La creatura

20170527

Autore: Chris Priestley

Traduttore: Sandro Ristori

Editore: Newton Compton

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 288

Età di lettura: adolescenti

Genere: Horror, Fantasy

Londra, 1818. Billy è un piccolo furfante di strada. Portafogli e borsette sono le sue specialità. Cretur invece è un mostruoso gigante, un incubo orribile e spettrale, un essere che terrorizza e spaventa chiunque lo incontri e che non sembra neppure umano. All’inizio Billy e Cretur decidono di darsi una mano a vicenda, solo per pura convenienza. Ma tra crimini orribili e grandi slanci di generosità, a poco a poco tra loro nasce un legame che assomiglia sempre più alla vera amicizia. Fino a quando i due decidono di lasciare Londra e partire per un lungo viaggio verso nord, affrontando ladri di cadaveri, esperimenti scientifici, folle sanguinarie e amori impossibili, sulle tracce di uno scienziato che si diletta di arti oscure. Un uomo che ha commesso un peccato che non può perdonarsi e non può essere perdonato. Un uomo che si chiama Victor Frankenstein… 

La vicenda ha inizio nella fumosa e nebbiosa Londra del 1818, quindi in età georgiana, il periodo della storia inglese dal 1714 al 1830 che copre l’arco di tempo dall’ascesa al trono di re Giorgio I a quella di re Giorgio IV, e in particolare nel cosiddetto periodo Regency, (1811-1820) in cui appunto salì al trono come reggente con il nome di re Giorgio IV il Principe di Galles, durante la malattia di suo padre, re Giorgio III.

Billy è un ex spazzacamino divenuto abile ladruncolo di strada e ha solo quindici anni, ma ne dimostra solo otto. Cretur è un essere gigantesco dall’aspetto tanto terrorizzante da non sembrare neppure umano. Cretur è riverso in strada e Billy cerca di frugargli nelle tasche per ricavarne qualcosa, ma il temibile Fletcher, accompagnato come sempre dai suoi crudeli scagnozzi Skinner e Tyke, è seriamente intenzionato a punire duramente Billy per un debito non ancora saldato. All’improvviso Cretur, si alza, dimostrando di non essere l’orrendo cadavere che sembrava, e salva Billy dalla lama di Fletcher, portandolo nella soffitta in cui vive.

Comincia così una bizzarra convivenza, dettata inizialmente dalla reciproca intenzione di darsi una mano per necessità di convenienza. Nella semi oscurità della soffitta Billy si stupisce che Cretur passi il tempo leggendo, in particolare è colpito da fatto che stia leggendo Persuasione un romanzo di Jane Austen, e non può fare a meno di canzonarlo un po’ per quella che ritiene sia una lettura da donna perché “solo le donne leggono romanzi”.

Cretur si offre di proteggere Billy da Fletcher, ma in cambio gli chiede di pedinare al posto suo due uomini: Victor Frankenstein e Henry Clavel. Se mai al lettore fosse sorto un dubbio, a questo punto è diventato una certezza: è la storia della creatura del dottor Frankenstein dal punto di vista della creatura stessa.

Sulle tracce dei due uomini che Cretur gli ha chiesto di pedinare, Billy incontra Percy e Mary Shelley  e il poeta crede di riconoscere in Cretur qualcosa di familiare, ma la gigantesca creatura si dilegua prima che Shelley possa essere certo di ciò che ha visto.

Billy oramai è sempre più coinvolto nella vicenda personale di Cretur, riesce a poco a poco a strappargli qualche informazione in più sul suo passato e, pedinando Frankenstein, non tarda a scoprire quale sia l’attività dello straniero. Orripilato dalla scoperta che Cretur è un essere nato in laboratorio dalle folli manipolazioni di Frankestein, inizialmente Billy cerca di separarsi dal tetro gigante, ma si rende conto benissimo di come l’uno abbia oramai bisogno dell’altro, tuttavia la scoperta che Frankenstein stia cercando di creare una compagna per Cretur, lo sconvolge ancora più profondamente, sembrandogli tale atto ancora più blasfemo del precedente, soprattutto perché la creatura gli rivela il desiderio di avere figli, eventualità che al giovane Billy pare semplicemente mostruosa . Però in fondo al cuore di Billy si cela anche un po’ di gelosia, di fronte alla consapevolezza che Cretur si sentirà completo con accanto una compagna simile a sé e che vagheggi un futuro migliore nell’Eden incontaminato della foresta amazzonica, escludendolo così dalla propria vita.

Tuttavia il pedinamento dei due stranieri si trasforma in un inseguimento quando Billy apprende che stanno per lasciare Londra alla volta di Windsor e poi di Oxford. Stavolta lo stesso Cretur si mette sulle loro tracce con il ragazzo, che per la prima volta comincia a interrogarsi sui grandi dubbi etici e morali della vita, coinvolto come si trova nelle vicende della mostruosa creatura di Frankenstein.

La trama del libro si gioca tutta sul delicato equilibrio tra le emozioni e i sentimenti contrastanti che Cretur suscita in Billy, in un crescendo di consapevolezza e purtroppo anche di orrore alla scoperta di una parte di verità che Cretur ha celato e che invece Frankenstein rivela a Billy. E irrisolto appare il finale, nel momento della separazione tra i due così mal assortiti compagni di vita e di viaggio e sul futuro della peregrinazione di Frankenstein e di Clavel , ma è giusto che sia così e che il lettore scopra altro, come dice l’autore nella post fazione, leggendo il romanzo da cui tutto ha avuto origine.

E pieno di riferimenti e di citazioni è questo libro, vi ho già citato il fuggevole incontro con Percy e Mary Shelley, colei che creò il mito della creatura con il romanzo Frankenstein pubblicato proprio nel 1818, non a caso l’anno in cui si svolgono le vicende di Billy e di Cretur. I due, lasciata Londra, incontrano una carovana di creature mostruose, i freak, e a loro si aggregano sotto la protezione di mr Browning, dal medesimo cognome del regista che nel 1932 diresse un film dal titolo Freaks, dedicato alle vicende di un gruppo di creature appunto dotate dalla natura di irregolarità tali da renderle vittime di esibizioni nei baracconi delle fiere cittadine. All’epoca del viaggio di Billy nella zona del Distretto dei laghi i poeti Coleridge e Wodsworth vivevano lì. Il poeta John Keats e l’amico Charles Brown fecero un tour nel nord dell’Inghilterra e della Scozia proprio nel 1818 e si fermarono presso il circolo di pietre di Castlerigg, vicino Kensiwk, che Billy visita e presso il quale si trova l’abitazione della giovane Jane, di cui Billy si innamora. Keats parla di questa esperienza nell’Endimione, che Billy cita alla bella Jane spacciandolo per opera propria. All’epoca della pubblicazione di Frankestein Charles Dickens aveva cinque anni e non si può fare a meno di pensare a lui e al suo futuro Oliver Twist nel leggere che il nipote del vecchio rigattiere Gratz si chiema Fagin e che Billy, dopo la separazione da Cretur e la fuga da Kensiwk dice al locandiere di chiamarsi Bill Sikes.

E con questo delizioso gioco di citazioni, vi rimando al piacere di una gradevole lettura, ricca di colpi di scena e storicamente ben costruita.

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