Catalogo dei genitori per i bambini che vogliono cambiarli

Catalogo dei genitori
Titolo: Catalogo dei genitori per i bambini che vogliono cambiarli
Autore e illustratore: Claude Ponti
Traduttore: Pierre Lepori
Editore: Babalibri, 2009
Prezzo: euro 25,80
Età di lettura: dai 5 anni

I tuoi genitori sono pesanti,?
Sono stancanti, avari, appiccicosi, urticanti,
barbosi, rompiscatole, sdrucciolevoli?

CAMBIALI!

Sono lagnosi, bavettosi, chiacchierosi,
scaccolosi, noiosi?

CAMBIALI!

Ti scocciano, non li sopporti,
non ti ascoltano, mettono a posto la tua stanza,
calpestano i tuoi giocattoli, si rifiutano di lasciarti la casa,
ti portano in Wacanza?

CAMBIA GENITORI!

Come fare per cambiare  genitori?
Ricopia il buono d’ordine (a pagina 45), segna il numero della pagina
dei NUOVI GENITORI che hai scelto, segna anche il numero degli accessori che desideri,
metti il buono d’ordine in una busta, incolla il francobollo, imbuca la lettera. È fatta!
Nel giro di quaran tottore Catalogo© consegna direttamente a casa tua i NUOVI GENITORI
e porta via i genitori originali.

Il Catalogo dei genitori per bambini che vogliono cambiarli suscita reazioni contrastanti. Da una parte c’è chi non lo giudica un prodotto adatto ai bambini in quanto il suggerimento di cambiare i genitori è destabilizzante; dall’altra c’è chi invece lo ritiene un utilissimo strumento di autoconoscenza. Diciamo che, come nella maggior parte dei casi, ci vogliono un po’ di ironia e di voglia di trasgressione.

Diciamoci la verità, chi di noi non ha mai pensato, sognato, desiderato almeno una volta nella vita di poter cambiare i propri genitori, magari dopo aver conosciuto o frequentato i genitori di amici e amiche?
Grazie all’ironia e all’empatia di Claude Ponti i bambini possono realizzare con la fantasia questo sogno segreto, in maniera assolutamente non traumatica, anzi, divertente e spiritosa. Il bello di questo catalogo è che nulla vieta a genitori e figli di leggerlo insieme, per immedesimarsi di volta in volta nei tipi e nelle situazioni e magari ridere insieme dei difetti che possono rendere difficile la convivenza.

Ma che cosa succede ai genitori rimpiazzati?
Nulla di traumatico, anzi. Diventano ospiti del residence Lussoregale Catalogo© nel quale avranno modo di ritemprarsi per il ritorno a casa. Eh, sì, perché lo scambio non ha nulla di definitivo e non esclude la possibilità che, dopo aver provato diversi tipi di genitori, i figli scoprano che in fondo in fondo mamma e papà non erano poi così male e vogliano riaverli indietro. Nulla di più semplici, i genitori originali e quelli del Catalogo© non hanno prezzo, per cui l’unico sistema è uno scambio.

Quanti tipi di genitori sono a disposizione nel Catalogo© ?
Ben trentacinque, a coppia, singoli o in gruppo (perché non siano trascurate le esigenze delle famiglie allargate) e tutti sono dotati di accessori scambiabili (elencati con precisione da pagina 40 a pagina 43) e di 10 garanzie specifiche che vanno dalla garanzia AAP (Anti-Acquaplaning Permanente) alla SSS (Sghignazzolamento Solletichevole Strabuzzone). E in mezzo a queste pagine che sprizzano ironia e trasgressione, una parentesi di toccante dolcezza dedicata ai genitori di bambini orfani. “I genitori di bambini orfani del Catalogo© sono un paesaggio. Ogni bambino che li riceve può passeggiarci durante un grande e duraturo dispiacere, durante una pena che non vuole finire, durante un rimpianto tenero e doloroso… quando un bambino entra nel paesaggio di uno o più genitori di bambini orfani del Catalogo©, questo paesaggio diventa suo e non può più essere di nessun altro. I colori del cielo sono i suoi colori, la forza del vento è la sua forza e l’altezza delle montagne è la sua altezza. È a casa sua dentro di lui.” (pag.30)

Che cos’hanno di diverso i genitori del Catalogo©?
Semplicemente che non possono cambiare. I genitori originali “cambiano spesso umore, talvolta hanno bisogno di restare soli per un momento, altri hanno addirittura bisogno di respirare o di dormire! I genitori del Catalogo© non cambiano mai. Sono e restano quello che sono. Un genitore gentile del Catalogo© è un vero genitore gentile in cement’acciaio inossidabile per l’eternità!” (pag.44)

Però, pensandoci bene, è proprio questo uno dei motivi principali per i quali tutti i figli, o prima o poi, rivogliono indietro i loro genitori originali. È davvero difficile vivere con un genitore in cement’acciaio inossidabile per l’eternità, meglio un papà e una mamma un po’ lunatici, soggetti a sbalzi d’umore, che racchiudono però in sé tanti tipi diversi di genitore e sanno essere di volta in volta, allegri, severi, premurosi, teneri, affettuosi, inflessibili, complici, comprensivi, rassicuranti, noiosi…

Ecco perché leggendo insieme questo formidabile Catalogo© non sarà poi così difficile accorgersi di quanto si possa star bene con mamma e papà.

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Le fiabe della settimana_8

Tradotte tre favole:
I sei cigni (libro Giallo): Andrew Lang non riporta la fonte di questa favola, ma ritengo sia una versione di quella dei fratelli Grimm, intitolata appunto I sei cigni, fiaba che a sua volta Hans Christian Andersen riscrisse o rielaborò nella sua I cigni selvatici:
Come fu ingannato il drago (libro Rosa): proviene da una raccolta di fiabe greche e albanesi e racconta come un giovanotto assai furbo riuscì a sconfiggere un feroce drago per accontentare un esigente re.
Il cavallino folletto (libro Grigio): una fiaba francese in cui si narra che cosa accadde a un gruppo di ragazzi sventati in una notte di Halloween.

Buona lettura.

Le fiabe della settimana_7

Tradotte due favole.
La seconda del libro Rosso e del libro Verde.

La principessa Fiordimaggio (libro Rosso) riceve dalle fate sue madrine tutti i doni che può desiderare, ma deve essere difesa dall’invidia e dalla cattiveria della fata Carabossa. Andrebbe tutto bene se, al compimento dei fatidici vent’anni, Fiordimaggio non volesse fare di testa propria, cacciandosi nei guai fino a capire che a volte l’amore a prima vista non è il più duraturo e il più sincero. (fiaba francese)
Il mezzo pulcino (libro Verde) è una fiaba tradizionale spagnola e narra l’origine delle banderuole segnavento sui campanili e sui tetti delle case.

Buona lettura.

Il topo e suo figlio

Copertina _il topoTitolo: Il topo e suo figlio
Autore: Russel Hoban
Traduttore: Adriana Motti
Editore: Adelphi,2008
Prezzo: euro 10,00

Quando si parla di libri per bambini, generalmente si ritiene che debbano seguire dei canoni ben precisi, anche se abbiamo discusso più volte sull’esile filo rosso che divide la letteratura per adulti da quella per i ragazzi, riferendoci a testi che si collocano sul crinale e sono stati apprezzati tanto dagli uni quanto dagli altri, sia pure per vari e diversi motivi.

Molto spesso chiediamo a un libro per ragazzi di essere rassicurante dall’inizio alla fine e la nostra sensibilità di lettori adulti esce un po’ disturbata dall’approccio con testi che di rassicurante, almeno in apparenza, hanno poco o niente.

Rientrano, a mio avviso, in questa categoria libri dei quali ho già parlato qui, come I Fratelli Neri di Lisa Tetzner, Coraline e Il cimitero senza lapidi e altre storie nere di Neil Gaiman, Un ponte per Terabithia di Katherine Paterson, Il ragazzo che non mangiava le ciliegie di Sara Weeks e Lo straordinario viaggio di Edward Tulane di Kate Di Camillo.
A essi si aggiunge oggi Il topo e suo figlio, di Russell Hoban.

È una storia molto particolare, scritta in un linguaggio ricco e forbito e svolta attraverso temi e situazioni che rimandano ai problemi del mondo degli adulti. Protagonisti sono i due topo meccanici del titolo, padre e figlio, bei giocattoli di latta che si trovano con altri sul bancone di un ricco negozio di giocattoli alla vigilia di Natale. Dopo la mezzanotte i giocattoli hanno facoltà di parlare e così si esprimono a vicenda dubbi, sogni, speranze. Ci sono una maestosa elefantessa e una foca con la palla, e una lussuosa casa di bambole elegantemente arredata e dotata di ogni comodità, nella quale risiedono in perpetuo festeggiamento i numerosi occupanti disposti intorno alla tavola o nelle stanze. La vita scorre serena nel negozio, in attesa del compimento di un felice destino: appartenere a un fanciullo ed entrare per sempre nella sua casa.

Il topo_1

illustrazione di Paola Doglioni

Ma il topo figlio ha dubbi, ha paura di andare per il mondo e vorrebbe una mamma, così propone all’elefantessa di esserlo per lui. L’elefantessa si contenta di brontolare per la cattiva educazione che il piccolo ha ricevuto, così lamentevolo e piagnucoloso, e al topolino non rimane che tentare di tenere a bada la paura del mondo di fuori. È un presagio di sventura l’affacciarsi del vagabondo alla soglia del ricco e caldo negozio.

Al topino venne in mente il vento gelido che era entrato dalla porta, e la facciona intenta del vagabondo di là dal vetro, col plumbeo cielo invernale dietro di lui. Ora quel cielo era un’oscurità silenziosa che faceva da sfondo al lampione e ai fiocchi di neve. La casa delle bambole era calda e luminosa; la teiera scintillava sulla tovaglia candida. ‘Io non voglio andare nel mondo’ disse. (pag.15)

E invece proprio nel mondo i due topi meccanici vanno il giorno dopo, acquistati per finire sotto un albero di Natale in mezzo ad altri giocattoli e ripetere senza sosta il loro ballo in tondo, tenendosi per mano. Ma la sorte ha in serbo per loro tristi momenti; lo scatto di una gatta nervosa provoca la caduta di un vaso e la fine dei due topi meccanici, rimasti schiacciati sotto il peso. Sembra la fine di una storia appena cominciata, il destino è l’immondezzaio cittadino, ma proprio da qui comincia l’incredibile avventura che durerà un anno e insegnerà loro tante cose, mentre inseguono il sogno  di autoricaricarsi per trovare finalmente l’indipendenza. Le mani sporche ma abili del vagabondo restituiscono la vita e il movimento alla coppia, anche se ora non danzano più. Il padre è destinato a camminare sospingendo il figlio che volge le spalle al mondo e al futuro al quale vanno incontro.

In cima a un crinale che dominava la città e dal quale i campi colmi di neve scendevano dolcemente dai due lati, la strada scavalcava un ponte sui binari della ferrovia, rasentava l’immondezzaio cittadino e si perdeva all’orizzonte. Il vagabondo posò il topo e suo figlio sul bordo della strada e diede la carica al padre. ‘Siate vagabondi’ disse, poi si volse e si allontanò col cane alle calcagna. (pag. 20)

Comincia così la dura lotta per la sopravvivenza del topo e di suo figlio, l’avventura di una vita da vagabondi che comincia tra le grinfie di Ratto Manny, il boss dell’immondezzaio, e prosegue in un altalena di eventi che sarebbe monotono e riduttivo elencare qui, togliendo al lettore il gusto di una lettura dalla tensione narrativa sempre alta.

Il topo_2

illustrazione di Paola Doglioni

In un paesaggio tetro e inquietante, fatto di rifiuti, boschi e acquitrini, conosceranno il peso della servitù e il sapore agro della paura.  Incontreranno Ranocchio, saggio e indovino suo malgrado, che farà loro da mentore, conosceranno gli orrori e il sangue della guerra fra topi muschiati, inseguiti dall’implacabile Manny.

Il topo _3

illustrazione di Paola Doglioni

Lungo la loro faticosa strada verso la riconquista della dignità e della libertà incroceranno molti personaggi, o più o meno amichevoli, secondo l’apparentemente oscura profezia di Ranocchio: la Compagnia Sperimentale Stridi dell’Arte diretta da due corvi, la signorina Zacchera alla perenne ricerca di un po’ di amicizia e di amore, il Topo Muschiato capace di Pensiero Profondo, la vecchia testuggine C. Serpentina e le sue metafisiche riflessioni in fondo allo stagno, il tarabuso e il martin pescatore che si riveleranno due fedeli alleati. E in lontananza una speranza e un miraggio: ricongiungersi ai vecchi amici di un tempo  e ritrovare la Casa delle Bambole

Giù nel buio dell’estate, su nella luce dell’inverno; una dolorosa primavera, un autunno devastante, un disperdersi e un riunirsi. Il nemico che tu fuggi all’inizio ti aspetta alla fine. (pag. 34)

Dicevo che sarebbe impossibile e riduttivo elencare in poche righe la ricchezza e la varietà dell’avventura di topo padre e figlio, un’avventura destinata però a portarli alla realizzazione delle loro speranze e a far sì che i sogni del piccolo topo, una mamma, una sorella, una casa, si compiano, sia pure tra mille difficoltà, in un percorso che è crescita e maturazione per tutti, grandi e piccoli.
Il cerchio si chiude sul vagabondo.

Il vagabondo vide il padre e il figlio circondati dalla loro famiglia e dai loro amici. Vide stagliato contro la notte L’Ultimo Cane Visibile in tutto il fulgore delle sue luci; udì i cori e la gioia che regnavano all’interno; allora sorrise e per la seconda volta parlò al topo e a suo figlio. ‘Siate felici’ disse il vagabondo.(pag.175)

Il topo_4

illustrazione di Paola Doglioni

Questa storia è stata pubblica per la prima volta nel 1967 e adattata in film animato nel 1977. Nel 1982 Bruno Stori lo ha adattato in spettacolo teatrale per il Teatro delle Briciole di Parma. È considerata già un classico della letteratura per ragazzi e indubbiamento è il testo più famoso di Russell Hoban, scrittore noto anche agli adulti per La ricerca del leone.

Le illustrazioni che ho inserito sono opera di Paola Doglioni e non si trovano nel libro edito da Adelphi; mi ci sono imbattuta per caso, cercando notizie del web, mi sono piaciute molto e ve le propongo.

Le fiabe della settimana 6

Tradotta la seconda favola del libro Blu, il primo della serie. È stata scritta da Madame Jeanne Marie Le Prince de Beaumont, ma, come in altre sue fiabe originali, si trovano reminiscenze di fiabe più antiche. S'intitola Il principe Giacinto e la Cara Principessina, narra ciò che accadde al giovane principe innamorato, che non sapeva di avere un naso assai grosso.

Fili d’aquilone n.18

num018copertinaÈ uscito il nuovo numero di Fili d’aquilone, venite a leggerci. Iin quanto a me, sono qui.

…i nostri aquiloni possono spiccare il volo, volteggiare in alto, liberi e leggeri nel vento e nella rete.

Le fiabe della settimana 5

Con il libro Lilla sono arrivata alla fine della serie. Adesso ricomincerò il giro di traduzioni dalla seconda favola di ogni volume, a cominciare dal primo, il libro Blu. La favola che ho tradotto vienne dalle Highlands occidentali e racconta che fine fece un abilissimo ladro. Si tratta di Il ragazzo ingegnoso (libro Lilla).

Buona lettura.

Letterelettriche Edizioni

Casa Editrice digitale - E-books store

The Victorianist: BAVS Postgraduates

British Association for Victorian Studies Postgraduate Pages, hosted by Danielle Dove (University of Surrey) and Heather Hind (University of Exeter)

Mammaoca

Fiabe integrali e poco altro. Si fa tutto per i bambini

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di Flavio Troisi, scrittore e ghostwriter

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