Il vampirino di Bomarzo

In provincia di Viterbo c’è il paese di Bomarzo, famoso per il magnifico Sacro Bosco che Vicino Orsini volle farsi popolare di mostruose e fantasiose creature di pietra dall’architetto  Pirro Ligorio intorno al 1550.
Più conosciuto dai turisti come il Parco dei Mostri, è lo scenario di un racconto per bambini in titolato “Il vampirino di Bomarzo“, scritto da Armido Branca e illustrato da Isabella Misso, edizioni Larus, 2003.

L’autore immagina che secoli prima in quel bosco, popolato di fantastiche creature, vivesse un certo Pierbertoldo,  dotato di poteri magici, che in una notte di tempesta, colpito da un fulmine, si risvegliò vampiro. Cominciò così la sua vita notturna, tutte le creature viventi del bosco divennero le sue vittime e si trasformarono in pietra, così ben presto egli rimase solo. Non gli restò che fare scorribande in paese, e ogni persona morsa diventava un vampiro come lui. Rapidamente il bosco fu popolato di vampiri maschi e femmine, di ogni età, compreso il piccolo Leonildo al quale però non si erano allungati i canini e perciò si nutriva solo delle bacche di sanguinella, divenendo ben presto lo zimbello della compagnia. Intanto gli abitanti di Bomarzo non restavano con le mani in mano a farsi mordicchiare ogni notte; tutto il paese fu circondato con lunghissime ghirlande di aglio e i vampiri, notoriamente disgustati dall’aglio, non poterono più avvicinarsi alle case e incominciarono a languire nel bosco per mancanza di nutrimento. Solo Leonildo manteneva il proprio aspetto florido, grazie alle scorpacciate di sanguinella. Pierbeltoldo comprese che la situazione era insostenibile, chiamò a raccolta tutti i vampiri e decisero di lasciare l’inospitale contrada per cercare rifugio in Transilvania. Ma non vollero portare con loro il piccolo Leonildo, il quale rimase nel bosco triste e solo: i vampiri non lo avevano voluto, ma gli uomini lo temevano, che ne sarebbe stato di lui? Una notte Leonildo, si trasformò in pipistrello e volò dentro un palazzo attraverso una finestra aperta dalla quale proveniva una luce, ma vi rimase intrappolato e la mattina, quando perse il potere di trasformarsi in pipistrello, non potè volare via in salvo. A trovarlo fu Matteo, uno dei bambini di casa, il quale, per nulla impressionato, gli fece conoscere i suoi fratelli e lo invitò a pranzo, al termine del quale fecero una scorpacciata di torta alla panna con lamponi. Da quel giorno Leonildo divenne amico dei bambini e riscoprì la gioia di giocare. Pare che si possa incontrare ancora Leonildo nel Sacro Bosco, come successe all’autore del libro a cui il vampirino raccontò la sua storia…
Mi è piaciuta molto questa storia semplice e graziosa, per il messaggio di tolleranza e di amicizia che la rende particolarmente interessante e istruttiva per i piccoli lettori.
Dell’autore so che è nato a Milano, ma vive e lavora a Bolsena, grazioso paese che si affaccia sull’omonimo lago 

vampirino_bomarzo

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5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. utente anonimo
    Apr 20, 2007 @ 14:49:00

    Stiamo iniziando un nuovo blog sulla scuola realizzato da genitori, insegnanti e studenti. Ti invitiamo a partecipare. Una buona scuola è interesse di tutti, parliamone. L’indirizzo è
    http://fuoriclasse2007.blog.kataweb.it/

    Rispondi

  2. PaulTemplar
    Apr 24, 2007 @ 14:37:00

    Bella storia,direi edificante.
    Ps:Bomarzo è un posto incantato,ci sono stato l’anno scorso,sembra un passggio alchemico ad uno stato superiore.
    Ciao
    Paul

    Rispondi

  3. annaritav
    Apr 25, 2007 @ 07:02:00

    @ PaulTemplar
    Benvenuto. Concordo, il Sacro Bosco di Bomarzo ha un fascino misterioso al quale non si resta indifferenti. Buona giornata.

    @ MariaStrofa
    Mi fa sempre piacere leggerti, e ancor più piacere scoprire che non appartieni alla schiera di coloro i quali ritengono una perdita di tempo leggere libri per bambini e ragazzi. Se si entra nello schema mentale di un giovane lettore e nell’ordine di idee dell’autore, spesso si possono avere interessanti sorprese. Buona giornata.

    Rispondi

  4. utente anonimo
    Ott 02, 2008 @ 09:31:00

    Cara Annarita,
    sono Armido Branca, l’autore de “IL VAMPIRINO DI BOMARZO” e volevo esprimerti la mia gratitudine per come hai commentato questa simpatica storiella. Meglio tardi che mai per questo mio ringraziamento!
    e-mail mido24@libero.it

    Rispondi

  5. utente anonimo
    Ott 03, 2010 @ 15:14:00

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