten ladies dancin’, nine lords a-leapin’, eight maids a-milkin’
Seven swans a-swimmin’, six geese a-layin’, five golden rings
Four calling birds, three French hens
Two turtle doves and a partridge in a pear tree

On the eleventh day of Christmas, my true love gave to me
Eleven pipers pipin’, ten ladies dancin’, nine lords a-leapin’
Eight maids a-milkin’, seven swans a-swimmin’
Six geese a-layin’, five golden rings, four calling birds, three French hens
Two turtle doves and a partridge in a pear tree

On the twelfth day of Christmas, my true love gave to me
Twelve drummers drummin’, eleven pipers pipin’, ten ladies dancin’
Nine lords a-leapin’, eight maids milkin’, seven swans a-swimmin’
Six geese a-layin’ five golden rings, four calling birds, three French hens
Two turtle doves and a partridge in a pear tree.

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Presso il Victoria & Albert Museum di Londra è conservata una ricca collezione di opere di William Morris, che fu il pioniere del movimento Arts and Craft il cui intento, per altro riuscito, fu riformare le arti applicate. Liz Catchpole, illustratrice per bambini e Art Director della Penguin, ha selezionato alcuni motivi di Morris e da essi si è fatta ispirare per creare disegni che li accompagnassero, così che le immagini insieme, quelle di Morris e le sue, hanno ispirato e sostenuto il delizioso tessuto della versione poetica e un po’ nonsense che Bruno Tognolini ha fatto della canzone.

Le opere di Morris scelte per illustrare i dodici giorni della canzone sono le seguenti:
Primo giorno: St. James, (tappezzeria, 1881)
Secondo giorno: Colomba e Rosa (tessuto d’arredo, 1879)
Terzo giorno: Uccello (Tessuto d’arredo, 1877)
Quarto giorno: Ladro di fragole (tessuto d’arredo, 1883)
Quinto giorno: Girasole (Tappezzeria, 1879)
Sesto giorno: Frutta (tappezzeria, 1866)
Settimo giorno: Delphinium (tappezzeria, 1874)
Ottavo giorno: Ghianda (tappezzeria, 1879)
Nono giorno: Cray (tessuto d’arredo, 1884)
Decimo giorno: Fiori d’autunno (tappezzeria, 1888)
Undicesimo giorno: Centonchio (tappezzeria, 1876)
Dodicesimo giorno: Fritillaria (tessuto d’arredo, 1876)

Qui potete leggere direttamente dalle parole di Bruno Tognolini la nascita, la storia e il significato di quest’opera che è una vera festa per gli occhi e per il cuore, ma vi riporto un brano tratto dalla pagina che mi ha particolarmente colpita.
Il primo sogno che ha preso corpo è stato scartato: o meglio l’editore, per i motivi che presto dirò, mi ha chiesto di riprovare. Era il sogno della noia di un bambino in visita alla nonna, agli zii, a qualche altro anziano parente o amico di famiglia. Quelle ore – fossero pure decine di minuti, che ore parevano – passate in quei salotti, seduti su divani foderati da tessuti damascati, con quelle forme di foglie strane intrecciate e rami e serti, e se si era fortunati anche di uccelli, in cui gli occhi e le mani della noia si posavano e perdevano.

Ecco, io in quella noia di bambino mi sono ritrovata e mi son detta che se avessi avuto in mano un libro così, le ore sarebbe state minuti. (Però non dubitate che trovavo ugualmente di che distrarmi sui divani damascati, saccheggiando gli scaffali della libreria di turno, senza un briciolo di vergogna, resa ardita dalla voglia di fuggire).

Jim Crow

Dov’è il posto per Jim Crow
su questa giostra?
Signore, perché io voglio salire.
Giù nel Sud, da dove provengo,
bianchi e negri
non possono sedersi uno accanto all’altro.
Giù nel Sud, nel treno
c’è una carrozza apposta per Jim Crow.
Sulle corriere ci mettono dietro,
ma qui non v’è un retro
per una giostra!
Dov’è un cavallo
per un bambino negro?

Langston James Hunghes (1902-1967)

“Cloffete cloppete clocchete. Le poesie nei libri di scuola degli anni Sessanta” , Manni, pag.155

Ci sono ancora troppi Jim Crow al mondo, a distanza di di tanti anni dalla lotta di civiltà del poeta afro-americano.

Il gatto inverno

Ai vetri della scuola, stamattina
l’inverno strofina
la sua schiena nuvolosa
come un vecchio gatto grigio:
con la nebbia fa i giochi di prestigio,
e le case fa sparire
e ricomparire;
con le zampe di neve imbianca il suolo
e per coda ha un ghiacciuolo…

Sì, signora maestra,
mi sono un po’ distratto:
ma per forza, con quel gatto,
con l’inverno alla finestra
che mi ruba i pensieri
e se li porta in slitta
per allegri sentieri.

Invano io li richiamo:
si saranno impigliati in qualche ramo spoglio;
o per dolce imbroglio, chiotti, chiotti,
fingon d’essere merli e passerotti.

Gianni Rodari (1920-1980)

“Cloffete cloppete clocchete. Le poesie nei libri di scuola degli anni Sessanta” , Manni, pag.92

È arrivata l’estate, ma come non comprendere e condividere la distrazione di questo alunno che la fantasia trascina fuori dall’aula su un’immaginaria slitta grazie al fascino del paesaggio invernale?

Il risveglio del vento

Nel colmo della notte, a volte, accade
che si risvegli, come un bimbo, il vento.
Solo, pian piano, vien per il sentiero
penetra nel villaggio addormentato.
Striscia, guardingo, sino alla fontana;
poi si sofferma, tacito in ascolto.
Pallide stan tutte le case intorno;
tutte le querce, mute.

Rainer Maria Rilke (1875-1926)

“Cloffete cloppete clocchete. Le poesie nei libri di scuola degli anni Sessanta” , Manni, pag.68

Vi auguro un felice fine settimana con questa breve poesia in cui il vento, paragonato a un bimbo che si svegli all’improvviso di notte, si muove furtivo per il paese, impadronendosi di ogni angolo nel silenzio più totale di cose, persone e piante.

 

Non vivere su questa terra come un inquilino

Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra  come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Vivi in questo mondo
come se fosse la casa di tuo padre..
Credi al grano,
alla terra,al mare,
ma prima di tutto ama l’uomo.
Ama la nuvola,
il libro
la macchina,
ma prima di tutto
l’uomo.
Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
del pianeta che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto
il dolore dell’uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell’inverno e dell’estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto
godi dell’uomo.

Nazim Hikmet, poeta turco, (1901-1963)

“Cloffete cloppete clocchete. Le poesie nei libri di scuola degli anni Sessanta” , Manni, pag.60

The Victorianist: BAVS Postgraduates

British Association for Victorian Studies Postgraduate Pages, hosted by Danielle Dove (University of Surrey) and Heather Hind (University of Exeter)

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Fiabe integrali e poco altro. Si fa tutto per i bambini

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