Le Avventure del Topino Despereaux

Cover_GRAEditore: Mondadori
Anno: 2009
Collana:I Grandi
Pagine: 208
Prezzo: 17.00 €
ISBN: 978880458514
Traduzione:Angela Ragusa Di Kate DiCamillo ho già avuto modo di parlare qui e ora torno volentieri sulla sua produzione per parlarvi di un improbabile, piccolo eroe, il topino Meschino.
Cercavo “Le avventure di Meschino” da un po’ di tempo, ma il libro era fuori catalogo e se ora lo possiamo trovare di nuovo sugli scaffali delle librerie è solo grazie all’imminente arrivo in Italia del film che ne è stato tratto: Le avventure del Topino Despereaux.
Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2005 con il titolo di Le avventure di Meschino. Storia di un topo, una principessa, una zuppa proibita e un rocchetto di filo il libro torna alla ribalta appunto con un titolo che si richiama al film e una volta tanto l’operazione commerciale è stata utile per riportare tra le mani del lettore un testo altrimenti introvabile, premiato alla sua uscita nel 2004 in America con la Newbery Medal, un riconoscimento attribuito sin dal 1922 dalla Association for Library Service to Children agli autori che distinguono maggiormente nel campo della letteratura per ragazzi (Neil Gaiman se lo è aggiudicato quest’anno con The Graveyard Book, una rilettura de Il libro della giungla di Rudyard Kipling con i fantasmi al posto degli animali).

Newbery_MedalChe Despereaux sia un topino fuori del comune se ne accorgono subito i suoi genitori e i suoi fratelli: è l’unico sopravvissuti della cucciolata di Antoinette e di Lester Tilling, un cosino minuscolo e malaticcio, con due enormi, sproporzionate orecchie e gli occhi spalancati su un mondo che già gli appare affascinante.
Eppure, malgrado le pessime previsioni del parentado, Despereaux cresce e non tarda a mostrare la sua vera, romantica ed eroica natura.
Cresce in una strana famiglia. La madre è giunta al castello nella valigia di un ambasciatore e usa spesso e volentieri la parola disappunto, una delle sue preferite; il padre si vergogna di lui e i fratelli e la sorella lo guardano con sospetto; nella comunità di topi si discute di lui e si fanno congetture.
Tuttavia il fratello Furlough cerca di insegnargli come si comporta un vero topo, come si debba muovere zigzagando a gran velocità per evitare gli umani, ma Despereaux è affascinato dal castello, da ciò che lo circonda, dalla luce colorata che filttra attraverso le vetrate.
La sorella Merlot lo conduce in biblioteca e temta di insegnargli come nutrirsi di libri, ma il nostro eroe è conquistato dalla carta stampata e scopre con grande gioia di poter intepretare quegli scarabocchi, come li chiama Merlot.
È l’inizio della grande avventura, del suo destino di cavaliere al servizio di una bella dama, incarnata dalla deliziosa principessa Pri.
Per avvicinarsi a lei e godere della musica che il re Filippo le suona, Despereaux infrange la più importante delle regole topesche e si lascia sorprendere dagli umani.
Per lui non c’è più scampo, il Consiglio dei Topi non ha pietà e il suo stesso padre non muove una zampa per aiutarlo. Il destino di Despereaux è segnato. Cacciato dal consesso dei suoi simili, cacciato dal re che non vuole saperne di roditori dopo che un topo, caduto nella minestra della regina, ne ha provocato la morte con un teribile spavento, Despereaux accetta di finire nelle segrete con il cuore colmo d’amore per la bella principessa Pri.
E in un regno in cui ratti e zuppe sono banditi, la vita può essere difficile.
I personaggi di questa storia sono speculari; per un topino cavalleresco che finisce nelle buie segrete c’è un ratto, di nome Chiaroscuro, che desidera solo vivere nella luce; per una bella principessa triste c’è una goffa e ridicola fanciulla di nome Braciola Oink, con le orecchie a cavolfiore per i troppi ceffoni presi dall’uomo cui è stata venduta da suo padre, che desidera diventare lei stessa un giorno principessa e farsi servire da Pri.
C’è chi ha conosciuto l’amore, come Despereaux e Pri, e l’ha perduto; c’è chi non lo conosce e non sa nemmeno che cosa significhi, come Chiaroscuro e Braciola Oink. I loro destini sono destinati ad incrociarsi e ciò che uno di loro perde l’altro acquista, in un continuo scambio di sentimenti e di sogni che porterà tutti e quattro i protagonisti a fronteggiarsi e ad affrontare la propria natura, i propri dubbi, a rivelare i propri sentimenti.
In questa storia ci sono la fama e l’onore, l’amore e l’odio, i sogni e la disperazione, il buio e la luce e ciò che appare destinato a finir male poi si risolve in un lieto fine, ma è un viaggio faticoso e a volte niente affatto consolatorio perchè pone ognuno dei personaggi di fronte a se stesso e ai propri limiti.
Una bella fiaba che fa riflettere, ma in modo niente affatto pedante o didascalico.
Chissà che cosa ne verrà fuori attraverso il film?
Intanto possiamo essere contenti che  il grande schermo ci abbia aiutati a riavere tra le mani un libro fuori commercio.
Ed era un vero peccato.

Ricordi quando Despereaux era nelle segrete, sul palmo della mano di Gregory il carceriere , e gli sussurrava una storia all’orecchio?
Mi piacerebbe che tu pensassi a me come a un topo che ti bisbigli una storia, questa storia, mettendoci tutto il cuore; e che te la sussurra all’orecchio per salvarsi, e salvare anche te, dall’oscurità.
“Le storie sono luce” aveva detto Gregory il carceriere a Despereaux.
E io spero, lettore, che anche tu abbia qui trovato un po’ di luce.

ph_kcolorKate DiCamillo è nata nel 1964 a Merion, Pennsylvania, e ora vive a Minneapolis. Ha pubblicato giovanissima il suo primo grande successo, Il cane più brutto del mondo, anche esso diventato un film, e rimasto a lungo in vetta alla classifica dei best seller del New York Times.

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