Nel paese dei mostri selvaggi

NelPaeseDeiMostriSelvaggiTitolo: Nel paese dei mostri selvaggi
Testo e illustrazioni: Maurice Sendak
Traduzione: Antonio Porta
Pagine: 48
Edizione Babalibri, 1999
Prezzo € 12,5

Considerato da anni il più geniale illustratore di narrativa infantile, tanto da essere definito il “Picasso dei libri per bambini”, Maurice Sendak nacque a Brooklyn nel 1928 da genitori emigrati di origine polacca. La sua attività di disegnatore cominciò sui banchi di scuola. A 20 anni attirò l’attenzione di un grande commerciante con i propri giocattoli animati in legno e a 31 anni aveva già pubblicato circa una cinquantina di libri, traendo ispirazione, nei modi più diversi, da Mozart a Topolino a Henry James, dal romaticismo ai film di mostri, ma soprattutto dalla propria infanzia, a proposito della quale disse:
“La mia infanzia americana si compose di elementi disparati, aggregati stranamente. È stata un’infanzia colorata di memorie di cose mai vissute direttamente, vividamente trasmessemi dai miei genitori, di recente immigrati. Una vita di fantasia sfaccettata, forse tipica di molti bambini americani di prima generazione.”A sua volta ha ispirato le tesi di Bruno  Bettelheim (lo psicologo austrico che si è dedicato ai problemi dell’infanzia e in particolare all’autismo) ed è diventato un punto di riferimento per le nuove leve degli illustratori.

Riguardo la sua attività di autore, Sendak disse: “Sin dalla più tenera infanzia i bambini convivono con emozioni dirompenti; paura ed ansia fanno intrinsecamente parte della loro vita quotidiana, devono confrontarsi meglio che possono con continue frustrazioni. Proprio attraverso la fantasia i bambini giungono alla catarsi. Essa è il migliore strumento per dominare i Mostri Selvaggi. È il mio lasciarmi coinvolgere dall’inevitabile condizione dell’infanzia, la terribile vulnerabilità dei bambini e la loro lotta per divenire i Signori di tutte le Cose Selvagge, a conferire alla mia opera quella verità e quella passione che le si possono attribuire.”

Questo suo libro è il più famoso, fu scritto nel 1963 e venne subito tradotto in vari paesi europei e persino in Giappone, mentre in Italia apparve prima grazie alla casa editirce Emme Edizioni e poi fu successivamente riproposto da Babalibri nel 1999, diventando ben presto introvabile.
La critica  vide subito subito in questa storia una salutare rottura con l’ imperante tradizione di maniera e non a caso rientra fra i dieci libri per ragazzi più venduti in tutto il mondo.

Suppongo che anche stavolta, come nel caso di “Le avventure del topino Desperaux”, il fatto di riaverlo negli scaffali delle librerie sia influenzato in parte dall’uscita in America dell’omonimo film di Spike Jonze ad esso ispirato, prevista per ottobre 2009 sia negli Stati Uniti che nel nostro paese.

Sendak è stato il primo illustratore americano a ricevere il premio internazionale Andersen. Era il 1970, il medesimo anno in cui veniva attribuito al nostro Gianni Rodari come miglior scrittore per ragazzi.
E nel 2003 gli è stato attribuito il premio “Astrid Lindgren for Literature”, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi, con la seguente motivazione: “Per la sua coraggiosa esplorazione dei segreti recessi dell’infanzia, che ha cercato di illuminare con fantasia e amore

La storia è molto semplice e proprio per questo ha coinvolto generazioni di bambini, che si sono immedesimati nel piccolo Max travestito da lupo, tanto discolo e insopportabile che la mamma spedisce in castigo senza cena nella propria cameretta. E dalle quattro mura familiari si sviluppa la magnifica avventura di Max che lo porta nel lontano paese abitato da mostri selvaggi.

Max in castigoLa foresta nella stanzaNel paese_1E appena arrivato nel paese dove abitano i mostri selvaggi quelli ruggirono terribilmente, digrignarono terribilmente i dentiNel paese_2 rotearono tremendamente gli occhi e mostrarono gli artigli orrendi

A cuccia_1fino a che Max gridò: -A CUCCIA!- e li domò con il trucco magico di fissarli negli occhi gialli

A cuccia_2senza battere ciglio e quelli ebbero paura e proclamarono che lui era più mostro selvaggio di tutti

Re_1e lo fecero re di tutti mostri selvaggi

Re_2 -E adesso- urlò Max -attacchiamo la ridda selvaggia!”

 

Ridda selvaggia_1Ridda selvaggia_2
Ma divenuto Signore di tutte le Cose Selvagge, come dice Sendak, Max riscopre tutta la propria vulnerabilità di bambino e  il familiare profumo delle buone cose da mangiare preparate dalla mamma lo avvolge, facendolo rinunciare in men che non si dica alla corona di re di tutti i mostri selvaggi. E Max ritorna nella sua cameretta dove trova la cena ancora calda che la mamma gli ha lasciato.

La cenaÈ un inno alla libertà e all’indipendenza, alla crescita e alla consapevolezza, permeati dalla coscienza della presenza rassicurante della famiglia. Un rito di passaggio attraverso la scoperta del diverso, per conoscere e dominare il Mostro Selvaggio che è in noi e un ritorno alla serenità, quella familiare serenità che profuma di cena tenuta in caldo dalla mamma.

Le Avventure del Topino Despereaux

Cover_GRAEditore: Mondadori
Anno: 2009
Collana:I Grandi
Pagine: 208
Prezzo: 17.00 €
ISBN: 978880458514
Traduzione:Angela Ragusa Di Kate DiCamillo ho già avuto modo di parlare qui e ora torno volentieri sulla sua produzione per parlarvi di un improbabile, piccolo eroe, il topino Meschino.
Cercavo “Le avventure di Meschino” da un po’ di tempo, ma il libro era fuori catalogo e se ora lo possiamo trovare di nuovo sugli scaffali delle librerie è solo grazie all’imminente arrivo in Italia del film che ne è stato tratto: Le avventure del Topino Despereaux.
Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2005 con il titolo di Le avventure di Meschino. Storia di un topo, una principessa, una zuppa proibita e un rocchetto di filo il libro torna alla ribalta appunto con un titolo che si richiama al film e una volta tanto l’operazione commerciale è stata utile per riportare tra le mani del lettore un testo altrimenti introvabile, premiato alla sua uscita nel 2004 in America con la Newbery Medal, un riconoscimento attribuito sin dal 1922 dalla Association for Library Service to Children agli autori che distinguono maggiormente nel campo della letteratura per ragazzi (Neil Gaiman se lo è aggiudicato quest’anno con The Graveyard Book, una rilettura de Il libro della giungla di Rudyard Kipling con i fantasmi al posto degli animali).

Newbery_MedalChe Despereaux sia un topino fuori del comune se ne accorgono subito i suoi genitori e i suoi fratelli: è l’unico sopravvissuti della cucciolata di Antoinette e di Lester Tilling, un cosino minuscolo e malaticcio, con due enormi, sproporzionate orecchie e gli occhi spalancati su un mondo che già gli appare affascinante.
Eppure, malgrado le pessime previsioni del parentado, Despereaux cresce e non tarda a mostrare la sua vera, romantica ed eroica natura.
Cresce in una strana famiglia. La madre è giunta al castello nella valigia di un ambasciatore e usa spesso e volentieri la parola disappunto, una delle sue preferite; il padre si vergogna di lui e i fratelli e la sorella lo guardano con sospetto; nella comunità di topi si discute di lui e si fanno congetture.
Tuttavia il fratello Furlough cerca di insegnargli come si comporta un vero topo, come si debba muovere zigzagando a gran velocità per evitare gli umani, ma Despereaux è affascinato dal castello, da ciò che lo circonda, dalla luce colorata che filttra attraverso le vetrate.
La sorella Merlot lo conduce in biblioteca e temta di insegnargli come nutrirsi di libri, ma il nostro eroe è conquistato dalla carta stampata e scopre con grande gioia di poter intepretare quegli scarabocchi, come li chiama Merlot.
È l’inizio della grande avventura, del suo destino di cavaliere al servizio di una bella dama, incarnata dalla deliziosa principessa Pri.
Per avvicinarsi a lei e godere della musica che il re Filippo le suona, Despereaux infrange la più importante delle regole topesche e si lascia sorprendere dagli umani.
Per lui non c’è più scampo, il Consiglio dei Topi non ha pietà e il suo stesso padre non muove una zampa per aiutarlo. Il destino di Despereaux è segnato. Cacciato dal consesso dei suoi simili, cacciato dal re che non vuole saperne di roditori dopo che un topo, caduto nella minestra della regina, ne ha provocato la morte con un teribile spavento, Despereaux accetta di finire nelle segrete con il cuore colmo d’amore per la bella principessa Pri.
E in un regno in cui ratti e zuppe sono banditi, la vita può essere difficile.
I personaggi di questa storia sono speculari; per un topino cavalleresco che finisce nelle buie segrete c’è un ratto, di nome Chiaroscuro, che desidera solo vivere nella luce; per una bella principessa triste c’è una goffa e ridicola fanciulla di nome Braciola Oink, con le orecchie a cavolfiore per i troppi ceffoni presi dall’uomo cui è stata venduta da suo padre, che desidera diventare lei stessa un giorno principessa e farsi servire da Pri.
C’è chi ha conosciuto l’amore, come Despereaux e Pri, e l’ha perduto; c’è chi non lo conosce e non sa nemmeno che cosa significhi, come Chiaroscuro e Braciola Oink. I loro destini sono destinati ad incrociarsi e ciò che uno di loro perde l’altro acquista, in un continuo scambio di sentimenti e di sogni che porterà tutti e quattro i protagonisti a fronteggiarsi e ad affrontare la propria natura, i propri dubbi, a rivelare i propri sentimenti.
In questa storia ci sono la fama e l’onore, l’amore e l’odio, i sogni e la disperazione, il buio e la luce e ciò che appare destinato a finir male poi si risolve in un lieto fine, ma è un viaggio faticoso e a volte niente affatto consolatorio perchè pone ognuno dei personaggi di fronte a se stesso e ai propri limiti.
Una bella fiaba che fa riflettere, ma in modo niente affatto pedante o didascalico.
Chissà che cosa ne verrà fuori attraverso il film?
Intanto possiamo essere contenti che  il grande schermo ci abbia aiutati a riavere tra le mani un libro fuori commercio.
Ed era un vero peccato.

Ricordi quando Despereaux era nelle segrete, sul palmo della mano di Gregory il carceriere , e gli sussurrava una storia all’orecchio?
Mi piacerebbe che tu pensassi a me come a un topo che ti bisbigli una storia, questa storia, mettendoci tutto il cuore; e che te la sussurra all’orecchio per salvarsi, e salvare anche te, dall’oscurità.
“Le storie sono luce” aveva detto Gregory il carceriere a Despereaux.
E io spero, lettore, che anche tu abbia qui trovato un po’ di luce.

ph_kcolorKate DiCamillo è nata nel 1964 a Merion, Pennsylvania, e ora vive a Minneapolis. Ha pubblicato giovanissima il suo primo grande successo, Il cane più brutto del mondo, anche esso diventato un film, e rimasto a lungo in vetta alla classifica dei best seller del New York Times.

Una casa per il mostro

CopertinaAutore: Maria Loretta Giraldo
Illustratore: Nicoletta Bertelle
Collana: Apri e Scopri
Editore: Fatatrac, 2009
Pagine: 24
Età di lettura: 0-5 Anni
Prezzo: euro 14,98

Le paure dei piccolissimi si possono affrontare con successo anche con un libro-gioco come quello che vi propongo.È un racconto molto poetico, ottimamente sorretto dalle illustrazioni, che aiuta il piccolo lettore ad immedesimarsi nel protagonista.

Incontriamo un mostro che di spaventoso non ha proprio nulla, il suo aspetto è buffo e il suo temperamento è quello di un allegro pasticcione. Oltretutto è capitato in casa del bambino per errore.

Ma si sa che i mostri devono far paura e gli adulti si assumono il compito di cacciarli, proprio come fa la mamma del bambino, la quale non concede tregua al povero mostro in fuga e lo snida da ogni nascondiglio: da sotto il letto e da sotto il tappeto, da dentro l’armadio.

Come fare per salvarsi? Al mostro pasticcione non resta che trovare rifugio tra le pagine di un libro e trasformarsi così in un piccolo amico che aiuti i bambini a vincere le loro paure. Infatti i bambini si divertiranno a scoprire di volta in volta il suo nuovo nascondiglio sotto le finestrelle del libro-gioco.

Maria Loretta Giraldo, padovana, è autrice di numerose fiabe e filastrocce, pubblicate sia in Italia che all’estero.
Nicoletta Bertelle, anche lei padovana e illustratrice di professione, tiene laboratori e letture animate nelle nelle scuole (infanzia e primaria) e nelle biblioteche.
Dell’arte di illustratrice di Nicoletta Bertelle è stato detto che il tuo tratto, pur moderno e evocativo, si rifa alla grande tradizione degli illustratori italiani per bambini come Antonio Rubino e Raul Verdini, che collaborò in felice sintonia con Gianni Rodari.

Dalla collaborazione tra Giraldo e Bertelle è nata anche la serie dedicata al personaggio di Anna, una bambina che insieme con i suoi amici affronta le difficoltà e i problemi che tutti i piccoli, o prima o poi, si trovano a dover superare in classe, in famiglia, nei rapporti con gli altri. Il messaggio è che a tutto c’è rimedio, con un po’ di ottimismo e di fiducia in se stessi.

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