Libri, libri, libri…

In un libro ci si tuffa
come un birba nella zuffa,
come in mare il cormorano
o un pigrone sul divano,
come un bacio sulla guancia,
come lingua nell’arancia,
come l’ape dentro il fiore
o l’amante nell’amore,
come avaro nel guadagno
o la rana nello stagno.

Ha onde di carta leggera,
ha righe che sono orizzonti,
ti getta in una bufera,
ti salva con isole e ponti.
Ti sta in una mano ma è grande,
ti sta fra le dita ma è fondo,
ti semina in testa domande,
ti spiega il gioco del mondo.
Lo apri, e lui apre te.
Lo chiudi, però resta aperto.
E’ come un amico che c’è:
fedele, socievole, certo.

Se i libri fossero di torrone,
ne leggerei uno a colazione.
Se un libro fosse fatto di prosciutto,
a mezzogiorno lo leggerei tutto.
Se i libri fossero di marmellata,
a merenda darei una ripassata.
Se i libri fossero frutta candita,
li sfoglierei leccandomi le dita.
Se un libro fosse di burro e panna,
lo leggerei prima della nanna.

Roberto Piumini

Un anno di libri per augurarvi un ottimo 2012

Anche quest’anno faccio gli auguri a tutti i miei lettori e a chiunque passerà di qui offrendo la carrellata delle mie letture nel 2011 che ci sta lasciando, con la speranza che possiate trovare interessanti spunti, novità, curiosità o riscoperte.

Un augurio di serenità a tutti voi.

Gennaio

La donna in nero (Susan Hill) 🙂

La figlia del reverendo (Flora Macdonald Mayor) 🙂

La tana del serpente bianco (Bram Stoker) 🙂

Novella degli scacchi (Stefan Zweig) 🙂

Una ragazza da Tiffany (Susan Vreeland) 🙂

La sfida della mummia  (Elizabeth Peters) 😦

Bastardo posto (Remo Bassini) 🙂

Febbraio

Odore di chiuso (Marco Malvaldi) 🙂

Un’innocente crudeltà (Silvina Ocampo) 😦

Il diario di Bridget Jones (Helen Fielding) 🙂

Steampunk (Paul Di Filippo) 🙂 🙂

Marzo

La canonica di Framley (Anthony Trollope) 🙂 🙂 🙂

Eric (Terry Pratchett) 🙂 🙂

Il libro dei bambini (Antonia Byatt) 🙂 🙂 🙂

Agatha Raisin e la quiche letale (M.C. Beaton) 🙂

Aprile

44, Scotland Street (Alexander McCall Smith) 🙂 🙂

Semiotica, pub e altri piaceri (Alexander McCall Smith) 🙂 🙂

Il cimitero di Praga (Umberto Eco) 😦

La briscola in cinque (Marco Malvaldi) 🙂

Il gioco delle tre carte (Marco Malvaldi) 🙂

Il faraone assassino (Elizabeth Peters) 😦

Il re dei giochi (Marco Malvaldi) 🙂

Mystic River. La morte non dimentica (Dennis Lehane) 🙂 🙂

Maggio

Scarpe azzurre e felicità (Alexander McCall Smith) 🙂 🙂

La vita oggi (Anthony Trollope) 🙂 🙂 🙂

Dieci prove di fantasia (Cesare Segre) 🙂

L’orribile karma della formica (David Safier) 🙂 🙂

Il grande elenco telefonico della terra e paesi limitrofi (escluso Giove) (Gianluca Neri) 😦

Soulless (Gail Carriger) 🙂

Giugno

La casetta ad Allington (Anthony Trollope) 🙂 🙂 🙂

L’età del dubbio (Andrea Camilleri) 🙂

Il gioco degli specchi (Andrea Camilleri) 🙂

Il libro di miss Buncle (Dorothy Emily Stevenson) 🙂

L’orribile attesa del giudizio universale (David Safier) 🙂 🙂

Luglio

Un giorno di gloria per miss Pettigrew (Winifred Watson) 🙂

Miss S. (Cathleen Schene) 😦

Diario di una lady di provincia (E. M. Delafield) 🙂

Il verdetto dei dodici (Raymond Postgate) 🙂

Dopo le esequie (Agatha Christie) 🙂

La guaritrice (Anne Lise Marstrand-Jorgensen) 🙂

Il buon marito (Alexander McCall Smith) 🙂 🙂

Il Caravaggio perduto (Jonathan Harr) 🙂

Piedi d’argilla (Terry Pratchett) 🙂 🙂

Il circo maledetto (Ann Featherstone) 🙂

La cavalcata dei morti (Fred Vargas) 🙂 🙂

Le ultime cronache del Barset (Anthony Trollope) 🙂 🙂 🙂

Delirio di una notte di mezza estate (David Safier) 🙂

La fattoria dei gelsomini (Elizabeth von Arnim) 🙂 🙂 🙂

Agosto

Tartarughe divine (Terry Pratchett) 🙂 🙂

Un lavoro sporco (Christopher Moore) 🙂

Un’autobiografia (Anthony Trollope) 🙂 🙂 🙂

Amori e malintesi (Ada Leverson) 😦

Drood (Dan Simmons) :-):-)

Il magnifico Spilsbury (Jane Robins) 🙂

Settembre

I traditori (Giancarlo De Cataldo) 🙂

Cime tempestose (Emily Brontë) rilettura 🙂 🙂 🙂

Con un poco di zucchero (Enzo Fileno Carabba) 🙂

Pratiche applicazioni di un dilemma filosofico (Alexander McCall Smith) 🙂 🙂

Ottobre

Glenkill (Leonie Swann) 🙂

La vergine eterna (Kenzaburo Oe) 😦

La cena (Herman Koch) 🙂

Jane Eyre (Charlotte Brontë) rilettura 🙂 🙂 🙂

La vergine nel giardino (Antonia S. Byatt) 🙂 🙂 🙂

Novembre

Natura morta (Antonia S. Byatt) 🙂 🙂 🙂

La torre di Babele (Antonia S. Byatt) 🙂 🙂 🙂

Toccare i libri (Jesùs Marchamalo) 🙂

Lo Stato siamo noi (Piero Calamandrei) 🙂 🙂

La scuola degli egoisti (Eric-Emmanuel Schmitt) 🙂

Il castello interiore (Jean Stafford) 🙂

Una donna che fischia (Antonia S. Byatt) 🙂 🙂 🙂

Vendetta! (Marie Corelli) 🙂 🙂

Dicembre

1Q84 (Haruki Murakami) 🙂 🙂 🙂

Il buon inverno (Joao Tordo) 😦

Wolf Hall (Hilary Mantel) 🙂

Changeless (Gail Carriger) 🙂

Il segreto del Grace College (Krystyna Kuhn) 🙂

Il figlio del cimitero (Neil Gaiman) 🙂

Buon Natale

Con tanti affettuosi auguri da parte mia.

Non c’è pace per Pippi

Da Il Venerdì di Repubblica del 2 dicembre

Miti sotto accusa

Pippi Calzelunghe rischia il rogo: “Fiaba razzista”

“Sono libri pieni di di stereotipi colonialisti e razzisti”. Per questo motivo, in un’intervista rilasciata a un quotidiano locale tedesco, la signora Eske Wollrad, teologa evangelica, ha chiesto che le avventure di Pippi Calzelunghe vengano sconsigliate nelle scuole e nelle biblioteche pubbliche a chi non ha ancora compiuto sedici anni. Wollrad sostiene che i bambini di colore, presenti in alcuni volumi della serie composta negli anni Quaranta, vengono ritratti “senza il rispetto che meritano”. Con “sgradevoli effetti diseducativi in un’epoca di multiculturalismo e tolleranza” ha aggiunto. I rilievi della teologa hanno suscitato la sdegnata reazione di Karin Nyman, figlia della scrittrice Astrid Lindgren che, interpellata dal quotidiano britannico Guardian, ha accusato Eske Wollrad di superficialità. “Penso che non abbia letto con sufficiente attenzione le opere di mia madre, altrimenti si sarebbe accorta che per Pippi i bambini sono tutti uguali”. (r.bert.)

Non c’è dunque pace per questo personaggio tanto amato da generazioni di lettori. Evidentemente fare scandalo è il destino di Pippi perché quando le sue avventure apparvero per la prima volta, in Svezia si scatenò l’ira dei pedagogisti e dei genitori che vedevano nel personaggio e nelle avventure un profondo motivo motivo di offesa ai bambini; nel frattempo il manoscritto era stato già rifiutato dal principale editore svedese e subì le contestazioni persino dei traduttori. Indubbiamente Pippi appariva troppo trasgressiva in una società rigida e puritana e se molta parte di ciò che c’era di repressivo nella pedagogia è stato finalmente superato, lo si deve anche alla forza dirompente di questi libri. Che cosa sconvolge e turba tanto in Pippi? Dice Donatella Ziliotto: “In un certo senso è il contrario di Alice, bambina logica e beneducata in un mondo assurdo quanto Pippi è inaspettata e assurda in un mondo che segue una logica tradizionale“. La ribellione all’autorità di Pippi Calzelunghe non è fine a se stessa ma è volta a sovvertire l’ordine costituito in ogni situazione in cui tale autorità si riveli  autoritarismo e sia solo una gabbia, un viluppo, un freno alla fantasia e alla sensibilità dei bambini. Il suo personaggio fu letto anche in chiave di rivolta femminista, ma è un’interpretazione di parte di una figura femminile che incarna doti di sicurezza, di umanità, di bontà e di vivacità propri di tutti gli spiriti liberi.

Pippi Calzelunghe

Dizionario di fate, gnomi, folletti e altri esseri fatati

Titolo: Dizionario di fate, gnomi, folletti e altri esseri fatati
Autore: Katharine Briggs
Traduttori: Cecilia Casorati e Giovanni Iovane
Editore: Avagliano
Pagg. 493
Prezzo: € 36,00

Copertina libro

Cercavo da tempo questo libro quasi introvabile, lo cercavo con ostinazione in ogni libreria in cui entrassi, sulle bancarelle dei libri usati e infine, per averlo, mi sono dovuta rassegnare alla tecnologia. Una rapida ricerca e in pochi giorni il libro è arrivato fra le mie mani, privandomi della soddisfazione di scoprirlo semi nascosto in uno scaffale o semi sepolto tra i libri alla rinfusa di una bancarella o di un negozio di remainders.

Questa divagazione iniziale per ribadire quanto mi piaccia andare a caccia di libri personalmente, con ostinazione e con ottimismo, salvo poi arrendermi all’evidenza e ai potenti mezzi della tecnologia che permettono quasi sempre di scovare on line il titolo tanto cercato.

Torniamo a noi, il testo in questione è un bel volume con un piccolo, ma interessante apparato d’immagini, esauriente nella sua funzione principale, indicata dal titolo; presentarsi ai lettori come un ricco e piacevole dizionario dedicato alle fate, agli gnomi e ai folletti.

Ne è autrice Katharine Briggs (1898-1980), laureatasi a Oxford con una tesi sul folclore nella letteratura inglese del XVII secolo. La sua vasta conoscenza dell’argomento le ha fatto occupare per anni la carica di presidente dell’English Folklore Society ed è stata docente in varie università inglesi e americane. Altra sua opera molto apprezzata è anche la raccolta Fiabe popolari inglesi, che non manca nella sezione della mia biblioteca dedicata ai ragazzi.

Il titolo originale dell’opera è A Dictionary of Fairies e la sua traduzione italiana ci è chiarita dalla prefazione in cui l’autrice ci spiega che il termine fairy è usato in modi diversi, con una quantità di usi gergali e dialettali che variano nel tempo. La Briggs lo usa nella sua accezione più ampia, ad indicare l’intera gamma degli esseri soprannaturali, secondo un senso più moderno e generico.

L’idea del libro venne alla Briggs quando si propose di scrivere un ampio trattato che analizzasse tutte le tradizioni sulle fate; non le occorse molto tempo però per rendersi conto una tale impostazione, estesa al folclore di tutta l’Europa, avrebbe comportato non solo anni di ricerche, ma anche la stesura di un volume grande almeno dieci volte più di quello che poi in effetti realizzò.

Si limitò così alle tradizioni britanniche e irlandesi in un arco temporale di una decina di secoli, ritenendo, secondo me con ragione, che anche così ci fosse abbastanza materiale per il lettore che voglia divertirsi e spaventarsi.

L’intento di ogni studioso di folclore, spiega ancora Briggs, consiste nell’identificare le tracce, la crescita e la diffusione delle tradizioni e, possibilmente, nell’avanzare ipotesi concrete riguardo la loro origine e aggiunge che è interessante per il lettore sapere se lo studioso creda nella verità soggettiva delle tradizioni che sta esplorando in quanto ciò finisce con l’influire sul lavoro. A tale proposito Katherine Briggs si dichiarava agnostica.

Molti degli aneddoti riportati nel libro sembrerebbero assai veritieri, ma l’autrice mette in guardia il lettore dal potere dell’immaginazione e dalla possibilità che che la gente veda cioò che vuole vedere.

Da un punto di vista più letterario, in questo volume è interessante la connessione tra letteratura e tradizione e la piccola raccolta di immagini alla quale facevo riferimento prima, secondo l’autrice funge da importante commento al mutare delle credenze popolari nei secoli.

Vediamo adesso più in particolare la struttura del libro, che si avvale anche di una nota introduttiva di Riccardo Reim (attore, regista, scrittore. saggista e traduttore).

Le creature ci vengono proposte in ordine alfabetico, come in ogni dizionario che si rispetti, secondo il loro nome originale, al quale a volte si affianca la traduzione italiana. Segue poi una descrizione dell’aspetto e in molti casi l’autrice riporta brani nei quali le caratteristiche della creatura sono più evidenti. La maggior parte delle creature descritte ne libro saranno una scoperta per il lettore, ma altre ci sono note, come le fate o i giganti, la banshee (spirito irlandese o delle highlands scozzesi che annuncia la morte di un personaggio illustre con il proprio canto lamentoso) o i bogies (spiriti dispettosi e temibili che traggono gran divertimento dal tormentare gli uomini).

L’accenno al Dobie o folletto tonto, mi ha fatto ripensare a Dobby, l’elfo domestico della saga di Harry Potter, chissà se c’è un nesso?

In chiusura la ricca bibliografia alla quale l’autrice ha fatto riferimento e l’indice delle illustrazioni.

In questo libro ritroverete tutto il magico universo fatato reso famoso dalle più fantasiose penne della letteratura britannica e potrete chiedergli consiglio su come riconoscere, affrontare e rendere inoffensive le magiche creature. C’è un solo pericolo… una volta entrati tra le magiche pieghe di questo libro, è difficile uscirne per tornare alla realtà!

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