Janet la storta

Titolo: Janet la Storta
Autore: R. L. Stevenson
Illustratore: Maurizio A. C. Quarello
Traduttore: Paola Splendore
Editore: Orecchio acerbo, 2012
Prezzo: 15,00 €

Domenica scorsa, presso Tricomia, Illustrator’s International Art Gallery, qui a Roma, ho partecipato con molto piacere alla presentazione delle tavole originali di Maurizio A.C. Quarello con le quali il giovane artista, vincitore tra l’altro del premio Andersen 2012 come migliore illustratore, ha efficacemente illustrato una recentissima pubblicazione di Orecchio acerbo, il racconto di Robert L. Stevenson Janet la Storta.

Racconti classici della letteratura fantastica, d’avventura e noir. Esposti alla luce delle immagini che, come un lampo nella notte, improvvisamente rovescia la visione delle cose. Questa è la filosofia della nuova collana Lampi Light di Orecchio acerbo, che annovera tra i primi titoli proprio questo racconto in cui Stevenson affronta uno dei temi a lui più cari e congeniali: il doppio, il labile confine tra il bene e il male nella natura umana.

Janet la Storta fu pubblicato nel 1887 e da allora ha affascinato generazioni di giovani e di adulti con l’inquietante storia del reverendos Soulis e della sua strana governante Janet.
La trama è presto detta, senza nulla togliere al fascino della storia: all’inizio della vicenda incontriamo il protagonista oramai anziano, “vecchio severo dall’espressione cupa, che incuteva timore in chi lo sentiva parlare“, ma i terribili fatti narrati risalgono a cinquant’anni prima, quando il giovane ed erudito reverendo Murdoch Soulis era venuto ad abitare la cupa canonica in mezzo agli alberi, tra il fiume Dule e e il Bosco dell’Impiccato da un lato e le colline dall’altro.

Amante della lettura e dedito alla scrittura, il reverendo Soulis non tollera il superstizioso comportamento dei parrocchiani che considerano la vecchia Janet M’Clour una strega e mormorano contro di lei a causa di una giovanile e fugace relazione con un soldato dal quale ha avuto un figlio. È autentico spirito cristiano quello che spinge il reverendo Murdoch a difendere Janet al punto accoglierla in casa come governante, contro il parere dell’intera comunità. Janet assolve i propri compiti con cura e in silenzio e tutto procede nella più assoluta normalità fino alla fatidica data del diciassette agosto in cui gli eventi precipitano: una mostruosa figura nera appare al reverendo Murdoch nel cimitero e poi altrettanto rapidamente scompare, la notte soffocante di calura è dominata da rumori e ombre fino all’orrido epilogo finale, la morte di Janet per impiccagione, il suo palesarsi finalmente come creatura del demonio e la vittoria del reverendo sulle forze del male, al prezzo di una notte di angoscia e di orrore.
Le illustrazioni di Maurizio A. C. Quarello fanno da contrappunto cromatico alla cupa storia.

Le tavole iniziali in un nitido ed evocativo bianco e nero che ricorda le figure grottesche di Goya,

lo stacco centrale con i caldi colori dal giallo al bruno che ci restituiscono tutta l’afa e la calura di quel giorno d’agosto presagio di prossimi orrori e chiamano le atmosfere di Böcklin,

e la parte finale tutta giocata sui toni freddi e le gradazioni del blu, in una carrellata cromatica e stilistica che sottolinea ed enfatizza la dinamicità della vicenda.

Un racconto che nell’impeccabile traduzione di Paola Splendore e con il magnifico supporto delle illustrazioni quasi cinematografiche di Maurizio A. C. Quarello offre ai lettori, giovani e adulti, deliziosi momenti di inquietudine e di sgomento, nei quali ci si dibatte tra le sottili trame del bene e del male, angosciati dall’aspetto di Janet, e dilaniati nella coscienza come il retto reverendo Soulis, che mai e poi mai avrebbe creduto di potersi un giorno trovare a faccia a faccia con il Male puro, che alberga in un corpo vivente e ne fa povera marionetta.

Ci stacchiamo a fatica dall’angosciante e misterioso personaggio con le zampe di gallina e il volto celato da una maschera da commedia dell’arte, dalla misteriosa Janet dalla risata chioccia e dalle movenze sgraziate, dal reverendo Soulis che si aggira perso nell’ostile campagna dai nomi evocativi: Bosco dell’Impiccato, Palude del Diavolo.

Non c’è niente di buono o di positivo nella storia, qui tutto è male, orrore, oscurità.

Due parole sul titolo originale, Thrawn Janet. Il termine scozzese thrawn secondo l’Oxford English Dictionary ha un corrispettivo nei termini twisted, crooked, distorted, in senso fisico, e perverse, ill-tempered, peevish in senso figurato, quindi esprime bene l’ambivalenza fisica e morale di Janet, “storta dentro e fuori”, come ha sottolineato Nadia Terranova presentando il volume.

Robert Louis Balfour Stevenson (Edimburgo, 13 novembre 1850 – Vailima, Isole Samoa, 3 dicembre 1894) era chiamato Tusitala, cioè il narratore dagli indigeni delle isole Samoa, in cui visse dal 1890 fino alla morte.


Vi invito a vedere e sentire la presentazione di Nadia Terranova e l’intervento di Maurizio Quarello, poi ad ascoltare l’intervista rilasciata a Fahrenheit dalla traduttrice Paola Splendore.

Il disegno-dedica di Maurizio A.C. Quarello e la firma della traduttrice Paola Splendore sulla copia del mio libro.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Trackback: con campionari di parole e umori, al ritmo di trecento e più al minuto « i siciliani pur di non lavorare scrivono
  2. annaritaverzola
    Giu 25, 2012 @ 11:37:12

    🙂

    Rispondi

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