Elynora

Ci sono una madre e un figlio in questo libro, Francesca e Orlando, che vivono la loro semplice vita in una piccola casa sulla baia di Elynora. La baia piace molto ai ragazzi del posto, le sue acque sono tranquille e sicure, facili da navigare nel migliore dei modi, con una zattera fatta di rami di salice. Una leggera brezza sospinge attraverso la baia chiunque si metta in mare e a volte fino all’estremo limite, a un passo dall’oceano aperto.
L’acqua della baia è così trasparente che si può vedere il fondale con i suoi pesci buffi e strani, come fossero colorati dai pastelli di un bambino.
Orlando sa che ogni tanto qualcuno compie un viaggio su una zattera attraverso la baia fino all’oceano aperto e da lì non torna più. Perché su Elynora, in cui sbocciano i fiori più originali e rigogliosi, nessuno finisce sottoterra.
Orlando lo sa bene e ogni volta guarda scruta l’oceano con attenzione, perché sa che si prende e si porta via qualcuno che lui ha conosciuto. Lo ha fatto anche con Elmo, il suo vecchio cane.
Il giorno in cui ha visto la zattera di Elmo allontanarsi e sparire nell’oceano, Orlando ha creduto che ogni azione quotidiana non sarebbe stata più la stessa, persino respirare era diventata una fatica, ma la mano della mamma lo aveva stretto forte e portato fuori da quel faticoso sforzo.
Adesso Orlando naviga la baia ogni giorno e Francesca lo segue con lo sguardo dappertutto, come solo una mamma sa fare. “Gli occhi di una madre sono diversi dagli occhi di chiunque altro. Gli occhi di una madre possono vedere il figlio ovunque. Possono vederlo nel buio, nella nebbia, perso nel fitto della più folta foresta, non importa dove sia e quanto sia lontano, o quanto possa allontanarsi, non importa che sia felice o triste: una madre riesce sempre a vedere il suo bambino.” (pag.10)
E Francesca guarda Orlando con attenzione, quando è vicino a lei, in casa sempre affamato, e quando è lontano sulla baia in cerca di Elmo.
Sì, perché Orlando è convinto che l’oceano non se lo sia portato via e ogni giorno conduce Francesca sulla spiaggia a guardare l’orizzonte, laggiù in un punto lontano c’è la zattera, lui la vede bene e si stupisce che sua madre non ci riesca. Forse lei non vuole vederla. Francesca vorrebbe aiutarlo, ma sa che dal mondo di sotto non si ritorna.
Eppure Orlando, testardo, si avventura ogni giorno nella baia, verso l’oceano aperto, e pensa al mondo di sotto perché gli hanno detto che è esattamente come il mondo di sopra. Alberi, fiori, case e vie come a Elynora. Solo che là sotto più nessuno è vivo, non si mangia, non si ride, non si sente l’acqua fredda della baia.
Spinto dalla corrente Orlando si allontana sempre più, Francesca continua a gaurdarlo, ma la sua voce triste e impaurita non lo può più raggiungere in quello spazio senza più un principio e una fine.
Orlando riapre gli occhi sulla spiaggia, svegliato dalla festosa accoglienza di Elmo. Riconosce ogni albero, ogni via, ogni casa, ma se c’é Elmo con lui, significa solo una cosa.
Gli abitanti del mondo di sotto gli si fanno intorno amichevoli e un po’ timidi, Elmo ne riconosce molti. Un rumore improvviso, un gorgoglìo strano, stupisce tutti. Non si può sentire un rumore così nel mondo di sotto. È il rumore di uno stomaco affamato che reclama e ciò può significare una cosa sola.
Tutti sono lieti che si sia verificato il magico evento, perché un vivo che trovi il varco fino al mondo di sotto può tornare a Elynora portando con sé uno di loro. Attraverso sentieri di fiori colorati Orlando viene condotto in una radura che a Elynora non ha mai visto, rigogliosa di frutti deliziosi. Orlando può saziarsi e tutti lo guardano speranzosi, in attesa della sua decisione. Chi risalirà con lui a Elynora? Ma Orlando non sa e non può farlo, è la decisione più dura della sua vita. All’improvviso tutti si allontanano, perché arriva Francesca. Orlando è felice e le offre i frutti, ma sua madre non ha fame. All’improvviso capisce che cosa abbia fatto per ritrovarlo e i suoi dubbi cadono. Porterà indietro sua madre e lei porterà indietro lui. Nessuno è triste o arrabbiato per la sua scelta, è la più naturale. “Come spesso succede, l’uno salva l’altro.” (pag.41)
La forza dell’amore materno nella riproposizione di un metaforico viaggio nell’aldilà, che trascende la realtà con immagini poetiche e piena di dolcezza, tessendo una trama in cui mito e realtà,  magia e quotidiano si intrecciano fra vari accadimenti e personaggi. Non ci sono tristezza e paura in questa delicata storia uscita dalla penne di Daniel Wallace con la traduzione e le illustrazioni di Daniela Tordi.
Daniel Wallace è uno scrittore statunitense famoso per le sue storie dedicate a un pubblico adulto. “Big Fish: A Novel of Mythic Proportions”, da cui Tim Burton nel 2003 ha tratto il film “Big Fish – Le storie di una vita incredibile”; “Il re dei cocomeri” e il più recente “Mr. Sebastian e l’ombra del diavolo”
Questo è il suo primo approccio al mondo della narrativa per ragazzi.

ElynoraAutore: Daniel Wallace
Traduzione e disegni: Daniela Tordi
Editore: Falzea
Collana: Libri illustrati
Anno: 2008
Prezzo: € 12,50
Pagine: 44
Età consigliata: 11-13 anni

Spiderwick – Le cronache

Se sua madre (Mary Louise Parker, assai credibile) è nevrotica e stressata perché sta divorziando e il nuovo lavoro l’assorbe completamente, se sua sorella Mallory  (l’energica Sarah Bolger) è una quindicenne tanto abile con le parole quanto con il fioretto, se il suo gemello Simon è un tipo che non vuole complicazioni e pensa solo ai propri animali, che altro  può capitare al tredicenne Jared Grace ?(Freddie Highmore, che interpreta con bravura anche il gemello Simon)

I fratelli GraceI fratelli Grace

Di essere obbligato a lasciare la vita di New York per finire in una tetra casa nel New England, ereditata dalla prozia Lucinda, finita in manicomio.

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Una casa non proprio attraente

Cupa e piuttosto fatiscente, la casa sperduta nella natura non sembra proprio il punto di partenza ideale per ricostruire insieme un’esistenza più tranquilla, soprattutto a causa della costante tensione che c’è tra Jared e la madre, alla quale egli attribuisce la colpa della separazione dall’amato padre, inseguito per telefono con la speranza di un incontro che si rivelerà sempre più improbabile.

famiglia

Interno di famiglia con problemi

E proprio a causa del suo atteggiamento di totale ribellione Jared viene accusato delle stranezze che accadono in casa, interpretate come sue vendette.

Jared non conosce altra difesa che la solitudine e la soffitta di casa Spiderwick è un posto troppo invitante.

il libro

Guida Pratica di Arthur Spiderwick al Mondo Fantastico che Vi Circonda

Da qui partono le avventure che coinvolgono a uno a uno tutti membri della famiglia. A incominciare da Jared  che rinviene, accuratamente nascosto in una cassa, uno strano libro dal titolo “Guida Pratica di Arthur Spiderwick al Mondo Fantastico che Vi Circonda”. Quelle pagine fitte di scrittura e di disegni sono il risultato di anni e anni di lavoro del prozio Arthur Spiederwick (David Strathaim che mi è sembrato un po’ spaesato), padre di Lucinda (la sempre brava Joan Plowright), alla cui realizzazione egli ha sacrificato tutto, dalla propria vita all’amore per la figlia. È un ricchissimo manuale che insegna a mettersi in contatto con le fantastiche creature che vivono nei dintorni: folletti, fate, troll, silfidi, grifoni alati, goblin.spiderwick7

Un tale, ricco manuale è troppo prezioso, Arthur lo sapeva bene, ed è stato necessario proteggerlo dalle mire del perfido e mostruoso orco Mulgarath (un perfido e subdolo Nick Nolte) , il cui scopo sarebbe, una volta divenuto padrone del libro, dominare tutte le creature fantastiche e gli uomini.

Mulgarath

Mulgarath

Con l’aiuto del buffo Thimbletack, un brownie ghiotto di miele (che, quando si arrabbia, diventa un bogarth verde come l’incredibile Hulk), Il browniedell’esilarante Maistrillo e del grifone

alato (che ricorda un po’ il Drago della Fortuna Fuchur dell’indimenticabile “La storia infinita”), Jared ingaggia una lotta sempre più serrata contro il male rappresentato da Mulgarath  e avrà bisogno di tutta la sua famiglia per portare a termine la missione, che culminerà in una lotta all’ultimo vasetto di salsa di pomodoro nella cucina della casa.

Thimbletack

Il film è tratto dai  libri che compongono la serie delle Cronache di Spiderwick, opera di due autori, la scrittrice Holly Black e l’illustratore Tony Di Terlizzi. I cinque titoli sono:

·  l libro dei segreti1

·  La pietra magica2

·  Il segreto di Lucinda3

·  L’albero d’argento4

·  L’ira di Mulgarath5

La regia è di Mark Waters e l’inizio del film può far pensare alle atmosfere un po’ cupe di Tim Burton, la casa ne è senza dubbio un ottimo esempio. La sceneggiatura è un concentrato dei testi che compongono la saga, la scenografia è accattivante e il resto dell’opera lo fanno gli effetti digitali targati Industrial Light & Magic di George Lucas, che io non ho trovato poi così debordanti, come qualcuno ha ritenuto, ma adatti a sostenere la fantasia dello spettatore nell’universo fantastico che si cela dietro il manuale di Arthur Spiderwick.

Locandinawww.comingsoon.it/video.asp

È una storia assai movimentata, che fa pensare più a “Un ponte per Terabithia” che a “Le cronache di Narnia: Il leone, la strega e l’armadio”, per la sua ambientazione nella realtà, a tratti pecca di eccessiva confusione nel senso di esagitazione e di fracassone ria, ma che pure sa trattare la crisi familiare dei giovani Grace senza scivolare nel patetico e rende credibilmente la ritrovata unità familiare di fronte al pericolo, fino al chiarimento finale di madre e figlio tra mezze verità e mezze bugie nascoste e dette a fin di bene.

LucindaLucinda

Molti e godibili i momenti quasi horror, ma di quello che spaventa senza sconvolgere.

Il prozio Arthur

Arthur Spiderwick

Nel febbraio di quest’anno è uscito l’immancabile videogioco ispirato al film

grace-family-spiderwick-videogame


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