I Ronfi

ErbaRonfa03-01Il papà dei Ronfi si chiama Adriano Carnevali, è nato a Milano il 16 settembre 1948 e ha cominciato la sua carriera come insegnante di lettere e storia alle superiori, abbandonandola presto per dedicarsi al mondo affascinante delle vignette e dei fumetti. Il suo esordio avviene nel 1973 dando il via a una lunga collaborazione con il Corriere dei Ragazzi e con il Corriere dei Piccoliin cui compaiono per la prima volta nel 1981 i Ronfi, animali strani e pasticcioni che ben presto diventano un appuntamento di grande successo presso i piccoli lettori. La sua carriera è molto ricca di attività, in collaborazione con la moglie Donatella Zanacchi: scrive, disegna, collabora a testate enigmistiche, si dedica alla pittura, ai bassorilievi in creta e alle composizioni lignee, aprendo un negozio ad Angera, sul Lago maggiore, in cui espone e vende le proprie opereronfoMa chi sono e che cosa fanno i Ronfi?

Innanzitutto vanno classificati, sono roditori, ma di un tipo assai particolare e smentiscono tutto ciò che conosciamo sugli animali grazie alla teoria dell’adattamento all’ambiente. Già il fatto di chiamarsi Ronfi la dice lunga sulla loro vivacità, sono incauti e pasticcioni, finiscono sempre nei guai perché non hanno la minima idea di come vivere, o meglio sopravvivere, nel bosco tuttavia sono saputelli e dotati di una fortuna sfacciata che li aiuta a cavarsela sempre in ogni situazione. Possono inoltre contare sul benevolo e provvidenziale aiuto degli altri abitanti del bosco Le loro avventure dei Ronfi sono quindi un susseguirsi di guai nei quali finiscono e dai quali miracolosamente si liberano.

RonfiFuga-1Nell’unico libro a loro dedicato, Il bosco dei Ronfi (Mursia, 1983), che raccoglie alcune storie già apparse sul Corriere dei Piccoli,  è riportata la loro carta d’identità:
Il Ronfo (nome scientifico Ronfus-Ronfus) è un piccolo roditore dotato da madre Natura di qualità eccezionali. Infatti possiede: lunghe orecchie, che gli servono per impigliarsi nei rami; un grande naso, che gli permette di fare starnuti colossali quando è raffreddato; una folta pelliccia, color pelo di ronfo, che d’estate tiene un caldo che non vi dico. Il Ronfo mangia legno dolce e trascorre circa sei mesi all’anno in letargo nella tana. Durante gli altri mesi divide il suo tempo tra ronfate all’aperto, riposini e pisoloni.

spec_bosco01Nel corso della loro vita le vicende dei Ronfi si sono articolate secondo tre filoni distinti: selvatici, evoluti e ecologici.

ErbaRonfa-01I Ronfi selvatici sono semplici e poco evoluti, convivono in lunghe e caotiche tane o in abitano piccole e instabili capanne unifamiliari di legno e terricciola loro massima aspirazione è nutrirsi del fantomatico legno dolce e dormire il più possibile. Hanno un problema, devono rintuzzare i caparbi e costanti attacchi del loro naturale nemico, il lupo, il quale mette in atto di volta in volta i più esilaranti e patetici tentativi di fare di un Ronfo la propria ppietanza principale. Tanto è sfortunato il lupo nel circuirlo, tanto sono sfacciatamente fortunati i Ronfi nello sfuggirgli, anche per merito degli altri abitanti del bosco che partecipano alle loro disavventure: topi, gatti, uccelli, scoiattoli, castori. Peculiarità del Ronfo selvatico quindi è il cacciarsi in un guaio o in un pasticcio per sbadataggine e incapacità, salvo poi non rendersi bene conto della portata del pericolo, o addirittura travisarlo, ma scamparla per il rotto della cuffia senza aver fatto nulla di responsabile, grazie solo a una serie di eventi fortunati e combinati.

RonfiCorsa-1I Ronfi evoluti vivono in un villaggio ben strutturato, ma continuano a nutrirsi di legno dolce, la cui produzione è un loro segreto (un po’ come la salsapariglia dei Puffi). Anche loro hanno per nemico un lupo, ma stavolta si tratta di una creatura evoluta e quindi molto pericolosa, il professor Wolf che si è laureato all’Università di Lupinga ed è in grado di realizzare geniali invenzioni, tutte allo scopo di impossessarsi del segreto del legno dolce per fini di lucro. Altra caratteristica del professor Wolf è l’essere un individuo assolutamente anti ecologico, infatti le sue creazioni ai danni dei Ronfi hanno sempre lo scopo di danneggiare l’ambiente. Di solito i Ronfi sembrano in procinto di soccombere, ma per fortuna il solito imprevisto butta all’aria il piano del professor Wolf salvando Ronfi e ambiente. In questo filone sono presenti anche personaggi ben caratterizzati come Pier Ronfo (l’unico Ronfo intelligente e saggio), lo sciocco lupo Gregorio (assistente del professor Wolf), il presidente Ronfoni (capo della comunità che non blilla per prontezza d’ingegno) e il dottor Ronfstein (il geniale inventore del legno dolce, ottenuto dal legno normale nel quale viene inserito un preparato distillato dalla rara e segreta erba ronfa)

Ronfi3001-1I Ronfi ecologici sono stati protagonisti di poche strisce naturalmente tutte dedicate ai temi della salvaguardia ambientale.

giocoLe informazioni sui Ronfi vengono da qui e le immagini da qui

I libri di favole di Andrew Lang

La scoperta che mi ha affascinata è avvenuta leggendo il libretto di cui vi ho parlato qui.

La notizia che il letterato scozzese Andrew Lang, in anni di assiduo e attento lavoro, avesse raccolto in dodici volumi, pubblicati fra il 1889 e il 1910, un autentico tesoro di favole da tutto il mondo, mi ha stuzzicata e mi sono messa a cercare…

Non è stato difficile trovare i testi in rete e ho incominciato a leggere alcune favole, prese qua e là dai dodici volumi.

Più leggevo e più mi sembrava un peccato che favole a noi sconosciute, o note in versioni diverse, fossero state pubblicate in un lontano passato nella nostra lingua, ma mai più riproposte ai piccoli lettori e così mi sono gettata in un ambizioso progetto di traduzione.

Eccomi quindi qui a presentarvi il mio nuovo sito nel quale sto inserendo piano piano le favole in italiano.

Per ora sto muovendo i primi passi, ma mi diverto tanto e spero sarà così anche per chi le vorrà leggere.

Andrew_LangAndrew Lang (Selkirk, 31 marzo 1844-Banchory, Kincardineshire, 20 luglio 1912)

Il generale Stivalone

stivalonecopertinaTitolo: Il generale Stivalone
Testo e illustrazioni: Leo Longanesi
Pagine: 64
Editore: Longanesi
Prezzo: euro 24,00

Di Leo Longanesi, nato a Bagnacavallo (RA) il 30 agosto 1905 e  morto a Milano il 27 settembre 1957, si danno molte definizioni:  editore, disegnatore, giornalista, elzevirista, umorista, scrittore, o più semplicemente lo si definisce con un unico termine che vuole comprendere un po’ tutto e avrebbe suscitato la fine ironia dello stesso Longanes: intellettuale. Non è questa la sede più adatta per fare questioni su una o più definizioni perché a me interessa proporvi un testo che la casa editrice omonima ha pubblicato in occasione del cinquantenario della morte di Leo Longanesi.  Il generale Stivalone.Più disegni che parole, ventidue tavole a colori che riproducono gli acquerelli realizzati dall’autore e una storia più breve dell’introduzione scritta da Paola Mastrocola. Non è una storia illustrata, ma si tratta di illustrazioni con didascalie, insomma una storia scritta più per disegni che a parole.

Perché questa scelta così particolare? Paola Mastrocola ne da una sua interpretazione nell’introduzione:
Illustratori, grafici, pubblicitari, artisti normalmente parlano attraverso il disegno, certo, è il loro mestiere. Ma scrivere per disegni è un’altra cosa. Vuol dire che una storia ti nasce prima attraverso le immagini, e poi attraverso le parole. Narrare per disegni è forse all’origine del narrare (così è nella storia dell’umanità, a partire dai bisonti graffiti sulla roccia!) , è la sua vera nascita: tutto parte da un’immagine, una sola, che è la prima e determina le altre ovvero lo svolgersi della storia. Ma la storia non c’è ancora quando ci arriva la prima immagine, è contenuta in essa, ma è raggomitolata su se stessa. Bisogna sdipanarla (il cosiddetto filo della narrazione…?“.

Tutto nasce da un semplice stivale. Vi sembra troppo poco, materia assai umile? Può darsi, ma Leo Longanesi ne ricava una storia surreale che sboccia proprio dai tratti così caratteristici della sua mano. Comincia con una dimenticanza che porta a un incidente. Il generale ha dimenticato il suo stivale sul prato davanti a casa e nel tentativo di allontanare l’uccello che vi si è posato sopra, spara.IMGP0035IMGP0037Ma ottiene il solo effetto di danneggiare seriamente il proprio stivale, lasciando che l’uccello voli via indisturbato. A che cosa pensa subito il generale? a riprendersi il necessario stivale per ripararlo, niente di più semplice.

IMGP0039
Però la Storia dispone diversamente della storia: un lanciere al galoppo viene a cercare il generale per avvisarlo che è scoppiata la guerra e il generale non ha dubbi: calza il malconcio stivale e parte per la guerra. Il dovere innanzitutto.

IMGP0040
Il nemico non si vede e il generale si organizza per l’urgente riparazione.

IMGP0041La semplicità e il quotidiano irrompono continuamente. Ma di nuovo la Storia incalza. Dal cielo fioccano talmente tante bombe che il generale è costretto a fuggire e abbandonare lo stivale nel prato,  combattendo con in mostra un calzino a righe bianche e rosse dal tallone e dalla punta in tinta unita.

IMGP0042IMGP0043Fa male combattare con un piede scalzo e il generale viene catturato e costretto alla resa, cedendo persino la gloriosa spada al generale nemico.

IMGP0044
Finisce qui la prima parte della vicenda e lasciamo a malincuore il baffuto generale in balia del nemico. Lo ritroviamo alcuni anni dopo, restituito alla libertà, ma sempre privo della spada. “Allora il generale, ch’era uomo di idee moderne, -ci dice l’autore- ne comprò una nuova. Egli la mise sul suo letto e vi dormì sotto, per molti mesi…finché un giorno… e qui vostra madre continua…

IMGP0045Eh,sì, finisce così. La favola rimane incompiuta, con un garbato invito ai lettori, grandi e piccoli, a mettere in moto la propria fantasia, abbandonandosi al piacere della lettura. In realtà l’autore ci offre molti elementi di compiutezza. Dietro lo spunto apparentemente leggero ci sono i valori del dovere e del rispetto degli impegni; il generale, pur di partire per la guerra, calza il vecchio stivale rovinato.C’è una stoccata alla modernità nel gesto disinvolto con cui il generale compra una spada nuova dopo la prigionia, per sostituire quella consegnata al nemico.E poi ci sono la grafia e i disegni inconfondibili dell’autore.

La critica suggerisce che questa storia sia incompiuta perché l’autore aveva concluso che già nel momento in cui scriveva l’avventura del generale Stivalone la società fosse cambiata e lui sentisse di vestire i panni di un novello Don Chisciotte il cui ideale costituiva una battaglia persa in partenza, ma degna di essere combattuta fino in fondo anche se solo con carta, penna e acquerelli.

Scrive ancora Paola Mastrocola:
Oggi chi osa ancora scrivere per disegni? Sì, un libro per bambini, d’accordo: relegato per bene nel genere ‘libro per bambini’ e lì imprigionato. Ma Longanesi non scriveva per bambini, il generale Stivalone è destinato a tutti, credo che Longanesi non si ponesse nemmeno il problema dell’età dei suoi lettori.”

Di questa opera esiste anche una versione teatrale, realizzata dalla compagnia teatrale di Cesena La Furia dell’Albana; lo spettacolo è scritto dal regista, Federico Fiumi, e dall’interprete, Francesco Selvi.

Fili d’aquilone n.17

Dissonanze di opinioni, di sentimenti. L’effetto, poi, non è del tutto disarmonico perché non è una stonatura o un male dissentire o dissonare, anzi è un bene per le idee, per il pensiero: un contrasto che genera linfa creativa, riflessioni più coraggiose.


È on line il numero 17 della rivista Fili d’aquilone dal titolo evocativo Dissonanze
Venite a trovarci e leggeteci. Io sono qui.

num017copertina

Far amare i libri ai bambini in 14 mosse

Vi progongo  semplici, ma efficaci consigli per possono aiutare ad avvicinare piacevolmente i bambini al mondo dei libri e della lettura sin dalla più tenera età.Il testo viene da qui

Abbiamo già parlato dell’importanza della narrazione ad alta voce sin dai primi mesi di vita del bambino, e il piacere della lettura orale può essere trasferito nella lettura diretta da parte del bambino, con un processo di avvicinamento e di coinvolgimento fatto di piccoli gesti quotidiani.

Assegnare al bambino una piccola libreria in cui, fin da piccolissimo, possa trovare i “suoi” libri, prenderli e riporli con facilità.

 Libreria118x58

 

Consentire ai bambini di riporre i propri libri fra quelli ai quali i genitori normalmente attribuiscono un valore particolare; lui lo trasferirà ai propri.

 

 libri genitori e bambino

 

Lasciare che sia il bambino a scegliere il libro che più desidera gli venga letto, anche se per lungo tempo è sempre lo stesso e alla fine l’adulto ne è naturalmente molto annoiato.

 

noiaDare l’esempio che mamma e papà leggono abitualmente. Il bambino è un forte imitatore, specialmente dei comportamenti dei genitori.

 Donna-che-legge

 

Quando il bambino è già grandicello e capisce il significato di un’eventuale paghetta, e quindi il valore del denaro, mettere in evidenza che parte del suo gruzzolo viene usato per acquistare libri per lui: in tal modo il valore si trasferisce al libro.

 

 la-paghetta-

 

Invitare amici e parenti a regalare al bambino libri in occasione di feste tradizionali e di anniversari, limitando il più possibile soprattutto i giocattoli elettronici e alla moda.
libro_regalo
Incoraggiare e aiutare il bambino a “costruire” propri libri con i suoi disegni e scarabocchi a imitazione della scrittura, con collage di elementi ritagliati da pubblicazioni e anche materiali vari come stelline, granelli colorati, pezzettini di corda e quanto di non pericoloso gli è disponibile nell’ambiente in cui vive.

 

 

 

collage-car0539Molto stimolante risulta l’incoraggiamento e l’aiuto a fare dei segnalibri di vari colori da inserire nei libri che il bambino a mano a mano riceve.

 

 Segnalibro

 

Far frequentare librerie e biblioteche pubbliche instaurando così la conoscenza che esiste un mondo di libri aperto a tutti, sia per acquistare sia per consultazione e prestiti gratuiti.

 

 biblioteca

 

Far partecipare il più possibile il bambino alle frequenti manifestazioni che si svolgono nelle librerie per bambini e ragazzi.

 

 Manifestazioni_libreria

 

Collocare un dizionario a portata di mano, nel luogo dove si racconta e si legge al bambino, e consultarlo frequentemente quando si incontrano parole che il bambino non conosce; è un’operazione che fa comprendere al bambino che esiste un forziere in cui sono racchiuse tutte le parole del mondo e a cui tutti possono attingere, lui compreso, non appena imparerà a leggere.

 

vocabolario

 

Nell’arricchire la bibliotechina del bambino inserire qualche volumetto molto illustrato che guidi a semplici attività della vita quotidiana come cucinare, lavorare il legno, coltivare i fiori e così via.

 

 libro_cucina

 

Raccogliere i libri che il bambino che cresce non legge più, rimetterli in ordine in modo che siano ancora presentabili, farne una confezione dignitosa e, in sua compagnia, portarla, come un dono prezioso a famiglie amiche, alla biblioteca dell’asilo o della scuola dell’infanzia, a un reparto pediatrico di un ospedale, all’oratorio della parrochia o ovunque si è sicuri che vi sia interesse a riceverli.

 

 Ospedale

 

Incoraggiare il bambino e aiutarlo a tenere un elenco dinamico, cioè puntualmente aggiornato, dei libri che gli vengono letti; eventualmente,per ogni titolo registrato, con un breve commento e un ricordo di quando è stato letto. Sarà uno strumento utile, quando sarà adulto per essere un genitore migliore ricordando la propria infanzia, i propri bisogni di allora, le parole e le immagini che hanno colorato le origini della propria personalità.

caro_diario
 

Letterelettriche Edizioni

Casa Editrice digitale - E-books store

The Victorianist: BAVS Postgraduates

British Association for Victorian Studies Postgraduate Pages, hosted by Danielle Dove (University of Surrey) and Heather Hind (University of Exeter)

Mammaoca

Fiabe integrali e poco altro. Si fa tutto per i bambini

La Fattoria dei Libri

di Flavio Troisi, scrittore e ghostwriter

strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il cavaliere della rosa

Un blog orgogliosamente di nicchia: opera, ricordi e piccole manie di un improvvisato collezionista

Butac - Bufale Un Tanto Al Chilo

Bufale Un Tanto Al Chilo

Romanticism and Victorianism on the Net

Open access Journal devoted to British Nineteenth-Century Literature since 1996

giuseppecartablog

Tutto inizia sempre da adesso in poi

Iridediluce

“I libri si rispettano usandoli.” U. Eco

Parole Infinite

Articoli, commenti, considerazioni su libri, film e molto altro. Una Community della parola.....

Mix&Match

Dalla provincia, con amore

farefuorilamedusa

romanzo a puntate di Ben Apfel

NonSoloProust

Il blog di Gabriella Alù

il blog di Gianmarco Veggetti

...SOTTO A CHI TOCCA...

In-Folio

Lettura Studio Editoria Traduzione