Il topo e suo figlio

Copertina _il topoTitolo: Il topo e suo figlio
Autore: Russel Hoban
Traduttore: Adriana Motti
Editore: Adelphi,2008
Prezzo: euro 10,00

Quando si parla di libri per bambini, generalmente si ritiene che debbano seguire dei canoni ben precisi, anche se abbiamo discusso più volte sull’esile filo rosso che divide la letteratura per adulti da quella per i ragazzi, riferendoci a testi che si collocano sul crinale e sono stati apprezzati tanto dagli uni quanto dagli altri, sia pure per vari e diversi motivi.

Molto spesso chiediamo a un libro per ragazzi di essere rassicurante dall’inizio alla fine e la nostra sensibilità di lettori adulti esce un po’ disturbata dall’approccio con testi che di rassicurante, almeno in apparenza, hanno poco o niente.

Rientrano, a mio avviso, in questa categoria libri dei quali ho già parlato qui, come I Fratelli Neri di Lisa Tetzner, Coraline e Il cimitero senza lapidi e altre storie nere di Neil Gaiman, Un ponte per Terabithia di Katherine Paterson, Il ragazzo che non mangiava le ciliegie di Sara Weeks e Lo straordinario viaggio di Edward Tulane di Kate Di Camillo.
A essi si aggiunge oggi Il topo e suo figlio, di Russell Hoban.

È una storia molto particolare, scritta in un linguaggio ricco e forbito e svolta attraverso temi e situazioni che rimandano ai problemi del mondo degli adulti. Protagonisti sono i due topo meccanici del titolo, padre e figlio, bei giocattoli di latta che si trovano con altri sul bancone di un ricco negozio di giocattoli alla vigilia di Natale. Dopo la mezzanotte i giocattoli hanno facoltà di parlare e così si esprimono a vicenda dubbi, sogni, speranze. Ci sono una maestosa elefantessa e una foca con la palla, e una lussuosa casa di bambole elegantemente arredata e dotata di ogni comodità, nella quale risiedono in perpetuo festeggiamento i numerosi occupanti disposti intorno alla tavola o nelle stanze. La vita scorre serena nel negozio, in attesa del compimento di un felice destino: appartenere a un fanciullo ed entrare per sempre nella sua casa.

Il topo_1

illustrazione di Paola Doglioni

Ma il topo figlio ha dubbi, ha paura di andare per il mondo e vorrebbe una mamma, così propone all’elefantessa di esserlo per lui. L’elefantessa si contenta di brontolare per la cattiva educazione che il piccolo ha ricevuto, così lamentevolo e piagnucoloso, e al topolino non rimane che tentare di tenere a bada la paura del mondo di fuori. È un presagio di sventura l’affacciarsi del vagabondo alla soglia del ricco e caldo negozio.

Al topino venne in mente il vento gelido che era entrato dalla porta, e la facciona intenta del vagabondo di là dal vetro, col plumbeo cielo invernale dietro di lui. Ora quel cielo era un’oscurità silenziosa che faceva da sfondo al lampione e ai fiocchi di neve. La casa delle bambole era calda e luminosa; la teiera scintillava sulla tovaglia candida. ‘Io non voglio andare nel mondo’ disse. (pag.15)

E invece proprio nel mondo i due topi meccanici vanno il giorno dopo, acquistati per finire sotto un albero di Natale in mezzo ad altri giocattoli e ripetere senza sosta il loro ballo in tondo, tenendosi per mano. Ma la sorte ha in serbo per loro tristi momenti; lo scatto di una gatta nervosa provoca la caduta di un vaso e la fine dei due topi meccanici, rimasti schiacciati sotto il peso. Sembra la fine di una storia appena cominciata, il destino è l’immondezzaio cittadino, ma proprio da qui comincia l’incredibile avventura che durerà un anno e insegnerà loro tante cose, mentre inseguono il sogno  di autoricaricarsi per trovare finalmente l’indipendenza. Le mani sporche ma abili del vagabondo restituiscono la vita e il movimento alla coppia, anche se ora non danzano più. Il padre è destinato a camminare sospingendo il figlio che volge le spalle al mondo e al futuro al quale vanno incontro.

In cima a un crinale che dominava la città e dal quale i campi colmi di neve scendevano dolcemente dai due lati, la strada scavalcava un ponte sui binari della ferrovia, rasentava l’immondezzaio cittadino e si perdeva all’orizzonte. Il vagabondo posò il topo e suo figlio sul bordo della strada e diede la carica al padre. ‘Siate vagabondi’ disse, poi si volse e si allontanò col cane alle calcagna. (pag. 20)

Comincia così la dura lotta per la sopravvivenza del topo e di suo figlio, l’avventura di una vita da vagabondi che comincia tra le grinfie di Ratto Manny, il boss dell’immondezzaio, e prosegue in un altalena di eventi che sarebbe monotono e riduttivo elencare qui, togliendo al lettore il gusto di una lettura dalla tensione narrativa sempre alta.

Il topo_2

illustrazione di Paola Doglioni

In un paesaggio tetro e inquietante, fatto di rifiuti, boschi e acquitrini, conosceranno il peso della servitù e il sapore agro della paura.  Incontreranno Ranocchio, saggio e indovino suo malgrado, che farà loro da mentore, conosceranno gli orrori e il sangue della guerra fra topi muschiati, inseguiti dall’implacabile Manny.

Il topo _3

illustrazione di Paola Doglioni

Lungo la loro faticosa strada verso la riconquista della dignità e della libertà incroceranno molti personaggi, o più o meno amichevoli, secondo l’apparentemente oscura profezia di Ranocchio: la Compagnia Sperimentale Stridi dell’Arte diretta da due corvi, la signorina Zacchera alla perenne ricerca di un po’ di amicizia e di amore, il Topo Muschiato capace di Pensiero Profondo, la vecchia testuggine C. Serpentina e le sue metafisiche riflessioni in fondo allo stagno, il tarabuso e il martin pescatore che si riveleranno due fedeli alleati. E in lontananza una speranza e un miraggio: ricongiungersi ai vecchi amici di un tempo  e ritrovare la Casa delle Bambole

Giù nel buio dell’estate, su nella luce dell’inverno; una dolorosa primavera, un autunno devastante, un disperdersi e un riunirsi. Il nemico che tu fuggi all’inizio ti aspetta alla fine. (pag. 34)

Dicevo che sarebbe impossibile e riduttivo elencare in poche righe la ricchezza e la varietà dell’avventura di topo padre e figlio, un’avventura destinata però a portarli alla realizzazione delle loro speranze e a far sì che i sogni del piccolo topo, una mamma, una sorella, una casa, si compiano, sia pure tra mille difficoltà, in un percorso che è crescita e maturazione per tutti, grandi e piccoli.
Il cerchio si chiude sul vagabondo.

Il vagabondo vide il padre e il figlio circondati dalla loro famiglia e dai loro amici. Vide stagliato contro la notte L’Ultimo Cane Visibile in tutto il fulgore delle sue luci; udì i cori e la gioia che regnavano all’interno; allora sorrise e per la seconda volta parlò al topo e a suo figlio. ‘Siate felici’ disse il vagabondo.(pag.175)

Il topo_4

illustrazione di Paola Doglioni

Questa storia è stata pubblica per la prima volta nel 1967 e adattata in film animato nel 1977. Nel 1982 Bruno Stori lo ha adattato in spettacolo teatrale per il Teatro delle Briciole di Parma. È considerata già un classico della letteratura per ragazzi e indubbiamento è il testo più famoso di Russell Hoban, scrittore noto anche agli adulti per La ricerca del leone.

Le illustrazioni che ho inserito sono opera di Paola Doglioni e non si trovano nel libro edito da Adelphi; mi ci sono imbattuta per caso, cercando notizie del web, mi sono piaciute molto e ve le propongo.

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5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. giuba47
    Mag 19, 2010 @ 12:49:00

    Peccato che non ci siano le illustrazioni nel lbro. Qui da te vengo ad attingere per le mie nipoti.baciGiulia

    Rispondi

  2. nowhereman56
    Mag 22, 2010 @ 09:14:00

    Il tuo blog, per la cura e la passione che metti nei tuoi "articoli", è materiale prezioso per genitori e educatori, sarebbe da consigliare alle insegnanti della scuola primaria.Un saluto e un augurio di un sereno WENM

    Rispondi

  3. annaritav
    Mag 22, 2010 @ 10:52:00

    Grazie, Giulia, spero che i miei suggerimenti incontrino il gusto delle tue nipoti. Hai ragione, le immagini sono davvero belle, e come hai potuto vedere nel sito dell'autrice, ce ne sono altre. Un abbraccio.Grazie, Nowhereman56, cerco titoli non molto noti qui in Italia e spero siano davvero utili. Un buon fine settimana anche a te.Salutissimi, Annarita

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  4. utente anonimo
    Giu 04, 2010 @ 11:46:00

    Amo "il topo e suo figlio" da molti anni e non posso fare a meno di segnalare anche un altro libro dello stesso autore, "il diario della tartaruga" che non è un libro per l'infanzia ma è veramente bello.Grazie per tutte le segnalazioni!Paola

    Rispondi

  5. annaritav
    Giu 06, 2010 @ 18:11:00

    Grazie a te, Paola, a mia volta prendo nota. Salutissimi, Annarita

    Rispondi

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