Gian Burrasca ha cent’anni

Copertina_Gian BurrascaIl giornalino di Gian Burrasca
Vamba
Giunti Junior Firenze 2007
€ 8,90

Non li dimostra e li porta molto bene, il celebre monello creato da Luigi Bertelli, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Vamba, dal nome di un buffone, personaggio dell’ Ivanhoe di Walter Scott.
Vamba nacque a Firenze nel 1858 e vi morì nel 1920, anno in cui l’editore Bemporad pubblicò in volume le avventure di Giannino Stoppani, comparse a puntate tra il 1907 e il 1908 sul “Giornalino della Domenica”, rivista per ragazzi fondata dallo stesso Bertelli nel 1906 e alla quale collaborarono grandi firme della letteratura italiana di quel periodo quali Gabriele D’Annunzio, Emilio Salgari, Giovanni Pascoli, Edmondo De Amicis, Grazia Deledda, Luigi Capuana, Ugo Ojetti, Renato Fucini, e famosi illustratori come Sergio Tofano e Filiberto Scarpelli, oltre alle presenza delle rubriche fisse di Giuseppe Fanciulli (Mastro Sapone e il suo “Libro dei perché) e Ermenegildo Pistelli (l’immaginario studente Omero Redi che scrive “pìstole” al Direttore nelle quali espone vizi e virtù, difetti e contraddizioni della scuola italiana). Il giornalino fu un’innovazione nel panorama delle pubblicazioni per ragazzi e Vamba ne fece anche uno strumento di propaganda politica irredentista.

Gian Burrasca è lo pseudonimo con il quale in famiglia viene chiamato Giannino, il pestifero ultimogenito dei coniugi Stoppani, croce e delizia delle sorelle maggiori Ada, Luisa e Virginia, ragazze della buona borghesia alle prese con i problemi comuni alle giovani in età da marito.
La storia si svolge negli anni Dieci del 1900 nella Roma umbertina ed è scritta in forma di diaro perché, ci informa Giannino all’inizio, è il dono della sua cara mamma per il suo nono compleanno, che cade il 20 settembre 1905, anniversario dell’ingresso delle truppe italiane in Roma.
“…Ah, sì! La mia buona mamma me ne ha fatto proprio uno bello, dandomi questo giornalino perché ci scriva i miei pensieri e quello che mi succede. Che bel libro, con la rilegatura di tela verde e tutte le pagine bianche che non so davvero come farò a riempire ! Ed era tanto che mi struggevo di avere un giornalino mio, dove scriverci le mie memorie, come quello che hanno le mie sorelle Ada, Luisa e Virginia che tutte le sere prima di andare a letto, coi capelli sulle spalle e mezze spogliate, stanno  a scrivere delle ore intere. Non so davvero dove trovino tante cose da scrivere, quelle ragazze! “.
Sin dalle prime pagine del diario Giannino annota le marachelle di ogni genere che riesce a combinare, sempre stupefatto che le proprie azioni, improntate alla sincerità e all’amore per la giustizia, finiscano per procurargli castighi a non finire. Infatti Giannino non è un ribelle, un discolo senza cervello; è un ragazzino che esamina attentamente il comportamento degli adulti, ci ragiona sopra e ne trae logiche conseguenze, senza rendersi conto che i disastrosi effetti dei suoi comportamenti non derivano dalla sua cattiveria, ma dall’ipocrisia con cui gli adulti ammantano le loro azioni.
Copia uno stralcio del diario di Ada e riesce a mandare a monte il progetto matrimoniale che la signora Stoppani ha fatto per lei, consegna a rispettivi destinatari le fotografie con irriverenti commenti delle sorelle inducendoli a disertare la loro festa da ballo, offende la zia Bettina rivelandole che le sue nipoti si vergognano di lei e del suo ridicolo abbigliamento e poi cerca di farle cosa gradita spingendo fuori dal vaso l’amata pianta di dìttamo come fosse miracolosamente cresciuta in breve tempo. Per istruire gli zotici ragazzetti di campagna, improvvisa uno zoo domestico tingendo e camuffando gli animali del contadino del vicino podere; e per festeggiare il matrimonio di Luisa con il dottor Collalto gli attacca alle code del frac una girandola e le da fuoco. E via di questo passo, in una succedersi di fatti e fatterelli che agli occhi di Giannino appaiano di una semplicità e di una linearità lapalissiane eppure gli procurano cinghiate e castighi a più non posso.
“La sinfonia è sempre questa: i ragazzi devono portar rispetto a tutti, ma nessuno è obbligato a portar rispetto ai ragazzi… E questo lo chiamano ragionare; e con questo credono di persuaderci e di correggerci!…”  (pag.89)
Finché tante marachelle lo condannano alla triste permanenza nel collegio Pierpaoli, nelle grinfie della ridicola e terribile coppia costituita dalla direttrice signora Geltrude e da suo marito Stanislao, che i ragazzi ribattezzano Calpurnio, dal nome del console Romano Lucio Calpurnio Bestia, al solo scopo di deriderlo senza che il meschino se ne avveda. Ma neppure il tetro collegio Pierpaoli può vincere la solare vivacità di Giannino il quale, ben lungi dall’essere “educato” diviene piuttosto il capo della società segreta Tutti per uno e uno per tutti  e conduce brillantemente i suoi alla ribellione che culmina con la vittoriosa conquista della pappa col pomodoro al posto della disgustosa minestra ottenuta con la risciacquatura dei piatti.
Tuttavia per Giannino la lezione è dura… “Ma l’esperienza, purtroppo, mi avvertiva che i piccini, di fronte ai più grandi, hanno sempre torto, specialmente quando hanno ragione.” (pag.191).

Proprio in occasione del centenario della nascita di Gian Burrasca, Cooper Editore ripropone “A bad boy’s diary. La vera storia di Gian Burrasca” libro per ragazzi dell’autrice americana Metta Victoria Fuller Victor, pubblicato negli stati Uniti nel 1888 con lo pseudonimo di Walter T. Grey e proposto in Italia proprio dall’editore Bemporad nel 1911. C’è chi sostiene che questo romanzo sia la fonte non dichiarata dell’opera di Vamba e chi invece afferma che  lo scrittore toscano si sia ispirato proprio ad esso utilizzandone addirittutra le prime cinquanta pagine.

Nel 1965 incontrò un grosso successo di pubblico lo sceneggiato televisivo di Lina Wertmüller con Rita Pavone nei panni di Gian Burrasca, spelndidamente affiancata da grandi interpreti: Valeria Valeri (la mamma), Ivo Garrani (il papà), Milena Vukotic (Virginia), Arnoldo Foà (l’avvocato Maralli), Paolo Ferrari (il sig. Collalto), Elsa Merlini (la zia Bettina), Bice Valori e Sergio Tofano (Geltrude e Stanislao Pierpaoli). Nino Rota compose le musiche dello sceneggiato, tra le quali la celeberrima “Viva la pappa col pomodoro”.

Letterelettriche Edizioni

Casa Editrice digitale - E-books store

The Victorianist: BAVS Postgraduates

British Association for Victorian Studies Postgraduate Pages, hosted by Danielle Dove (University of Surrey) and Heather Hind (University of Exeter)

Mammaoca

Fiabe integrali e poco altro. Si fa tutto per i bambini

La Fattoria dei Libri

di Flavio Troisi, scrittore e ghostwriter

strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il cavaliere della rosa

Un blog orgogliosamente di nicchia: opera, ricordi e piccole manie di un improvvisato collezionista

Butac - Bufale Un Tanto Al Chilo

Bufale Un Tanto Al Chilo

Romanticism and Victorianism on the Net

Open access Journal devoted to British Nineteenth-Century Literature since 1996

giuseppecartablog

Tutto inizia sempre da adesso in poi

Iridediluce

“I libri si rispettano usandoli.” U. Eco

Parole Infinite

Articoli, commenti, considerazioni su libri, film e molto altro. Una Community della parola.....

Mix&Match

Dalla provincia, con amore

farefuorilamedusa

romanzo a puntate di Ben Apfel

NonSoloProust

Il blog di Gabriella Alù

il blog di Gianmarco Veggetti

...SOTTO A CHI TOCCA...

In-Folio

Lettura Studio Editoria Traduzione