A Apple Pie

Come talvolta accade, cercando una cosa se ne trova un’altra.
È il caso di questo piccolo libro di molti anni fa, che regalai a mia figlia, allora scolaretta che apprendeva i primi rudimenti della lettura.
Sfogliandolo, mi avevano colpita le graziose immagini vittoriane.
A Apple Pie di Kate Greenaway fu pubblicata nel 1886 ed ebbe subito un grande successo.
kg1Era arricchita di venti illustrazioni, ognuna delle quali contraddistinta da una lettera dell’alfabeto e accompagnata da una frase esplicativa.

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L’autrice aveva ricavato ciascuna frase da antiche rime risalenti al periodo nel quale, come si può notare, non aveva fatto ancora la propria comparsa nell’alfabeto inglese la lettera I.

Il libriccino che regalai a mia figlia era uscito nel 1981 nella collana Longanesi denominata I Tascabili del Bibliofilo e  si rifaceva a una edizione francese, pubblicata a Londra nel 1886,  il cui testo, una divertente storiella con intento didattico, fu ideato da J.Girardin ispirandosi alle illustrazioni della Greenway e nella quale ciascuno dei membri della famiglia, in attesa della torta di mele della mamma, fa e dice qualcosa di consono al proprio carattere.

Rammento bene che lei non fu molto soddisfatta della lettura, in effetti un po’ troppo moreleggiante, sui vizi e sulle virtù dei protagonisti, italianizzati come famiglia Picozzi.

Kate Greenaway, (1846 – 1901) fu pittrice, illustratrice e scrittrice molto apprezzata dal pubblico e da un critico d’arte della levatura di John Ruskin, il quale le dedicò una delle conferenze accademiche tenute a Oxford, poi pubblicate nel 1883 sotto il titolo di Art of England.
I suoi disegni per bambini furoreggiarono come una vera e propria moda e l’artista realizzò, oltre ai libri, numerose raccolte, cartoline  e calendari che potete ammirare qui

180px-Kate_Greenaway00Il suo primo libro in versi, Under the Window, pubblicato nel 1878, riscosse subito un grande successo e non furono da meno le numerose e successive opere, nate anche per illustrare testi altrui come The Pied Piper of Hamelin su versi di Robert Browning.

Piper HamelinI suoi soggetti preferiti erano appunto i bambini, poi i fiori e i paesaggi.

Era figlia di John Greenaway, noto disegnatore e incisore su legno, il quale collaborò anche con le riviste  Punch e Illustrated London News.

P.S. L’attento consorte ha sollevato un dubbio che avevo avuto anche io. Che cos’è questa storia strana della lettera I che non esisteva nell’alfabeto inglese? Cercando qua e là, attraverso The Project  Gutemberg eBook, a proposito di A Apple Pie, ho trovato questa spiegazione e ve la riporto:

The rhyme of A APPLE PIE is very ancient and reference is made to it as early as 1671 in one of the writings of John Eachard. In these early versions the letters I and J were not differentiated. The letter J as we know it to-day was the curved initial form of the letter I and was always used before a vowel.

Però nell’in folio shakespeariano del 1623 i testi del Bardo sono pieni di lettere i con tanto di puntino.
La questione resta aperta.

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24 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. amfortas
    Feb 11, 2009 @ 11:02:00

    Come sempre molto interessante.
    In particolare non avevo idea della questione i nell’alfabeto inglese.
    Ciao!

    Rispondi

  2. amfortas
    Feb 11, 2009 @ 11:02:00

    Come sempre molto interessante.
    In particolare non avevo idea della questione i nell’alfabeto inglese.
    Ciao!

    Rispondi

  3. amfortas
    Feb 11, 2009 @ 11:02:00

    Come sempre molto interessante.
    In particolare non avevo idea della questione i nell’alfabeto inglese.
    Ciao!

    Rispondi

  4. utente anonimo
    Feb 11, 2009 @ 13:35:00

    da Giuliano.
    molto bello, sono quegli illustratori di cui non si sa il nome ma sembra sempre di conoscerli a fondo.
    Il rimando immediato, per me, è a Winsor McCay e a Little Nemo, che arriverà quasi 40 anni dopo (e sono certo che McCay conosceva questi disegni!)

    Rispondi

  5. utente anonimo
    Feb 11, 2009 @ 13:35:00

    da Giuliano.
    molto bello, sono quegli illustratori di cui non si sa il nome ma sembra sempre di conoscerli a fondo.
    Il rimando immediato, per me, è a Winsor McCay e a Little Nemo, che arriverà quasi 40 anni dopo (e sono certo che McCay conosceva questi disegni!)

    Rispondi

  6. utente anonimo
    Feb 11, 2009 @ 13:35:00

    da Giuliano.
    molto bello, sono quegli illustratori di cui non si sa il nome ma sembra sempre di conoscerli a fondo.
    Il rimando immediato, per me, è a Winsor McCay e a Little Nemo, che arriverà quasi 40 anni dopo (e sono certo che McCay conosceva questi disegni!)

    Rispondi

  7. zop
    Feb 12, 2009 @ 10:41:00

    peccato che le tavole delle lettere siano solo 20!!! io una tutta alla zZz l’avrei dedicata! 😉
    zzzzzop

    Rispondi

  8. zop
    Feb 12, 2009 @ 10:41:00

    peccato che le tavole delle lettere siano solo 20!!! io una tutta alla zZz l’avrei dedicata! 😉
    zzzzzop

    Rispondi

  9. zop
    Feb 12, 2009 @ 10:41:00

    peccato che le tavole delle lettere siano solo 20!!! io una tutta alla zZz l’avrei dedicata! 😉
    zzzzzop

    Rispondi

  10. annaritav
    Feb 12, 2009 @ 19:07:00

    Neppure io, Amfortas, ero a conoscenza di questa stranezza sulla lettera I. Val la pena di approfondire e, in ogni caso, frugando qua e là in cerca di notizie per i post, si fanno sempre scoperte interessanti. 😉
    Giuliano, sai che era venuto in mente anche a me Little Nemo? Non ho azzardato il paragone nel post, ma il tuo parere mi conforta! 😉
    Zop, se la signora Greenaway ti avesse conosciuto, senza dubbio avrebbe creato una tavola tutta per te! 😉
    Salutissimi a tutti, Annarita

    Rispondi

  11. annaritav
    Feb 12, 2009 @ 19:07:00

    Neppure io, Amfortas, ero a conoscenza di questa stranezza sulla lettera I. Val la pena di approfondire e, in ogni caso, frugando qua e là in cerca di notizie per i post, si fanno sempre scoperte interessanti. 😉
    Giuliano, sai che era venuto in mente anche a me Little Nemo? Non ho azzardato il paragone nel post, ma il tuo parere mi conforta! 😉
    Zop, se la signora Greenaway ti avesse conosciuto, senza dubbio avrebbe creato una tavola tutta per te! 😉
    Salutissimi a tutti, Annarita

    Rispondi

  12. annaritav
    Feb 12, 2009 @ 19:07:00

    Neppure io, Amfortas, ero a conoscenza di questa stranezza sulla lettera I. Val la pena di approfondire e, in ogni caso, frugando qua e là in cerca di notizie per i post, si fanno sempre scoperte interessanti. 😉
    Giuliano, sai che era venuto in mente anche a me Little Nemo? Non ho azzardato il paragone nel post, ma il tuo parere mi conforta! 😉
    Zop, se la signora Greenaway ti avesse conosciuto, senza dubbio avrebbe creato una tavola tutta per te! 😉
    Salutissimi a tutti, Annarita

    Rispondi

  13. utente anonimo
    Feb 13, 2009 @ 09:05:00

    Interessante come sempre e davvero deliziose queste immagini!
    Penso sia stata proprio una gioia ritrovare questo libro di tua figlia.
    Ciao, Annita

    Rispondi

  14. utente anonimo
    Feb 13, 2009 @ 09:05:00

    Interessante come sempre e davvero deliziose queste immagini!
    Penso sia stata proprio una gioia ritrovare questo libro di tua figlia.
    Ciao, Annita

    Rispondi

  15. utente anonimo
    Feb 13, 2009 @ 09:05:00

    Interessante come sempre e davvero deliziose queste immagini!
    Penso sia stata proprio una gioia ritrovare questo libro di tua figlia.
    Ciao, Annita

    Rispondi

  16. annaritav
    Feb 15, 2009 @ 12:52:00

    Sì, Annita, sono quei libri che magari giacciono dimenticati per lungo tempo, ma non perdono il loro fascino 🙂
    Io sono sempre stata curiosa, Giulia e quello che non trovo nella biblioteca di casa, lo vado a cercare in giro. È sempre una caccia da brivido, un piacere pari solo alla soddisfazione di proporre poi a voi le mie scoperte 🙂
    Sono contenta che sia piaciuto anche a te, Paolo 🙂

    Ho aggiunto un P.S. per chiarire il mistero della I, ma come potete leggere, la questione rimane aperta.
    Buona domenica a tutti, Annarita

    Rispondi

  17. annaritav
    Feb 15, 2009 @ 12:52:00

    Sì, Annita, sono quei libri che magari giacciono dimenticati per lungo tempo, ma non perdono il loro fascino 🙂
    Io sono sempre stata curiosa, Giulia e quello che non trovo nella biblioteca di casa, lo vado a cercare in giro. È sempre una caccia da brivido, un piacere pari solo alla soddisfazione di proporre poi a voi le mie scoperte 🙂
    Sono contenta che sia piaciuto anche a te, Paolo 🙂

    Ho aggiunto un P.S. per chiarire il mistero della I, ma come potete leggere, la questione rimane aperta.
    Buona domenica a tutti, Annarita

    Rispondi

  18. annaritav
    Feb 15, 2009 @ 12:52:00

    Sì, Annita, sono quei libri che magari giacciono dimenticati per lungo tempo, ma non perdono il loro fascino 🙂
    Io sono sempre stata curiosa, Giulia e quello che non trovo nella biblioteca di casa, lo vado a cercare in giro. È sempre una caccia da brivido, un piacere pari solo alla soddisfazione di proporre poi a voi le mie scoperte 🙂
    Sono contenta che sia piaciuto anche a te, Paolo 🙂

    Ho aggiunto un P.S. per chiarire il mistero della I, ma come potete leggere, la questione rimane aperta.
    Buona domenica a tutti, Annarita

    Rispondi

  19. ceglieterrestre
    Feb 16, 2009 @ 18:44:00

    Immagini delicate, tanta serenità sempre brava nella tua descrizione.
    Ciao, ieri ho seguito il volo dei gabbiani anche per te…e ho incontrato il principe dei gabbiani…

    Rispondi

  20. ceglieterrestre
    Feb 16, 2009 @ 18:44:00

    Immagini delicate, tanta serenità sempre brava nella tua descrizione.
    Ciao, ieri ho seguito il volo dei gabbiani anche per te…e ho incontrato il principe dei gabbiani…

    Rispondi

  21. ceglieterrestre
    Feb 16, 2009 @ 18:44:00

    Immagini delicate, tanta serenità sempre brava nella tua descrizione.
    Ciao, ieri ho seguito il volo dei gabbiani anche per te…e ho incontrato il principe dei gabbiani…

    Rispondi

  22. PrimoCasalini
    Feb 20, 2009 @ 23:00:00

    Annarita, questa Kate Greenaway sarà vittoriana, ma non eccede in carineria. Ha un suo lieve senso dell’umorismo, che forse ha ispirato la disposizione che hai dato alle immagini, che non sono tutte incolonnate, ma fanno un destra-sinistra molto gradevole.
    Forse saranno i testi ad essere vittoriani, quindi un po’ seriosi e moralisti, e i bambini, di questi aspetti, se ne accorgono subito.
    Ignoravo anch’io la faccenda della i, ma l’ho sempre detto: dagli inglesi, notoriamente affetti da leggere manie su cui sono stati fatti addirittura degli studi, c’è da aspettersi di tutto, anche che se la prendano con le vocali.

    grazie Annarita e saludos
    Solimano

    Rispondi

  23. PrimoCasalini
    Feb 20, 2009 @ 23:00:00

    Annarita, questa Kate Greenaway sarà vittoriana, ma non eccede in carineria. Ha un suo lieve senso dell’umorismo, che forse ha ispirato la disposizione che hai dato alle immagini, che non sono tutte incolonnate, ma fanno un destra-sinistra molto gradevole.
    Forse saranno i testi ad essere vittoriani, quindi un po’ seriosi e moralisti, e i bambini, di questi aspetti, se ne accorgono subito.
    Ignoravo anch’io la faccenda della i, ma l’ho sempre detto: dagli inglesi, notoriamente affetti da leggere manie su cui sono stati fatti addirittura degli studi, c’è da aspettersi di tutto, anche che se la prendano con le vocali.

    grazie Annarita e saludos
    Solimano

    Rispondi

  24. PrimoCasalini
    Feb 20, 2009 @ 23:00:00

    Annarita, questa Kate Greenaway sarà vittoriana, ma non eccede in carineria. Ha un suo lieve senso dell’umorismo, che forse ha ispirato la disposizione che hai dato alle immagini, che non sono tutte incolonnate, ma fanno un destra-sinistra molto gradevole.
    Forse saranno i testi ad essere vittoriani, quindi un po’ seriosi e moralisti, e i bambini, di questi aspetti, se ne accorgono subito.
    Ignoravo anch’io la faccenda della i, ma l’ho sempre detto: dagli inglesi, notoriamente affetti da leggere manie su cui sono stati fatti addirittura degli studi, c’è da aspettersi di tutto, anche che se la prendano con le vocali.

    grazie Annarita e saludos
    Solimano

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