Le forbici di Andersen

Di Hans Christian Andersen favolista, autore di pièce teatrali, bizzarro biografo, diarista e poeta è stato già detto tanto e e di tutto.

Io invece vorrei èparlarvi di un interessante articolo di qualche anno fa nel quale mi sono imbattuta e che ci svela un lato nascosto del carattere di Andersen: la sua abilità nel découpage e nel realizzare deliziose figurine ritagliate nella carta e in vari altri materiali.

L’articolo di cui vi parlo è stato scritto da Francesco Rapazzini ed è comparso nel numero 69 del bimestrale di bibliofilia e collezionismo cartaceo Charta. S’intitola appunto Le forbici di Andersen e qui potete leggerlo per intero, ma soprattutto potete vedere le immagini di una originale bambolina e del suo ricco guardaroba.

Ed è nella pace di un soggiorno a Holsteinborg che Andersen prende forbici e colla e realizza per la piccola Amelie Mandelung, figlia di un prete del sobborgo, una bambolina in carta guarnita con oltre quaranta vestitini. Anch’essi rigorosamente dello stesso materiale. La testa della bambola – una giovane donna con i capelli neri pettinati in una scriminatura centrale, lo sguardo acquoso perso lontano e una piccola bocca sorridente – è stata ritagliata probabilmente da una pubblicità in una rivista femminile dell’epoca. I suoi abiti di tutte le fogge – gonnone e toilette da sera, chemisier e corsetti, scialli e sottovesti – sono stati recuperati e tagliuzzati da frammenti di tappezzerie colorate o marmorizzate, da cartoncini bristol, da carte trasparenti o dorate. Alle quali la mano paziente e abile del nostro ha inserito minicinture, fiocchetti, medaglioni, nastrini o ornamenti come quell’aquila reale con un ramo d’ulivo nel becco che imbellisce l’abito rosso e oro indossato dalla bambola stessa. Tutto ovviamente in carta. Quando proprio non ha potuto incollare dei bottoni, oppure marcare il giro vita in altra maniera, Andersen ha fatto ricorso alla sua penna e li ha disegnati con semplicità e precisione. Quante volte Amelie ha giocato con questa bambola? Forse nessuna, visto lo stato perfetto nel quale l’insieme è stato conservato nella sua custodia d’origine, una banale scatola di cioccolatini sulla quale Andersen aveva però scritto: “Un fiore colto nel giardino di Holstein-Holsteinborg da H.C. Andersen per Amelie”.

L’autore ci da anche notizia del fatto che la bambolina di Amelie, con tutti i suoi vestitini, è stata venduta all’asta a Copenaghen e aggiudicata per ben 18.000 euro.

È noto che lo scrittore non si separava mai dalle sue enormi forbici che potevano addirittura diventare pericolose come quella volta, durante un viaggio nell’isola di Funen, quando ci si sedette sopra e il suo fondoschiena dovette essere immediatamente ricucito. Ma tant’è. Una volta rimesso in sesto, eccolo ripartito con la stessa bulimia che ha sempre avuto per la scrittura, i viaggi, le fiabe e i paper-cut. Spesso, se la sera divertiva gli adulti con le sue capacità manuali, di giorno affascinava i più piccoli. Mentre raccontava loro delle storie per tenerli tranquilli, prendeva di botto un pezzo di carta, le sue forbici mostruose e, sorridendo o piangendo, ne estraeva alcune immagini gioiose, allegre, paurose, odiose o amorose: immagini riprese dalla fiaba appena raccontata. Lo ammise lui stesso, un giorno a un suo giovane amico: “Fra Andersens saks / springer eventyr straks!”. Per chi non sapesse il danese: “dalle forbici di Andersen, salta fuori all’improvviso una favola”. Sempre inedita.

Rapazzini ci avverte che purtroppo oltre un migliaio di pezzi di découpage originali di Andersen si trovano tutti in collezioni private, ma poi ci consola assicurandoci come nell’ l’H.C. Andersen Hus, il museo a lui dedicato  nella sua città natale, e nella Libreria Reale di Copenhagen sia  possibile ammirare due raccolte straordinarie che meritano davvero di essere visitate.

Francesco Rapazzini è un giornalista e romanziere che vive da anni a Parigi e lavora come corrispondente di radio e giornali italiani ed è il direttore editoriale della rivista Charta.

Le forbici di Andersen

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6 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. alphac61
    Giu 14, 2011 @ 15:28:00

    è la bellezza degli artisti, si aprono ad una conoscenza del nostro mondo che di solito a noi sfugge!
    Claudio

    Rispondi

  2. annaritav
    Giu 15, 2011 @ 18:37:00

    Ciao, Claudio. È bello scoprire i lati nascosti di artisti che pure riteniamo di conoscere abbastanza bene. Buona serata!
    Annarita

    Rispondi

  3. colfavoredellenebbie
    Giu 20, 2011 @ 17:27:00

    (io ci vivrei e un po' ci vivo in un mondo fatto di carta)

    ciao, Annarita:)

    Rispondi

  4. annaritav
    Giu 20, 2011 @ 17:46:00

    Il tuo mondo di carta e immagini è bellissimo e unico, siamo fortunati a poterci vivere un po' anche noi, che ti seguiamo! Un abbraccio, Annarita

    Rispondi

  5. Cosimopiovasco
    Giu 23, 2011 @ 01:59:00

    Interessantissimo e curioso aneddoto, non lo conoscevo per nulla.
    Grazie per la bella sorpresa!
    Un sorriso, tuo
    Cosimo

    Rispondi

  6. annaritav
    Giu 23, 2011 @ 20:02:00

    È stata davvero una bella sorpresa anche per me1 Un caro saluto,
    Annarita

    Rispondi

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