Dark Lord: le origini

Copertina

Titolo: Dark Lord: Le origini

Autore: Jamie Thomson

Traduttore: Francesca Crescentini

Illustratore. Freya Hartas

Editore: Salani

Prezzo: euro 14,90

Età di lettura: dagli 11 anni

 

Se dico “Oscuro Signore”, moltissimi di voi penseranno immediatamente a  Lord Voldemort, perfido e pericoloso  antagonista del mago più famoso della nostra epoca, Harry Potter. Gli appassionati di Star Wars correranno con il pensiero a Dart Fener.  I fan come me  della serie tivvu Once upon a time penseranno subito a Tremotino/Mr Gold, l’Oscuro Signore del mondo delle fiabe e di Storybrook, abile tessitore di inganni sempre pronto a scendere a patti con qualcuno per aiutarlo ricavandone qualcosa in cambio.

La signorina Cloy, il dottor Wings e il professor Randle

L’Oscuro Signore di cui voglio parlarvi oggi è un personaggio un po’ sui generis.  È vero che si presenta, o meglio, cerca di presentarsi come l’Incarnazione del Male, il Distruttore dei Mondi e altri titoli simili, colui che vive nella Torre della Ferrea Disperazione oltre le Piane della Desolazione, e cerca di servirsi immediatamente del Mantello della Notte Eterna e dell’Anello dell’Onnipotenza per riaffermare il proprio potere. Niente da fare. I Glifi Sanguinari del Potere impressi sul suo mantello, ognuno dei quali racchiude un incantesimo devastante, restano inerti; inerte è anche l’anello, le cui rune, un tempo scintillanti, ora sono solo segni  sbiaditi e senza vita. E dove sono  l’Elmo dei Padroni dell’ inferno, il Bastone d’Ebano della Tempesta e i Guanti Corazzati della Devastazione Implacabile?

La signora Purejoie, madre affidataria

La cosa peggiore è che, dopo una tremenda caduta, che gli è parsa interminabile e invece finisce dolorosamente sull’asfalto di una tranquilla cittadina inglese, Whiteshields, rantolando e tossendo, espellendo un grumo di oleoso e lucente muco  nel parcheggio (Tenete a mente questo grumo di muco…) e accorgendosi finalmente che il proprio orrido aspetto, corna, nodose creste ossee e zanne, è mutato, con orrore e sgomento l’Oscuro Signore si scopre nelle assai poco inquietanti  sembianze di un paffuto tredicenne umano, uno di quegli esserini le cui teste era solito infilzare sulle punte di ferro dei Cancelli della Sventura o dare da appendere alla cintura al suo fedele luogotenente, Gargon l’Orrendo, il Maciullatore di Arti.

l’orrido preside Grousammer, il tiranno

Davanti ai suoi soccorritori, che lo credono vittima di un investimento e di uno shock post traumatico,  l’oscuro signore riesce solo a pigolare penosamente il proprio nome… Dark Lord… Dark Lord! che viene storpiato in un banale e umiliante Dirk Lloyd, e sciorina inutilmente il suo repertorio classico di orride frasi che vengono scambiate per il delirio di un adolescente fanatico dei giochi di ruolo. Persino il suo tipico gesto di unire le punte le dita e scatenare una folle risata… mwah, ah, ah! che incuteva il più puro terrore nei rivali, risulta imbarazzante con chiari difetti di pronuncia.

Sooz, Figlia della Notte

Iniziano così, in un parcheggio di Whiteshields, le avventure terrene dell’Oscuro Signore apparentemente sconfitto dal suo eterno rivale, il Mago Bianco Hasdruban il Puro. Passando per l’ospedale e tra le mani degli psicologi, il nostro umiliatissimo oscuro signore finisce in affidamento presso una famiglia e successivamente viene iscritto a scuola. Almeno ha la magra consolazione di crearsi tre accoliti: il figlio di famiglia, Chris, e due compagni di scuola: la giovane goth Sooz, che Dirk chiama Figlia della Notte, e l’atletico Sal, detto il Lord dello Sport.

È dura per un Oscuro Signore in disgrazia destreggiarsi tra gli psicologi, le smancerie della signora Purejoie, il tirannico preside Grousammer e l’idiozia dei compagni di scuola, ma un autentico genio del male non si arrende facilmente e in un esilarante succedersi di avvenimenti il nostro eroe tenta di ritornare nel proprio regno di desolazione, con esiti decisamente poco incoraggianti fino allo scioglimento finale. (Ricordate, il titolo è Dark Lord: le origini)

Sal, Lord dello Sport

Questo libro ha vinto nel 2012 il premio Rohald Dahl come il più divertente dell’anno. Il suo autore Jamie Thomson è un famoso scrittore inglese per ragazzi e il singolare tratto di Freya hartas ha contribuito molto bene a rendere verosimilmente l’universo oscuro di Dirk e le sue disavventure umane. È una lettura molto adatta ai ragazzi appassionati di videogiochi e di saghe fantasy, perché qui troveranno tutto il fantastico armamentario a loro noto e simpatizzeranno con lo sfortunato Oscuro Signore al quale neppure i suoi accoliti in fondo credono… o almeno all’inizio. La cosa più traumatizzante per Dirk Lloyd è accorgersi piano piano di provare sentimenti umani, di fronte ai quali la sua natura di signore del male si ribella, ma non completamente come dovrebbe essere.

L’armamentario del DarK Lord

Dopo aver conosciuto il simpatico Oscuro Signore Dirk Loyd non ci resta che aspettare la traduzione e la pubblicazione della sua seconda avventura: Dark Lord, a Fiend in Need.

Due  estratti dal libro:

“Aaaaaaaaaaaarrrrrrrrrrrgggggggghhhhhhh!”

Gli sembrava di cadere da sempre. Era come se gli stessero strappando via  dei pezzi, come se, nel piombare giù, si stesse trasformando in qualcosa di diverso. Dopo parecchio tempo, le sue grida di rabbia e di paura si affievolirono e sprofondò in una specie di sonno. Non provava niente, c’era solo quel silenzioso precipitare in un nulla immenso e vuoto, per quella che gli era sembrata un’eternità. Poi, all’improvviso: SBA-BAM!!!!

Male, un male terribile…

Dopo un po’ il dolore si affievolì e riuscì a mandare giù una gran boccata d’aria, che lo fece sussultare. Iniziò a tossire e sputò fuori un ammasso di muco nero. Rimase a guardare il muco che si raccoglieva in una piccola pozza oleosa, nera e splendente. Restò disteso per qualche tempo, respirando e basta.

Sotto di lui, il terreno sembrava fatto di ghiaia appuntita. Poteva muoversi a malapena. Non riusciva a pensare con chiarezza e si sentiva debole e fiacco. Un cielo azzurro lo sovrastava, di un azzurro doloroso. Odiava i cieli azzurri e la luce del sole.(pag.9)

“Su, Dirk, bambino mio. Alziamoci, è il primo giorno nella tua nuova scuola, tesoro.”

C’erano così tante cose sbagliate in quello che Dirk aveva appena sentito che non sapeva da dove cominciare. Mancanza di rispetto, mancanza dei necessari titoli onorifici, essere chiamato ‘bambino mio’… e poi, il peggio del peggio, quella stucchevole e sentimentale dolcezza! ‘Tesoro’, come no! Le avrebbe fatto vedere il tesoro che era… strappandole il cuore e mangiandolo davanti alle sue pupille agonizzanti!

Iniziò a concentrarsi per colpirla con l’Artiglio della Lacerazione Mortale, ma poi si ricordò… Era intrappolato in questa dimensione, nel corpo di un ragazzino umano e tutti i suoi poteri gli erano stati portati via. Sprofondò nella disperazione. (pagg.78-79)

 

 

 

 

Il Museo della Figurina di Modena

Approfittando del viaggio verso nord per le ferie, ho chiesto a mio marito di fare tappa a Modena per poter visitare il Museo della Figurina, nello storico palazzo Santa Margherita, e la mostra “Cammina cammina… fiabe d’Europa in figurina”, che si teneva dall’8 marzo al 14 luglio.

Il museo

Il Museo della Figurina è nato dalla passione collezionistica di Giuseppe Panini, che ha fondato l’omonima e famosa azienda nel 1961 con i fratelli Benito, Franco Cosimo e Umberto. La straordinaria e completa raccolta, realizzata con pazienza e cura nel corso degli anni, è diventata museo aziendale nel 1986 e successivamente, nel 1992, fu presa la decisione di donare la collezione al comune di Modena.

Un calendarietto pubblicitario

La raccolta è un viaggio interessante nell’immaginario collettivo non solo per la grande quantità di figurine di ogni genere, ma anche per la presenza di una grande quantità di materiale affine (stampe, scatolette di fiammiferi, cartamoneta, menù, calendarietti, album pubblicitari o personali) e da una sezione più tecnica dedicata al metodo di realizzazione delle figurine, un metodo di stampa che rivoluzionò la produzione: la cromolitografia.

Deliziosi pezzi liberty

La sezione cosiddetta degli “antecedenti”, mostra incisioni d’epoca, matrici e riproduzioni che hanno avuto influenza sul successivo sviluppo dell’iconografia, suddivise  secondo i criteri di classificazione teorizzati da Achille Bertarelli.

Per la tavola

Non manca una esauriente storia della figurina, dalla sua probabile nascita in Francia nella seconda metà dell’Ottocento alla rapida diffusione nel resto d’Europa e negli Stati Uniti d’America, proprio in virtù del soddisfacente connubio tra la cromolitografia e le esigenze della pubblicità sviluppatesi in seguito alla rivoluzione industriale. Le figurine ottocentesche consistevano in una serie di piccole stampe colorate, che venivano date in omaggio ai clienti di negozi e grandi magazzini, e in seguito anche le ditte cominciarono cominciarono a farsi realizzare immagini originali ed esclusive. In Italia una ditta in particolare, la Liebig, ha legato il proprio nome alla alle piccole stampe pubblicitarie, che divennero ben presto oggetto di collezione.

La pubblicità Liebig

La struttura del museo è così articolata: dopo il passaggio nel suggestivo “tunnel delle meraviglie”, si arriva nella vera e propria sala espositiva, in cui si trovano i grandi armadi espositori, realizzati come giganteschi album da sfogliare con i loro sportelli estraibili. Ogni armadio ha un tema particolare, autonomo ma correlato, per un totale di 2.500 pezzi dei circa 500.000 che costituiscono il vero e proprio fondo del museo.

I giornalini d’epoca

Di fronte all’esposizione permanente è collocata una vetrina di dodici metri che accoglie di volta in volta le mostre temporanee, dedicate ad argomenti sempre diversi, ognuna costituita da circa un centinaio di figurine e arricchita da proiezioni e contenuti multimediali.

Le figurine pubblicitarie dei Beatles

C’è la possibilità, per grandi e piccini, di seguire attività di laboratorio con esperti educatori per approfondire la conoscenza dei materiali e stimolare l’interesse e la curiosità di ciascuno.

Le figurine dei nostri figli

Ho estratto le notizie dal ricco depliant che ho preso all’ingresso del Museo, il quale ha chiuso i battenti per la pausa estiva e riaprirà a settembre con una nuova mostra temporanea. Le foto sono state scattate da me.

Un treno carico di… classici per ragazzi

Un treno carico di… classici per ragazzi.

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