Il cono di luce sul pavimento

Rivedo la cucina con il lampadario che diffonde una luce soffusa e getta un cono di luce sul pavimento. È sera, mio padre è rientrato dal lavoro e viene a sedersi al tavolo; legge il giornale mentre mia madre prepara la cena. Io sono accoccolata sul pavimento a mattonelle bianche e nere e senza indugio salgo sulle sue ginocchia, mi intrufolo tra lui e il quotidiano. Ascolto il fruscio delle pagine, aspiro l’odore di inchiostro, indico le fotografie e pazientemente mio padre mi spiega che cosa rappresentino. Poi aspetto che lui smetta di leggere per prendere il giornale e stenderlo sul pavimento, sotto il cono di luce. Osservo quegli strani segni, più grandi o più piccoli, più spessi o più sottili, e mi stupisce enormemente che mio padre li capisca. Lui deve essere un grande mago, non ho dubbi.
Il giornale è di nuovo lì, steso sul pavimento nel cono di luce del lampadario, e quei segni ora piccoli ora grandi, ora leggeri ora marcati, non sono più un mistero. Sono diventati lettere, si uniscono e danno vita a oggetti che posso raffigurarmi, a pensieri che posso comprendere.
Ho un ricordo intensissimo del grande senso di potere che ha accompagnato la scoperta della lettura e dell’immenso piacere scaturito dalla possibilità di servirmi delle parole scritte per comunicare ad altri ciò che pensavo, per trasmettere sensazioni ed emozioni.
Fu allora che incomincia a leggere e a scrivere ogni giorno. Si può dire che non abbia mai smesso.
Ma mio padre per me restò per sempre il grande mago che conosceva la magia delle parole, lui che pure aveva potuto frequentare solo la scuola elementare, ma era avido di conoscenza e non perdeva occasione per imparare.
E come era orgoglioso di me, i  suoi complimenti i più belli.
Non gli ho mai raccontato questo ricordo, e adesso che non posso farlo più, mi dispiace tanto.
magritte
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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. amfortas
    Nov 09, 2007 @ 20:13:00

    Sai una cosa?
    Mi hai rammentato che mio padre, che non ha avuto l’opportunità di studiare, quando aveva 40 anni leggeva il Leonardo che, mi pare, era una specie di prontuario di cultura generale.
    Ecco, io ho cominciato da lì, direi.
    Oggi papà ha 83 anni ed è curioso più di me, ancora e sempre un esempio.
    Ciao.

    Rispondi

  2. babilonia61
    Nov 10, 2007 @ 19:55:00

    Nella sua immensa semplicità ha una profonda verità.
    La buona lettura, amio avviso, e alla base di un buon vivere.
    Felicità

    Rino, rileggendo

    Rispondi

  3. PrimoCasalini
    Nov 11, 2007 @ 15:34:00

    Sai una cosa che devi fare, Annarita? Ricordare che tuo padre, mentre faceva così, provava molto piacere nel farlo, e questo piacere glielo hai regalato tu, senza sapere di regalarglielo. Uno scambio reciproco di doni, cosa da esserne fieri, non malinconici, cose vive e possibili nel qui e ora.

    saludos
    Solimano

    Rispondi

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