Angie Girl

angie14La serie animata Angie Girl nasce in Giappone nel 1977, dalle storie di Yu Yamamoto,  ma solo nel 1982 approda sugli schermi italiani nel palinsensto del canale Italia  1.
Il titolo originale è Joe Heika no Petite Angie (letteralmente: La Piccola Angie di Sua Maestà) e con i suoi 26 episodi conquista rapidamente l’attenzione dei giovani spettatori.L’ambientazione è la Londra vittoriana della seconda metà ‘800, con le sue serate nebbiose, i quartieri eleganti e quelli di dubbia fama, le carrozze che avanzano con gran strepito sull’acciottolato sotto il fioco lume dei lampioni a gas.

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Protagonista è appunto la dodicenne Angie, una ragazzina bionda di ottima famiglia che vive con la nonna, lady Barbara, ed ha come migliori amici il coetaneo Frank, figlio del cocchiere di casa, e il suo pacifico e grosso cane Ron Ron. Indossa sempre, chissà perché, una gonna a pois e la sua caratteristica principale è il possedere un fiuto infallibile nel risolvere misteri e smascherare criminali.

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Tutto ha inizio nel momento in cui Angie, grazie al proprio formidabile intuito, si mette sulle tracce dell’astuto ladro che ha rubato il diadema della regina Vittoria e lo incastra grazie a pochi e semplici indizi, con coraggio e idee brillanti. La regina in persona la riceve per ringraziarla e le conferisce una medaglia.

Da quel momento in poi Angie diventa un’abituale collaboratrice di Scotland Yard, rappresentato nel cartone animato dal corpulento e burbero ispettore Jackson e dal suo giovane assistente, l’agente Michael.

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Comprensibilmente l’ispettore è abbastanza seccato dall’intrusione della nobile adolescente, sbuffa e borbotta, deve sopportare persino che il suo aiutante Michael manifesti apertamente tutta l’ammirazione per l’acume di Angie, tuttavia si trova ogni volta costretto ad ammettere che senza il determinante contributo dell’intraprendente ragazzina le indagini avrebbero condotto all’arresto del colpevole…sbagliato.

Vista con occhi adulto la serie poteva suscitare un certo ironico divertimento. Quando mai una  nonna di metà Ottocento (ma anche dei giorni nostri) avrebbe consentito alla nipotina dodicenne di scorazzare giorno e notte per Londra, sin nei quartieri malfamati, sulle tracce di ladri, falsari, imbroglioni? E poi questa Angie non aveva una scuola da frequentare e altre occupazioni più adatte alla sua età?

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Obiezioni sensate, ma agli occhi dei giovani spettatori Angie era un personaggio affascinante proprio per l’indipendenza e la libertà d’azione di cui godeva, e in buona parte anche per il fatto di essere tenuta in grande considerazione dagli adulti.

Inoltre negli episodi non c’era mai violenza manifesta, il tutto avveniva tra colpi di scena, divertimento e suspence fino all’immancabile lieto fine, dovuto alla grande abilità di Angie di servirsi di poche tracce o di labili indizi grazie ai quali elaborare il piano più adatto e  arrivare ad intuire il meccanismo del crimine.

Angie Girl
Naturalmente non vi parlo di un capolavoro, ma indubbiamente si è trattato di una serie che ha lasciato il segno nell’immaginario egli spettatori, oggi trentennni e quarantenni.
Anche un po’ più grandi, io stessa seguivo con mio figlio le avventure della bionda detective improvvisata e ci divertivamo parecchio insieme.

Le bambine giudicavano molto affascinante il giovane agente Michael, lunghi capelli biondi e occhi azzurri, e a volte si aveva l’impressione che potesse esserci del tenero tra i due, ma sono solo illazioni, Michael pensava soprattutto alla carriera!

Angie e MichaelPer essere completamente sincera devo anche sottolineare i difetti della serie: i disegni non avevano una grafica molto accurata e una rapida ricerca qui  mi ha confermato che in effetti uno stesso attore doppiava due personaggi (Monica Cadueri prestava la voce sia a Angie che a lady Barbara, Leo Valeriani sia all’ispettore Jackson che a Michael).
Nella sigla di coda venivano inserite scene dell’episodio successivo.

Non esiste una versione manga della storia, che potrebbe derivare dal libro di Hilary Bailey, Le strane avventure di Charlotte Holmes, sorella di Sherlock.
L’autrice, nata in Inghilterra nel 1936 e residente a Londra, ha un vero talento per la cosiddetta fantastic fiction; nella sua bibliografia, oltre al libro che ho citato, si trovano La moglie di Frankenstein, Miles e Flora (sequel de Il giro di vite di Henry James), Mrs Rochester (sequel di Jane Eyre di Charlotte Bronte)

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8 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. sgnapisvirgola
    Ott 04, 2008 @ 20:37:00

    In somma una Jessica Fletcher in miniaura con vestito a pois che la Fletcher non metterebbe mai. La cosa che mi ha sempre infastidita nei cartoni giapponesi è la fissità delle immagini mosse solo dal luccichio ad intermittenza degli occhi.
    Mi fa anche un po’ impressione:)
    Sempre godibili i tuoi post Anna.
    Buon w.e.

    Rispondi

  2. annaritav
    Ott 05, 2008 @ 09:56:00

    Grazie e te, un bacione.
    Annarita 😉

    Rispondi

  3. utente anonimo
    Ott 05, 2008 @ 10:00:00

    Ho deciso, faccio outing: ebbene sì, anch’io maschietto guardavo Angie… e mi piaceva!!!
    Mai come Conan, il ragazzo del futuro… ma questa è un’altra storia.

    Ciao Annarita

    P.s. sempre freschi i tuoi spunti, brava!

    Paolo

    Rispondi

  4. utente anonimo
    Ott 06, 2008 @ 22:46:00

    Purtroppo non guardavo molti cartoni giapponesi, e quelli che guardavo erano (a parte l’ironico Lupin III) spaziali e violenti. Mi procurerò un DVD di Angie per mia figlia, che si chiama per l’appunto Angelica.
    Grazie dello stimolo, come sempre corredato d’una scheda vivacissima.
    Màz
    PS L’altra figlia l’abbiamo battezzata ieri: Laura Chiara Domitilla. Domitilla l’ho aggiunto io, in limine: era il nome che avrei scelto, non si fossero le altre famigliari a maggioranza, ed è pure il nome della mamma di Solimano, ho appreso di recente.

    Rispondi

  5. woodstock74
    Ott 10, 2008 @ 08:43:00

    Sì, seguivo anch’io Angie, e devo ammettere che anche se non era il mio preferito mi ci divertivo parecchio.

    Qualcuno sopra ha citato Conan, ma lì siamo davvero su tutto un altro livello. Doppiaggio a parte (che era proprio casereccio, con gli stessi doppiatori a fare due o tre personaggi) Conan rasentava il capolavoro…

    Rispondi

  6. annaritav
    Ott 11, 2008 @ 07:26:00

    Auguri per la piccola, Maz, Domitilla è un bel nome, sa di antico e di nobile. Grazie a Giulia, sempre carina, e a Barbara, che condivide la passione per Conan con Paolo.
    Buon fine settimana a tutti.

    Rispondi

  7. Palazzi Marco
    Ago 28, 2017 @ 15:53:44

    Ciao Annarita! Scusa, se solamente ora lascio un commento sulla tua bella Rubrica…. Ma ammetto di averla scoperta, solamente di recente…. Comunque, anch’io sono sempre stato un Grande Appassionato di Angie e da piccolo, mi divertivo sempre a Guardarla con Passione! Conan il Ragazzo del Futuro, era un Autentico Capolavoro sotto tutti i punti di vista specie per l’Epoca! Anche se ovviamente non reggerebbe il confronto, con quelli del giorno d’oggi (Scusate l’ovvietà….)! Hayao Miyazaki è sempre stato un genio! Ma Angie Girl, anche se aveva degli evidenti difetti grafici, per me rimane comunque un capolavoro sotto l’aspetto avventuroso, delle indagini ispirate alla Tecnica Investigativa dell’Insuperabile Sherlock Holmes e dall’Acume e dalla Grande Simpatia di questa Ragazzina Molto Affascinante ed Intelligente! In quanto alla sua gonna a pois, si può dire che era strana per l’Inghilterra Vittoriana della Seconda Metà dell’Ottocento! Anche perché non credo che all’epoca avrebbero permesso a qualche Ragazza di indossare qualcosa del genere che sarebbe stata considerata da tutti un bel po’…. Pacchiana! Semplicemente penso che, guardandola nella sua interezza, Engie, anche se la serie era ambientata nella Londra di fine 19° secolo, era semmai vestita secondo la moda di fine anni settanta del 20° secolo! Infatti, sulla maglia bianca indossava qualcosa che andava parecchio in quel periodo e cioè il Gilè! Ed inoltre come parecchie Ragazze dell’Epoca, gonna lunga fino al ginocchio e stivali, piacevano parecchio da quel che ricordo! Quindi semmai, siamo di fronte ad un vero anacronismo della moda! Ma penso anche che sia stata fatta apposta dagli autori questa visione della Nostra Simpatica Eroina, per facilitare sicuramente l’Identificazione tra Angie e le Ragazze del Periodo! E facilitare così anche, un possibile successo della serie come poi è avvenuto Comunque! Ricapitolando, anche se dal punto di vista grafico non è propriamente un capolavoro purtroppo…. Per il resto, mi è Piaciuto Molto questa serie per i Motivi che ho già ascritto e quando posso, cerco di rivedermela e di gustarmela, come facevo in quel lontano periodo!

    Ciao Annarita! Ottima Rubrica Davvero!
    Ciao ed alla prossima

    Rispondi

  8. annaritaverzola
    Ago 28, 2017 @ 17:01:12

    Ciao Marco, che bel commento articolato! Mi fa piacere che anche tu abbia un gradevole ricordo di questa serie ingenua e fresca che ci ha fatto compagnia in tanti pomeriggi. Grazie per i complimenti e a presto!

    Rispondi

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