L’Alhambra raccontata ai bambini

IMG029Titolo: L’Alhambra raccontata ai bambini
Autore: Ricardo Villa-Real
Traduttori: Anna Gobbatti e Margarita Hernando de Larramendi
Illustratore: Pilarin Bayés de Luna
Editore: Ediciones Miguel Sanchez
Prezzo: euro 8,50

Oramai nei book-shop dei musei e dei monumenti è sempre più facile trovare, oltre alle guide, testi tradotti nelle lingue principali e dedicati in particolare al monumento visitato. Non ha fatto eccezione la tienda dell’Alhambra  a Granada nella quale, oltre alla versione italiana dei Racconti dell’Alhambra di Washington Irving (di difficile reperimento in Italia, se non in biblioteca), ho acquistato anche questo agile libretto divulgativo, pieno di bei disegni.

Un nonno conduce i tre nipotini e una loro amichetta straniera (italiana, in questo caso) a visitare l’Ahlambra e il Generalife; sulla strada del ritorno nota con molto piacere che il piccolo Alberto di 10 anni ha il faccino radioso, gli occhi azzurri di Maria di 11 anni sono addirittura fiammeggianti  e Antonio, 11 anni anche lui, è ancora assorto nel pensiero di ciò che hanno visto. L’amichetta italiana, la dodicenne Anna, non è da meno; il suo volto esprime curiosità e rapimento.  Il nonno dunque è molto soddisfatto per averli condotti in quella lunga visita, offrendo loro l’emozione di un’esperienza ricca di storia e di arte. Maria rimpiange solo che tanti altri bambini, di varie parti del mondo, non possano vedere quelle meraviglie e così suggerisce al nonno di raccontare anche a loro le cose belle narrate in quella visita. Spronato dalla nipotina e sulla scia dell’antica tradizione orale del racconto, il nonno accenta il suggerimento di Maria e decide di narrare come meglio può la storia dell’Alhambra, facendolo con gran dovizia di particolari e descrivendo assai piacevolmente dal punto di vista storico e architettonico ognuna delle parti principali del monumento.

Patio dei leoni
Il racconto comincia con un po’ di storia della città di Granada e dei suoi conquistatori: i Fenici e i Greci mercanti, i Cartaginesi conquistatori, i Romani dominatori, i Visigoti, e infine gli Arabi. Tutti popoli dai quali gli Spagnoli ereditarono usanze, leggi, parole. Fino ad arrivare alla dinastia di emiri nazari, i cui sultani si dedicarono con amore ad abbellire il loro gioiello più prezioso, la prediletta Granada, e edificarono con passione l’Alhambra.

Particolaricorona sulla fronte di Granada, paradiso in terra, rubino sulle tempie della città, tesoro di armonia e di luce sono solo alcuni degli appellativi che i poeti inventano per l’Alhambra, ma il nonno racconta che il suo nome arabo alqala al hamra significa “castello rosso” per il colore che assumono le pietre alla luce del sole. E nel tempo l’Alhambra svolse il proprio ruolo di alcazar (corte e palazzo presidenziale), alcazaba (fortezza difensiva) e persino di medina (piccola città).

Le decorazioniPoi il nonno comincia a descrivere l’accesso attraverso la Porta della Giustizia e la Piazza delle Cisterne, parlando del palazzo di Carlo V e dell’Alcazaba, senza trascurare la veduta dell’Albacin, il famoso e bianco quartiere con le sue casette strette le une alle altre lugo i vicoli tortusoi, mentre lo sguardo si perde fino all’orizzonte, abbracciando tutta la città e la Sierra Nevada con le sue cime bianche.

VedutaInizia poi a descrivere gli splendori della casa reale, con le sue stanze adorne di arabeschi, si stucchi e di alicantados (le tipiche maioliche coloratissime) interrotte da freschi patio con grandi vasche di marmo nelle quali l’acqua gorgoglia dolcemente, suscitando un senso di pace e di freschezza in chi vi si soffermi.

Patio dei Mirti
Il nonno passa poi a raccontare la frescura e la bellezza del Generalife, un susseguirsi di giardini e di orti sospesi, che ne fanno il complesso più famoso della Spagna e sicuramente tra i  più splendidi del mondo.

Il Generalife
Conclude poi ricordando che molte leggende legate all’Alhambra sono state raccolte da Washington Irving nel suo libro di racconti, proprio nel periodo in cui lo storico e scrittore americano visse fra le mura del palazzo, come ricorda anche una targa.

Mappa dellIl nonno è contento di aver raccontato le magnificenze dell’Alhambra ai bambini di altri paesi e spera che la sua storia faccia venire loro la voglia di visitare Granada e di ritornarci, una volta venuti.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Elisa - Pecora Verde Blog
    Ago 07, 2015 @ 13:01:38

    Ma che bello, una meraviglia come l’Alhambra spiegata ai bambini! Tra parentesi, c’è un bellissimo pezzo di chitarra che si intitola Recuerdos de Alhambra, se volete una colonna sonora a tema durante la lettura 🙂

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