Non c’è pace per Pippi

Da Il Venerdì di Repubblica del 2 dicembre

Miti sotto accusa

Pippi Calzelunghe rischia il rogo: “Fiaba razzista”

“Sono libri pieni di di stereotipi colonialisti e razzisti”. Per questo motivo, in un’intervista rilasciata a un quotidiano locale tedesco, la signora Eske Wollrad, teologa evangelica, ha chiesto che le avventure di Pippi Calzelunghe vengano sconsigliate nelle scuole e nelle biblioteche pubbliche a chi non ha ancora compiuto sedici anni. Wollrad sostiene che i bambini di colore, presenti in alcuni volumi della serie composta negli anni Quaranta, vengono ritratti “senza il rispetto che meritano”. Con “sgradevoli effetti diseducativi in un’epoca di multiculturalismo e tolleranza” ha aggiunto. I rilievi della teologa hanno suscitato la sdegnata reazione di Karin Nyman, figlia della scrittrice Astrid Lindgren che, interpellata dal quotidiano britannico Guardian, ha accusato Eske Wollrad di superficialità. “Penso che non abbia letto con sufficiente attenzione le opere di mia madre, altrimenti si sarebbe accorta che per Pippi i bambini sono tutti uguali”. (r.bert.)

Non c’è dunque pace per questo personaggio tanto amato da generazioni di lettori. Evidentemente fare scandalo è il destino di Pippi perché quando le sue avventure apparvero per la prima volta, in Svezia si scatenò l’ira dei pedagogisti e dei genitori che vedevano nel personaggio e nelle avventure un profondo motivo motivo di offesa ai bambini; nel frattempo il manoscritto era stato già rifiutato dal principale editore svedese e subì le contestazioni persino dei traduttori. Indubbiamente Pippi appariva troppo trasgressiva in una società rigida e puritana e se molta parte di ciò che c’era di repressivo nella pedagogia è stato finalmente superato, lo si deve anche alla forza dirompente di questi libri. Che cosa sconvolge e turba tanto in Pippi? Dice Donatella Ziliotto: “In un certo senso è il contrario di Alice, bambina logica e beneducata in un mondo assurdo quanto Pippi è inaspettata e assurda in un mondo che segue una logica tradizionale“. La ribellione all’autorità di Pippi Calzelunghe non è fine a se stessa ma è volta a sovvertire l’ordine costituito in ogni situazione in cui tale autorità si riveli  autoritarismo e sia solo una gabbia, un viluppo, un freno alla fantasia e alla sensibilità dei bambini. Il suo personaggio fu letto anche in chiave di rivolta femminista, ma è un’interpretazione di parte di una figura femminile che incarna doti di sicurezza, di umanità, di bontà e di vivacità propri di tutti gli spiriti liberi.

Pippi Calzelunghe

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6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. annitapoz
    Dic 04, 2011 @ 21:37:23

    Povera Pippi! Da bambina adoravo questo personaggio. Ciao, Annita

    Rispondi

  2. colfavoredellenebbie
    Dic 09, 2011 @ 11:42:18

    Io adoro Pippi e la piccola di casa anche.
    Su Sky ci guardiamo gli episodi e ridiamo insieme. l’esagerazione, il paradosso giocoso, persino le sue avventure strampalate fra pirati buoni e pirati cattivissimi e perdenti aiuta a costruire il senso della realtà e anche il sogno.
    Un abbraccio Annarita: siamo di nuovo vicine di casa:)
    ti linko subito così non mi scappi.
    zena

    Rispondi

    • annaritaverzola
      Dic 10, 2011 @ 09:02:30

      Dici bene, Zena, “aiuta a costruire il senso della realtà e anche il sogno”. Anche io sono contenta di questo vicinato che mi permette con maggior facilità di tuffarmi nelle tue atmosfere magiche. Un caro saluto, Annarita

      Rispondi

  3. colfavoredellenebbie
    Dic 20, 2011 @ 23:48:45

    ciao, Annarita:)

    Rispondi

  4. annarita
    Dic 23, 2011 @ 21:50:03

    Ciao, Zena, sempre un piacere leggerti! 🙂

    Rispondi

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