È on line il nuovo numero di Fili d’aquilone dal titolo Germogli e il mio contributo è qui.
E poi una recensione sul mio libro “Quando l’usignolo”
Letteratura per ragazzi e non solo
08 mag 2013 Lascia un commento
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È on line il nuovo numero di Fili d’aquilone dal titolo Germogli e il mio contributo è qui.
E poi una recensione sul mio libro “Quando l’usignolo”
26 apr 2013 1 commento
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Il 10 agosto 1936 lo scrittore James Joyce incominciò una lettera indirizzata al nipote Stephen James Joyce nella quale scriveva: “Ti ho spedito un gattino pieno di dolcetti alcuni giorni fa, ma forse tu non conosci la storia del gatto di Beaugency.” E Joyce proseguiva inventando per il nipote una graziosa fiaba, Il gatto e il diavolo, in verità un po’ incongrua, dal momento che mescolava elementi del folclore irlandese e francese, per spiegargli la magica costruzione di un ponte sulla Loira. In breve, il borgomastro della cittadina di Beaugency stringe un patto con il Diavolo affinché gli costruisca in una sola notte il ponte. Il Diavolo naturalmente accetta, ma, come il solito, pretende in cambio il possesso della prima anima che lo attraverserà. Il furbo borgomastro accetta e la mattina successiva manda un gatto a percorrere il ponte: il patto con il Diavolo è rispettato, ma in questo modo il Maligno non si può impadronire di un’anima umana.


Questa piccola fiaba fu scritta a poche settimana di distanza da quella che Giunti ha pubblicato in Italia, dopo l’uscita in Irlanda limitata a 200 copie nel febbraio 2012, e che si riteneva fosse l’unica. Si tratta di I gatti di Copenhagen.
La fiaba è contenuta, coma le precedente, in un’altra lettera al piccolo Stephen, stavolta datata 5 settembre 1936, e pare prenda sempre spunto dall’invio del cosiddetto “gatto di Troia” il gattino ripieno di dolci menzionato nella precedente lettera di agosto. Joyce si trovava a Copenhagen e probabilmente non trovò un analogo oggetto da spedire al nipotino, così inventò la fiaba, anticipando a Stephen nella lettera: “Purtroppo non posso inviarti un gatto da Copenhagen perché non ci sono gatti a Copenhagen!”
I gatti di Copenhagen, nella traduzione di Anna Sarfatti e con le illustrazioni di Casey Sorrow, è invece una piccola e deliziosa fiaba dal sapore vagamente anarchico.

Joyce personalmente amava molto i gatti, li preferiva senza esitazione ai cani, e probabilmente questo è un buon motivo per aver fatto di loro i protagonisti di queste due piccole storie.
La storia della lettera in cui si trova questo racconto è interessante, la potete trovare nella prefazione all’edizione italiana, ma ve la riassumo qui. Nel marzo 2006 Hans E. Jahnke, figliastro di George, a sua volta figlio di James Joyce, fece dono all’omonima fondazione di Zurigo di un baule malridotto, pieno di documenti, ereditato da sua madre Asta, la seconda moglie di George Joyce. Conteneva molti documenti di grande interesse e tra questi le lettere di James alla nuora Helen Fleischman (prima moglie di George) e quindi madre del nipotino Stephen. Tra nonno e nipote c’era un caldo e forte rapporto e alla nascita del bambino, avvenuta il 15 febbraio 1932, poco tempo dopo la perdita dell’amato padre, James Joyce aveva composto per lui una poesia dal titolo Ecce puer, qui trascritta in inglese e nella traduzione che ne fece il poeta Edoardo Sanguineti, pubblicata nel 1961:
| Of the dark past Dal passato oscuro A child is born; un bimbo è nato; With joy and grief da gioia e dolore My heart is torn. Il mio cuore è spezzato. Calm in his cradle In pace, nella sua culla, Young life is breathed Sul vetro è soffiata A child is sleeping: Un bimbo dorme: |
Se nel primo racconto il povero gatto, o meglio la sua anima, finisce tra le grinfie del Maligno, qui è tutta un’altra storia. Sembra che nella tranquilla città danese ci siano in gran numero pesci e biciclette, ma non gatti. E non si vedono nemmeno poliziotti. Non che non ci siano, se ne stanno a casa e bevono latticello e fumano sigari sdraiati sui loro letti. In compenso la città è piena di giovanotti vestiti di rosso i quali recapitano la corrispondenza ai poliziotti e da loro ricevono ordine di riferire che fare ai mittenti delle lettere. Ironicamente Joyce spiega al nipotino che un giorno porterà a Copenhagen un gatto, per mostrare ai poliziotti quanto sia più economico e pratico affidarsi ai felini, oltretutto in una città piena di pesce. Leggendo il libriccino vi domanderete tutti se Joyce volesse raccontare al nipotino di un mondo tanto tranquillo da non aver bisogno dei poliziotti o, al contrario, stigmatizzare la pigrizia che impedisce loro di rendersi utili.


13 apr 2013 5 commenti
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Seguo sempre la pagina di NuovoeUtile che offre spunti interessanti e stuzzicanti.
Nei giorni scorsi mi sono imbattuta in questo articolo e l’ho letto con molto piacere e interesse.
Vi rimando alla pagina web da cui sono tratti i 28 punti citati nell’articolo e ve ne offro intanto qui sotto la traduzione.
Leggere è importante!
Modi creativi per incoraggiare gli studenti a leggere

02 apr 2013 Lascia un commento
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2 aprile 1805… 1953… 2 aprile 1967…
Un susseguirsi di date che ci riportano a tre avvenimenti molto importanti per i nostri bambini e ragazzi e, perché no, anche per noi che amiamo il loro mondo ci carta e di inchiostro.
Il 2 aprile 1805 nasceva in grande Hans Christian Andersen che ha regalato a generazioni di bambini favole immortali.
Nel 1953 nasceva in Svizzera la IBBY, International Board on Books for Young People, un’organizzazione che coinvolge persone in tutto il mondo allo scopo di facilitare l’approccio dei bambini e dei ragazzi alla lettura. In che modo? Operando nei paesi appartenenza delle varie sezioni con il favorire le opportunità di letture di alto livello qualitativo e patrocinando, tra le altre iniziative, il premio Andersen. Qui potete vedere le attività della sezione IBBY italiana.
Il 2 aprile 1967 nasceva la Giornata Internazionale del Libro per Bambini e Ragazzi.
E oggi, 2 aprile 2013, siamo qui a ricordare quindi Hans Christian Andersen nell’anniversario numero 208 della sua nascita e a celebrare la 46^ Giornata Internazionale del Libro per Bambini e Ragazzi, che la IBBY, attraverso una sua sezione nazionale, sponsorizza ogni anno scegliendo un tema che un illustratore e un autore poi rappresentano con disegni e parole. Questo tema quindi diventa il manifesto della Giornata. Il tema di quest’anno è Bookjoy Around the World! (Allegria nei libri intorno al mondo!) e la sezione sponsor è quella degli Stati Uniti, nelle persone dell’autrice Pat Mora e dell’illustratore Ashley Bryan.
Ecco qui di seguito il manifesto, pieno di allegria e di colori.
Il testo dice:
Possiamo leggere, tu ed io.
Vedere le lettere trasformarsi in parole,
e le parole in libri
da tenere in mano.
Udiamo sussurri
e fiumi che ruggiscono nelle pagine,
orsi che cantano
buffe melodie alla luna.
Entriamo in paurosi castelli grigi,
e dalle nostre mani alberi in fiore raggiungono
le nuvole. Audaci bambine volano;
bambini pescano stelle sfavillanti.
Tu ed io leggiamo, giriamo e giriamo,
allegria nei libri intorno al mondo.
Io generalmente sono un po’ allergica alle giornate celebrative, di qualunque genere siano, ma amo troppo i libri per i bambini e i ragazzi e mi viene proprio dal cuore la voglia di fare un’eccezione.
Prendiamo perciò spunto da questa giornata per avvicinare i nostri figli e nipoti al mondo affascinante della lettura, accompagnamoli per mano in un percorso entusiasmante tra gli scaffali della libreria più vicina alla ricerca della loro avventura personale. Aiutiamoli a capire quante vite diverse e emozionanti un libro possa far vivere, uno spettacolo nel quale ogni volta saranno protagonisti, in mondi vicini e lontani, noti o sconosciuti, contemporanei o passati o futuri. E contiamo anche sull’aiuto della scuola, con la rassicurante presenza di una biblioteca e con la saggia guida di insegnanti che sappiano superare il valore puramente didattico della lettura per spalancare ai loro alunni innumerevoli finestre.
Soprattutto facciamo in modo che ogni giorno sia la giornata del libro, e non trascuriamo la bella abitudine di leggere e di raccontare storie ai piccoli di casa sin dalla più tenera età perché il mondo della fantasia diventi per loro una rassicurante seconda casa. e perché possano crescere conservando dentro la capacità di sognare e di stupirsi.
25 feb 2013 3 commenti
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Copertina
Titolo: Favole di libertà
Traduttore: Antonio Gramsci
Illustratore: Emanuele Taglieri
Editore: Robin 2008, pagine 185
Prezzo: € 12,00
Età di lettura: dai 7 anni
Carissima Teresina,
ho ricevuto la tua lettera del 14, con la lettera di Franco, i suoi disegni a colori e la letterina di Diddi e Mimma. Ringrazio tutti i tuoi bambini e non so proprio immaginare che cosa possa fare per dimostrare il mio affetto per loro. Ci penserò e vedrò di inventare qualche cosa che venga da me per loro, perché altrimenti non ci sarebbe gusto e non avrebbe nessun significato. Forse farò così. Ho tradotto dal tedesco, per esercizio, una serie di novelline popolari proprio come quelle che ci piacevano tanto quando eravamo bambini e che anzi in parte rassomigliano loro, perché l’origine è la stessa… vedrò di ricopiarle in un quaderno e di spedirtele, se mi sarò permesso, come un mio contributo allo sviluppo della fantasia dei piccoli. Forse il lettore dovrà metterci un pizzico di ironia e di compatimento nel presentarle agli ascoltatori, come omaggio alla modernità…
Così scriveva Antonio Gramsci il 18 gennaio 1932 dal carcere di Turi (BA) in cui fu recluso dal 1928 al 1933, anno in cui, per ragioni di salute, fu trasferito dapprima nell’infermeria del carcere di Civitavecchia e poi in una clinica a Formia.
Il periodo della detenzione a Turi è noto a tutti come quello in cui Gramsci compose “Le lettere dal carcere”, una parte delle quali formò la raccolta che costituisce il primo volume delle sue Opere.
Non tutti forse sanno però che Antonio Gramsci, politico, filosofo giornalista e critico letterario, si dedicò anche alla traduzione di fiabe dei fratelli Grimm dal 1920 al 1931 dall’edizione originale tedesca.
Questa operazione di traduzione e di rielaborazione delle fiabe dei fratelli Grimm, alla quale Gramsci si dedicò per migliorare la propria competenza nella lingua tedesca, doveva essere un dono del cuore per i nipoti che non conosceva, figli della sorella, come abbiamo letto nella lettera indirizzata a Teresina, ma il duro regolamento del carcere non consentì che queste favole giungessero mai nelle mani dei bambini ai quali erano destinate. Una tale scelta di traduzione testimonia anche l’interesse di Gramsci per la letteratura infantile e popolare.
Gramsci, dopo la traduzione, aveva incominciato la revisione e la trascrizione in bella grafia su un album, ma abbiamo solo metà della favola Rumpelstilzchen.
Qui sotto potete vedere la copia di queste prime due pagine.

Prima pagina di Rumpelstilzchen

Seconda pagina di Rumpelstilzchen
Le fiabe originali sono raccolte in un piccolo volume intitolato Fünfzig Kinder – und Hausmärchen e Gramsci le tradusse nel 1929, inserendole nei quaderni in un ordine diverso rispetto a quello della pubblicazione tedesca.
Il valore di questa pubblicazione sta dunque nell’averci restituito le traduzioni gramsciane e soprattutto in una revisione completamente rispettosa del traduttore, con lievi e necessari interventi solo nei punti che richiedevano un’opportuna pulizia del linguaggio in favore della chiarezza del testo tradotto. Naturalmente linguaggi e contenuti della letteratura infantile divengono via via sempre più diversi, pensate alle parole di Gramsci nella lettera a Teresina le quali erano già all’epoca una testimonianza in tal senso, ma le favole, quale sia la loro origine e provenienza o la loro datazione, mantengono inalterato il fascino che esercitano sui bambini.
Le fiabe contenute in questo volumetto sono ventiquattro, la metà delle quali illustrate in originale con un semplice ma efficace bianco e nero da Emanuele Taglieri, versatile artista calabrese. Qui di seguito potete vedere due immagini tratte dal libro.

Il lupo e i sette caprettini

Cenerentola
31 dic 2012 10 commenti
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Anche quest’anno ho tracciato un bilancio delle mie letture, con molto piacere devo dire che sono state in larga parte soddisfacenti e a volte proprio entusiasmanti. Ve le propongo e magari troverete suggerimenti utili per nuove letture o per riletture. Un sereno 2013 pieno di libri!
Gennaio
Grandi speranze (Charles Dickens)
La giostra degli impiccati (Ann Featherstone)
Una storia romantica (Antonio Scurati)
Adam Bede (George Eliot)
Gabbiani sul Carso (Giulio Angioni)
L’albero dei giannizzeri (Jason Goodwin)
La bibbia gotica (Nancy Kilpatrick)
Il lamento del prepuzio (Shalom Auslander)
Bruno, il bambino che imparò a volare (Nadia Terranova & Ofra Amit)
Febbraio
Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay (Michael Chabon)
Scrivere libri per ragazzi (Manuela Salvi)
Un miracolo nel Botswana (Alexander McCall Smith)
Bambini esclusi (Federico Platania)
La carta più alta (Marco Malvaldi)
Detective Hanshiki – I misteri della città di Edo (Okamoto Kido)
La voce del testo (Franca Cavagnoli)
Romancing miss Bronte (Juliet Gael)
Il bizzarro museo degli orrori (Dan Rhodes)
Il circolo delle ingrate (Elizabeth von Arnim)
Lady Anna (Anthony Trollope)
La custode dei libri (Sophie Divry)
Agatha Raisin e il veterinario crudele (M.C.Beaton)
Marzo
Paura e disgusto a Las Vegas (Hunter S. Thompson)
Il prato di camomilla (Mary Wesley)
Il lupo Garou (Leonie Swan)
Il killer dei qwerty (Gero Mannella)
Eugenio Oniegin (Aleksander Puskin)
Albert Nobbs (George Moore)
Il mistero di Edwin Drood (Charles Dickens )
Il partito preso delle cose (Francis Ponge )
Aprile
Il sorriso dell’ignoto marinaio (Vincenzo Consolo)
Commesse di Treviso (Fulvio Ervas)
Io sono Heathcliff (Desy Giuffré)
La verità sul caso D. (Carlo Fruttero e Franco Lucentini)
Titanic. La vera storia (Walter Lord)
Agguato all’incrocio (Dale Furutani)
Una settimana schifosa (Eoin Colfer)
Maggio
Cattive intenzioni (Karin Fossum)
Le bianche braccia della signora Sorgedahl (Lars Gustafsson)
Il torto del soldato (Erri De Luca)
Il silenzio dell’onda (Gianrico Carofiglio)
Anatomia dei fantasmi (Andrew Taylor)
La casa di ringhiera (Francesco Recami)
Tutto don Camillo (Giovannino Guareschi)
Giugno
Gridano i gufi (Janet Frame)
Panza e prisenza (Giuseppina Torregrossa)
Agatha Raisin e la giardiniera invasata (M.C.Beaton)
Non solo filastrocche. Rodari e la letteratura del Novecento (Mariarosa Rossitto)
Flush (Virginia Woolf)
Hotel du Lac ( Anita Brookner)
Miracolo a Maiorca (Sebastià Alzamora)
Streghe di una notte di mezza estate (Terry Pratchett)
Luglio
Sacre bleu (Chistopher Moore)
Guida il tuo carro sulle ossa dei morti (Olga Tokarczuk)
Dirk Gently, agenzia investigativa olistica (Douglas Adams)
La lunga, oscura pausa caffè dell’anima (Douglas Adams)
I segreti della Sistina (Roy Doliner-Benjamin Blech)
La vita eterna (Marie Corelli)
Flow (Enrico Palandri)
I fiumi di Londra (Ben Aaronovitch)
Un cavallo per la strega (Aghata Christie)
Agosto
Il vecchio pozzo (Magda Szabò)
Il grimorio di Baker Street (AA. VV.)
Il vangelo secondo Biff (Christopher Moore)
Sherlock Holmes – Tutti i romanzi (Arthur Conan Doyle)
Sherlock Holmes – Tutti i racconti (Arthur Cona Doyle)
Jane e la disgrazia di lady Scargrave (Stephanie Barron)
Ultime della notte (Petros Markaris)
Settembre
La figlia del boia ( Oliver Potzsch)
Mr. Skeffington (Elizabeth von Arnim)
Il ragazzo dei mondi infiniti (Neil Gaiman)
Un’eredità di avorio e ambra (Edmund de Waal)
Jane e il mistero del reverendo (Stephanie Barron)
Ottobre
La vita matrimoniale di miss Buncle (Dorothy Emily Stevenson)
Lo strano furto di Savile Row (Stefano Marfellotti)
Pinguini arrosto (Fulvio Ervas)
Chi è morto alzi la mano (Fred Vargas)
Follia (Patrick McGrath)
Novembre
Un po’ più in là sulla destra (Fred Vargas)
Agatha Raisin e i camminatori di Dembley (M.C. Beaton)
Io sono il tenebroso (Fred Vargas)
1Q84 volume terzo (Haruki Murakami)
Bastardo numero uno (Janet Evanovich)
I segreti di Sible Pelden (Stella Gibbons)
L’uomo che non poteva morire (Timothy Findley)
Juvenilia (Jane Austen)
Dicembre
Un Natale in giallo (AA. VV.)
Capodanno in giallo (AA. VV.)
Vicolo del Precipizio (Remo Bassini)
Effie, storia di uno scandalo (Suzanne Fagence Cooper)
Addio a Roma (Sandra Patrignani)
Il re della neve (Kerry Greenwood)
31 dic 2012 4 commenti
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I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.
Ecco un estratto:
4,329 films were submitted to the 2012 Cannes Film Festival. This blog had 41.000 views in 2012. If each view were a film, this blog would power 9 Film Festivals
Clicca qui per vedere il rapporto completo.
Colgo l’occasione di questo grazioso riepilogo per augurare a tutti i lettori, fedeli e occasionali, un 2013 pieno di S… Salute, Serenità, Soddisfazioni, Successi, Soldi… potete allungare la lista, qualunque altra cosa vi venga in mente!
Buon anno!
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