Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni

“I bambini d’oggi hanno troppe distrazioni, ecco perché leggono poco”. Mettersi da questo punto di vista è indispensabile per chi non voglia capirne nulla dei bambini d’oggi, e si proponga tra l’altro di non riuscire a farli diventare amici del libro.
Uno dei drammi dell’infanzia d’oggi ( e non solo dell’infanzia) riguarda appunto l’organizzazione del tempo libero. Quello che noi chiamiamo “tempo libero”, se non ha un’adeguata organizzazione, non è che “tempo vuoto”, tempo sprecato. Pensiamo alle nostre città dove non ci sono spazi per giocare, non ci sono teatri per bambini , non ci sono biblioteche, e così via pensiamo alle nostre case cittadine, dove non c’è posto per la “stanza dei bambini”. Pensiamo alle campagne, dove il bambino o vagabonda per i prati (beato lui) o viene messo precocemente al lavoro.
I paragoni sono sempre odiosi, e perciò sono inutili: bisogna farli proprio perché il pregiudizio li vieta, perché dai paragoni può nascere la critica e l’agitazione. Io non voglio paragonare il sistema educativo sovietico a quello italiano, la scuola sovietica e quella italiana: non so quale sia meglio, e conosco non pochi difetti sia dell’una sia dell’altra parte. Una cosa è certa: che il tempo libero dei ragazzi, in Urss, è infinitamente più curato e organizzato che in Italia. Le “casa  dei pionieri” non sono che un elemento di quell’organizzazione, nella quale i ragazzi trovano la scelta tra numerosissime occupazioni creative o ricreative, scientifiche o giocose, e via dicendo. Un ragazzo sovietico ha tante più occasioni e possibilità di dedicarsi a qualche attività extrascolastica che verrebbe quasi da dubitare che la sua giornata sia troppo occupata. Questo però non toglie che nell’Urss vi sia una rete vastissima e capillare di biblioteche infantili e giovanili, e chi le ha visitate le ha trovate ogni volta, a ogni ora del giorno, affollate di giovani lettori, ha visto libri consumati dall’uso sugli scaffali, s’è reso conto che i ragazzi sovietici conoscono i nomi dei loro autori per l’infanzia quanto i nostri conoscono quelli dei calciatori.
Insomma, più distrazioni e più libri, è possibile? Non è possibile, è un fatto. E questo non dipende dal numero e dalla qualità delle “distrazioni” (ossia dalle occupazioni più libere, e perciò più amate, e perciò più ricche di efficacia educativa); dipende dal posto che il libro ha nella vita del paese, della società, della famiglia, della scuola.

“Libri d’oggi per ragazzi d’oggi” Gianni Rodari

 

Libri e gattiSe c’è una cosa che non credo si possa dire dei nostri ragazzi oggi è proprio che il loro tempo libero non sia organizzato. Al contrario, lo è troppo. Conosco bambini e ragazzi le cui giornate sono meticolosamente scandite dagli impegni: dopo compiti e lezioni, ci sono gli allenamento o la piscina, il corso di lingue straniere o di danza o di computer. Solo che in questo modo non c’è più nemmeno il tempo per giocare, figuriamoci per fermarsi a leggere un libro. Si corre il rischio che tante attività, pur notevoli e interessanti, vadano a discapito di quello sviluppo interiore che, per arricchirsi, ha bisogno del gioco, non solo inteso come competizione, e dell’esplorazione di altre realtà, cosa che tuttora avviene ancora magnificamente grazie ai libri. E non è vero che i ragazzi e i bambini non ne siano attratti. Basta entrare in una libreria e andare nel settore dedicato alla narrativa per ragazzi, solitamente attrezzato con tavolini, poltroncine o cuscini che invoglino alla sosta e alla lettura. Troverete sempre qualche Manina e giornalelettore in erba, abbandonato nelle posizioni più strane e, a volte, scomode, perso in mezzo alle illustrazioni e alla trama di un libro. Difficilmente li troverete in una biblioteca, luogo tetro e silenzioso che incute sacrosanto timore di disturbare. Perché le bibliotechine scolastiche sono molto più frequentate? Perché non vi regna la regola del silenzio, perché il giovane lettore è libero di lasciarsi trascinare al punto di vivere “fisicamente” il libro che legge, coinvolgendo chi gli sta intorno, esprimendo con gesti e con parole l’emozione dell’avventura che sta sperimentando. Dal punto di vista dell’organizzazione del gioco un’interessante realtà locale è costituita dalle ludoteche, strutture pubbliche o private nelle quali i bambini possono seguire attività organizzate con l’aiuto di animatori o educatori professionisti, avendo a disposizione un ventaglio di giochi del quale difficilmente potrebbero disporre singolarmente; spesso sono suddivise in zone secondo le fasce d’età dei frequentatori. I più piccoli hanno a disposizione spazi arredati a loro misura, con materiali idonei, i più grandicelli possono dedicarsi ad attività di laboratorio o di animazione mentre gli adolescenti si dedicano ai giochi di ruolo.  che peraltro stanno riscuotendo un notevole successo anche tra gli adulti.

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