Ada Corishant

Poteva avere quattordici anni. La sua taglia era graziosa e di forme superbamente eleganti. Aveva i lineamenti d’una purezza antica, animati dalla scintillante espressione della donna anglo-indiana.
La pelle era rosea, d’una morbidezza impareggiabile, gli occhi grandi neri e scintillanti come diamanti, un naso diritto che nulla aveva d’indiano, labbra sottili, coralline, schiuse ad un melanconico sorriso che lasciava scorgere due file di denti d’abbagliante bianchezza, una opulenta capigliatura d’un castano cupo, fuliginoso, separata sulla fronte da un mazzetto di grosse perle, era raccolta in nodi ed intrecciata con fiori di sciambaga dal soave profumo.
Questa è la delicata descrizione che Emilio Salgari ci lascia per tratteggiare una delle sue eroine, la piccola Ada Corishant, di nazionalità inglese, che ha perduto la madre e vive con il padre, capitano di stanza in India. Il suo destino è segnato da un tragico fatto, il rapimento da parte della crudele e sanguinaria setta dei Thugs che fa di lei la Vergine della Pagoda, consacrata al culto della mostruosa dea Kalì, cresciuta nel più totale isolamento e testimone orripilata di truculenti riti propiziatori in onore della dea.
La incontriamo nel libro I misteri della giungla nera, in cui fa perdutamente innamorare di sé il coraggioso Tremal Naik, il Cacciatore di serpenti dalla corporatura fuori del comune che vive con il fedele servo Kammamuri e la tigre Darma in una capanna vicino al fiume Gange.

ada_corishant
Ada Corishant (il disegno viene da questo ricco sito dedicato a Emilio Salgari)

La sua storia d’amore con il possente Tremal Naik è contrastata dal perfido Suyodhana, capo dei Thugs, mentre il povero Tremal Naik, dopo aver rischiato di uccidere proprio il padre della fanciulla che ama,  viene arrestato e deportato come Thug.  Dopo questa ulteriore, terribile prova, la mente della povera Ada vacilla e il fedele Kammamuri ora deve vegliare su di lei. Ma sulla sua strada passa la Tigre della Malesia in persona, che ha un ottimo motivo per interessarsi di lei. La piccola Ada è la cugina della Perla di Labuan, l’adorata moglie Marianna che egli continua a rimpiangere. Ada è il suo ritratto, solo che è tanto bruna quanto Marianna era bionda.
Per Sandokan diventa una questione d’onore restituire la salute e la felicità alla giovane Ada, preoccupandosi prima di tutto di riguadagnare alla libertà l’innamorato Tremal Naik.
Con un’accurata messinscena, Sandokan fa rivivere alla giovane i momenti di terrore del dramma nella pagoda. Il forte shock sortisce l’effetto sperato e la giovane Ada, riacquistata la ragione, può unirsi in matrimonio all’amato e mai dimenticato Tremal Naik, non senza però aver superato altre traversie.
Questo libro apre il ciclo detto della Malesia, composto in tutto di nove storie.
Nel 1991 è stato realizzato il film I misteri della giungla nera, ricavato dall’omonima serie televisiva, che vedeva curiosamente Kabir Bedi, il Sandokan dello sceneggiato italo-franco-tedesco del 1974, nel ruolo di Kammamuri.

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. utente anonimo
    Ago 11, 2009 @ 09:41:00

    da Giuliano:
    E’ uno di quei nomi che ogni tanto tornano in mente, e ci si chiede: chi sarà mai stata Ada Corishant? Una scrittrice, una suffragetta, una scienziata, un’atleta, l’amante di Schumann o di Mahler, un soprano che cantava per Haendel?
    E invece no, chi l’avrebbe mai detto.
    (Tremal Naik e Sambigliong invece sono facili da ricordare)
    🙂

    Rispondi

  2. colfavoredellenebbie
    Ago 11, 2009 @ 19:19:00

    cara Annarita, Tremal Naik è stato uno dei personaggi salgariani che ho amato di più. Mi piace ritrovarlo, così come sono stata felice di reincontrare, qui, l’universale Pippi, cui la piccolina di casa assomiglia assai:)
    Un saluto grande.
    z

    Rispondi

  3. annaritav
    Ago 20, 2009 @ 19:03:00

    Giuliano e Zena, scusate il ritardo con cui vi rispondo, ma in questi giorni mi sto buttando a pesce nella scrittura e passo il pomeriggio al computer, scrivendo e cancellando :-p
    A volte un personaggio rimane nascosto in un angolino della nostra mente e bisogna tirarlo fuori, rispolverandolo con attenzione. Ecco perché mi è venuta voglia di dedicarmi un po’ anche a loro, dando più spazio di quello che di solito ricevono nel contesto di un libro. Grazie e salutissimi, Annarita

    Rispondi

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