(Questo libro) non ha senso

Copertina

Titolo: (Questo libro) non ha senso
Autore e illustratore: Edward Lear
Curatrici e traduttrici: Francesca Cosi e Alessandra Repossi
Editore: Nuova Editrice Berti, 2013
Pagine: 127
Prezzo: euro 11,00
Età di lettura: a piacere

Quando ho visto alla recente fiera Più libri più liberi questo libriccino dalla copertina poco appariscente, ma dal titolo assai invitante, me ne sono subito impossessata, certa di soddisfare la curiosità che questo tipo di testi mi suscita da sempre.
Il limerick è un breve componimento in rima tipicamente inglese, che al di là del divertente effetto di nonsense richiede invece il rispetto di regole metriche ben precise. Secondo l’Oxford English Dictionary, che è la mia bibbia nelle traduzioni delle favole raccolte da Andrew Lang delle quali mi occupo da un po’ di tempo, il limerick nascerebbe dall’usanza di declamare versi senza senso ai matrimoni, versi che nella maggior parte dei casi terminavano con la locuzione: “will you come to Limerick?” (verrai a Limerick?), riferendosi all’omonima cittadina irlandese. Non vi sono prove certe che questa definizione sia attendibile, le ipotesi sono varie e diverse, nessuna inconfutabile, a parte il fatto che queste composizioni nonsense erano conosciute con tale nome già nell’Ottocento e che Edward Lear, l’autore di questo libriccino, ne sia considerato l’inventore.

La struttura metrica, come vi dicevo, è rigida e fissa:
primo lungo verso (rima A) di descrizione del protagonista e della sua provenienza o di una sua caratteristica;
secondo verso lungo (rima A) che descrive una particolarità del personaggio;
terzo verso corto (rima B) con l’azione della breve storia;
quarto verso corto (rima B) con il prosieguo dell’azione del verso precedente;
quinto verso lungo (rima A) che ripete il primo verso e aggiunge un nuovo contributo alla stravaganza del protagonista o contiene la conclusione della storia.
Un esempio:
There was an Old Sailor of Compton,
Whose vessel a rock it once bump’d on;
The shock was so great,
That it damaged the pate,
Of tha singular Sailoro of Compton.

C’era un vecchio di mare a Camogli
la cui barca sbatté sugli scogli;
il gran colpo alla roccia
danneggiò la capoccia
del bizzarro di mare a Camogli.

In questo libriccino sono raccolti 60 limerick di Lear, finora inediti in Italia, tranne quelli alle pagine da 10 a 15, e da lui stesso illustrati, ai quali è stato necessario cambiare i nomi delle città inglesi, per evidenti ragioni di rima in quanto le parole inglesi terminano per lo più per consonante e le parole italiane per vocale. Fanno eccezione i limerick da pag.98 a pag.109 che sono ambientati in India e per i quali è stato possibile trovare nomi di altre città indiane che si accordassero alla traduzione italiana e pertanto lasciassero inalterata l’ambientazione esotica.

Un esempio:
There was a small child at Narkunda,
Who said “Don’t you hear! That’s a thunder!”
But they said “It’s the Bonzes,
A-making responsee,
In a temple eight miles from Narkunda”.

C’era un giorno un bambino a Narkanda;
domandò: “Questo è un tuono o una bomba?”
Ricevette il responso:
“No, no, sono i bonzi
a pregare nel tempio a Narkanda”.

Edwar Lear ((Londra, 12 maggio 1812 – Sanremo, 29 gennaio 1888), fu un poeta e un illustratore dalla vita travagliata (situazione familiare assai precaria e gravi problemi di salute). Cominciò a guadagnarsi da vivere giovanissimo proprio con i disegni e in seguito fu assunto dal Conte di Derby per il divertimento dei cui figli scrisse i limerick. Poté viaggiare in molti luoghi salubri, grazie al proprio lavoro, e fu molto assiduo dell’Italia, che visitò nella sua parte meridionale. La sua fama non è legata solo ai limerick per bambini; scrisse diari dei propri viaggi e anche di botanica e di alfabeti nonsense, che riunì in un unico libro, dal titolo Nonsense Songs, Stories, Botany and Alphabets, realizzato nell’inverno del 1870 a Sanremo, la città italiana in cui si era stabilito e sarebbe poi morto diciotto anni più tardi. Per un certo periodo di tempo fu anche il maestro di disegno della regina Vittoria.

autoritratto caricaturale di Edward Lear

Visto che vivo a Roma, ecco un limerick che nella traduzione italiana si riferisce a questa città:

There was an old man of Orleans,
Who wass given to eating of beans;
Till once out of sport,
He swallowed a quart,
That dyspeptic old man of Orleans.

C’era un vecchio signor ai Parioli
che adorava mangiare fagioli;
finché un giorno per scherzo
ne mangiò un chilo e mezzo
l’indisposto signor dei Parioli.

Provare a comporre limerick può rivelarsi un esercizio molto istruttivo e divertente da un punto di vista linguistico e dopo aver letto questa deliziosa raccolta perché non tentare?

Vi lascio con un altro limerick tratto da questa raccolta.

There was an old person so silly,
He poked his head into a lily;
But six bees who lived there,
Filled him full of despair,
For the stung that old person so silly.

C’era un vecchio signor così sveglio,
da ficcar il suo naso in un giglio;
ma sei api nel fiore
– ahiai che dolore! –
punzecchiarono il tizio assai sveglio.

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