Poldino

Poldino viveva in una piccola città ed era giudicato da tutti un po’ strambo. Per essere precisi, i parenti lo consideravano un po’ tonto, i conoscenti e gli amici quasi un extraterrestre. Tutto era cominciato nella sua infanzia…

Se il babbo diceva a Poldino di non menare il can per l’aia, lui correva alla fermata del filobus, prendeva il 52 e andava in periferia alla cascina della nonna; lì provvedeva a incatenare il cane alla cuccia, dispiaciuto di non poterlo più portare in giro qua e là. Quando il nonno, stanco dopo una giornata di lavoro in campagna, rincasava lamentandosi per la fatica e minacciava di

piantare capra e cavoli, Poldino siCasa Diroccata e Campagna alzava all’alba e si appostava nel campo, curioso di vedere come avrebbe fatto il nonno a piantare la capra Nenè nel terreno e soprattutto a farcela restare. Se la nonna gli spiegava che per tener lucidi tutti quegli arnesi di rame in cucina ci voleva troppo olio di gomito, Poldino si muniva di bottiglia e imbuto e andava in giro per il vicinato, a chiedere se qualcuno ne avesse in più da prestarle.

Una volta Poldino era andato dall’ortolano per comprare un chilo di pomi d’Adamo; un’altra volta era corso a nascondere il lavoro di cucito della sorella, inorridito dopo averla sentita esclamare che quell’occupazione le faceva venire la barba. E poi c’era stata quella volta in cui la mamma aveva detto che la signora Lucia parlava con i piedi e Poldino aveva tenuto d’occhio la vicina per giorni e giorni, sperando di vedere un tale fenomeno.

Da tutto ciò non si fatica a comprendere come mai i parenti lo considerassero un po’ tonto.

Scuola Media MaceroneDopo aver cominciato a frequentare la scuola, le cose non erano migliorate. Le maestre dicevano ai suoi genitori che non era proprio un’aquila e Poldino supponeva che fossero impazzite; un ragazzino e un rapace non si somigliano per niente! Quando alla scuola Media la professoressa di matematica lo aveva rimproverato di scaldare il banco, Poldino si era offeso molto perché non si era mai permesso di accendere un fuoco in classe. Al liceo Poldino aveva offerto generosamente tutti i muri di casa propria a Luigi, che non sapeva dove sbattere la testa con il latino; e dopo aver sentito le compagne dire di Chiara che aveva troppi grilli per la testa, la evitava accuratamente perché quegli animaletti gli facevano senso. Infine Poldino aveva abbandonato la scuola il giorno in cui il professore di francese gli aveva urlato di prendere la porta e andarsene: lui, mogio mogio, l’aveva tolta dai cardini e se l’era portata via a spalla.

Così aveva cercato lavoro presso un gommista, dopo aver letto sul giornale sportivo che per la sua squadra del cuore la ruota della fortuna aveva ripreso a girare; quale posto migliore per procurarsene un’altra, caso mai si fosse bucata? E ben presto aveva smesso di curare il giardino del generale Ferrari; questi un giorno gli aveva confidato di non digerire la famiglia della casa accanto e Poldino considerò più prudente evitare quel cannibale.

Non è difficile comprendere da tutto ciò perché conoscenti e amici lo considerassero un extraterrestre.

Fu un brutto giorno per lui quello in cui il babbo lo rimproverò di avere la coscienzaragazza_alla_finestra sotto la suola delle scarpe perché li faceva tribolare con le sue stranezze. Poldino si tolse delicatamente le scarpe, pieno di rimorsi, e andò a meditare nel parco.
Era talmente assorto che si scontrò con una ragazza e le fece cadere tutti i pacchetti che aveva in mano. Belinda, così si chiamava la fanciulla, gli sorrise dolcemente e non si arrabbiò per nulla. Poldino rimase colpito dal suo viso luminoso e senza trucco e lei gli spiegò che amava mostrarsi così, all’acqua e sapone. Poldino le rivelò di apprezzare molto quella sua predilezione per la pulizia e passeggiarono per ore, chiacchierando piacevolmente. Quando Belinda gli confidò di aver rinunciato a fare l’attrice perché preferiva vivere nell’ombra, Poldino badò bene a condurla solo nei viali più riparati dal sole. Trascorsero insieme un bel pomeriggio e quando si lasciarono gli disse che era proprio spiritoso e le sarebbe piaciuto rivederlo.Tornato a casa, Poldino si confidò con la sorella, la quale gli spiegò che sarebbe stato sicuro di amare una ragazza quando si fosse accorto di pendere dalle sue labbra. Poldino si spaventò, Belinda aveva  labbra così piccole e delicate! Si incontrarono di nuovo il giorno del compleanno di Belinda, e Poldino si presentò con un mazzo di fiori ed un ombrello, perché lei gli aveva detto per telefono che stava ricevendo una pioggia di auguri.

Rue_CorotBelinda capì al volo la situazione e rassicurò Poldino che la faccenda non era poi così grave, anzi, secondo lei, prendere tutto alla lettera era molto divertente. Poldino si sentì tanto felice e decise di fare il postino; chiese a Belinda di sposarlo e andarono a vivere in una casetta nel cuore della città, come piaceva a lei, anche se lo aveva sfiorato il dubbio che la notte avrebbero dormito male, a causa dei battiti.

 

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5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. PaulTemplar
    Lug 06, 2007 @ 06:19:00

    Un piccolo gioiello.
    Ciao,prof e fortunati i tuoi alunni.
    🙂
    Paul

    Rispondi

  2. annaritav
    Lug 06, 2007 @ 07:49:00

    @ mullahnasrudin
    Benvenuto e grazie. Ho letto con piacere le tue “Facezie, divagazioni e stupidaggini” trovandovi molto della fantasia e della creatività di cui spesso scrivo. Buona giornata.

    @ PaulTemplar
    Ti ringrazio. Anche se sono passata al lavoro di segreteria, ancora mi rendo conto bene di quale sia la situazione della scuola in aula e ti assicuro che per la fantasia c’è sempre meno posto, purtroppo.

    Rispondi

  3. sgnapisvirgola
    Lug 06, 2007 @ 22:53:00

    Ma che tenerezza questo racconto. E’ pieno d’amore:)
    Ciao Belinda innamorata, un bacione.

    Rispondi

  4. amfortas
    Lug 07, 2007 @ 09:18:00

    Ma che bello!
    Dici che per la fantasia non c’è posto?
    È una tragedia, altrochè…
    È l’unica compagna di giochi anche per noi grandi no?
    Ciao 🙂

    Rispondi

  5. annaritav
    Lug 09, 2007 @ 09:22:00

    @ sgnapisvirgola
    Grazie, sei sempre carina, un bacione!

    @ amfortas
    Hai ragione, diamoci da fare perché non sia così! Buona giornata 😉

    Rispondi

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