Favole di libertà

Copertina

Titolo: Favole di libertà
Traduttore: Antonio Gramsci
Illustratore: Emanuele Taglieri
Editore: Robin 2008, pagine 185
Prezzo: € 12,00
Età di lettura:  dai 7 anni

Carissima Teresina,

ho ricevuto la tua lettera del 14, con la lettera di Franco, i suoi disegni a colori e la letterina di Diddi e Mimma. Ringrazio tutti i tuoi bambini e non so proprio immaginare che cosa possa fare per dimostrare il mio affetto per loro. Ci penserò e vedrò di inventare qualche cosa che venga da me per loro, perché altrimenti non ci sarebbe gusto e non avrebbe nessun significato. Forse farò così. Ho tradotto dal tedesco, per esercizio, una serie di novelline popolari proprio come quelle che ci piacevano tanto quando eravamo bambini e che anzi in parte rassomigliano loro, perché l’origine è la stessa… vedrò di ricopiarle in un quaderno e di spedirtele, se mi sarò permesso, come un mio contributo allo sviluppo della fantasia dei piccoli. Forse il lettore dovrà metterci un pizzico di ironia e di compatimento nel presentarle agli ascoltatori, come omaggio alla modernità…

 Così scriveva Antonio Gramsci il 18 gennaio 1932 dal carcere di Turi (BA) in cui fu recluso dal 1928 al 1933, anno in cui, per ragioni di salute, fu trasferito dapprima nell’infermeria del carcere di Civitavecchia e poi in una clinica a Formia.

Il periodo della detenzione a Turi è noto a tutti come quello in cui Gramsci compose “Le lettere dal carcere”, una parte delle quali formò la raccolta che costituisce il primo volume delle sue Opere.

Non tutti forse sanno però che Antonio Gramsci, politico, filosofo giornalista e critico letterario, si dedicò anche alla traduzione di fiabe dei fratelli Grimm dal 1920 al 1931 dall’edizione originale tedesca.

Questa operazione di traduzione e di rielaborazione delle fiabe dei fratelli Grimm, alla quale Gramsci si dedicò per migliorare la propria competenza nella lingua tedesca, doveva essere un dono del cuore per i nipoti che non conosceva,  figli della sorella, come abbiamo letto nella lettera indirizzata a Teresina, ma il duro regolamento del carcere non consentì che queste favole giungessero mai nelle mani dei bambini ai quali erano destinate. Una tale scelta di traduzione testimonia anche l’interesse di Gramsci per la letteratura infantile e popolare.

Gramsci, dopo la traduzione, aveva incominciato la revisione e la trascrizione in bella grafia su un album, ma abbiamo solo metà della favola Rumpelstilzchen.

Qui sotto potete vedere la copia di queste prime due pagine.

Prima pagina di Rumpelstilzchen

Seconda pagina di Rumpelstilzchen

Le fiabe originali sono raccolte in un piccolo volume intitolato Fünfzig Kinder – und Hausmärchen e Gramsci le tradusse nel 1929, inserendole nei quaderni in un ordine diverso rispetto a quello della pubblicazione tedesca.

Il valore di questa pubblicazione sta dunque nell’averci restituito le traduzioni gramsciane e soprattutto in una revisione completamente rispettosa del traduttore, con lievi e necessari interventi solo nei punti che richiedevano un’opportuna pulizia del linguaggio in favore della chiarezza del testo tradotto. Naturalmente linguaggi e contenuti della letteratura infantile divengono via via sempre più diversi, pensate alle parole di Gramsci nella lettera a Teresina le quali erano già all’epoca una testimonianza in tal senso, ma le favole, quale sia la loro origine e provenienza o la loro datazione, mantengono inalterato il fascino che esercitano sui bambini.

Le fiabe contenute in questo volumetto sono ventiquattro, la metà delle quali illustrate in originale con un semplice ma efficace bianco e nero da Emanuele Taglieri, versatile artista calabrese. Qui di seguito potete vedere due immagini tratte dal libro.

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