Buon anno!

Lettera ad un figlioSe puoi vedere distrutto il lavoro di tutta la tua vita
e senza dire una parola ricominciare,Ghirlandase puoi perdere i guadagni di cento partite
senza un gesto e senza un sospiro di rammarico,

se puoi essere un amante perfetto
senza che l’amore ti renda pazzo,

se puoi essere forte senza cessare di essere tenero
e sentendoti odiato non odiare, pur lottando e difendendoti.

Se sai meditare, osservare, conoscere,
senza essere uno scettico o un demolitore,
sognare senza che il sogno diventi il tuo padrone,
pensare senza essere soltanto un pensatore,

se puoi essere sempre coraggioso e mai imprudente,

se tu sai essere buono e saggio,
senza diventare né moralista, né pedante.

Se puoi incontrare il Trionfo e la Disfatta
e ricevere i due mentitori con fronte eguale,

se puoi conservare il tuo coraggio e il tuo sangue freddo
quando tutti lo perdono,

allora i Re, gli Dei,la Fortuna, la Vittoria
saranno per sempre tuoi sommessi schiavi
e, ciò che vale meglio dei Re e della Gloria,
tu sarai un uomo.

Rudyard Kipling

Buon 2007 a tutti

Il gioco del libro vicino

Sono stata invitata a partecipare a un gioco che si svolge così: si prende il primo libro a portata di mano, si apre a pagina 123, si contano le prime cinque righe e poi si riportano le successive tre. Poi si invitano altre tre persone a fare la stessa cosa. Io sono stata invitata da sgnapisvirgola e ora invito ilibrintesta, oyrad e gabrilu
L’idea è partita dal blog di didolasplendida.

“Con un colpo solo di questa spada uccise, in una lizza, Spens di Kilspindie che lo aveva insultato in presenza del re Giacomo IV perché contava sulla protezione che il suo signore gli accordava di solito. Ma, quella volta,  il suo re non aveva potuto prevenire quel colpo di spada più di quanto lo avesse riparato il suo scudo, che fu spezzato in due.”
Pag 123 “Maria Stuarda” di Alexandre Dumas, Sellerio Editore Palermo

me692_bigP.S.: sono andata un poco oltre le tre righe per ragioni di chiarezza.

Il Mago di Natale

Il mago di Natale

 

S’io fossi il mago di Natale

farei spuntare un albero di NataleAlbero di natale

in ogni casa, in ogni appartamento

dalle piastrelle del pavimento,

ma non l’alberello finto,

di plastica, dipinto

che vendono adesso all’Upim:

un vero abete, un pino di montagna,Abete con neve

con un po’ di vento vero

impigliato tra i rami,

che mandi profumo di resina

in tutte le camere,

e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

 

Poi con la mia bacchetta me ne andreiBacchetta magica

a fare magie

per tutte le vie.

 

In via Nazionale

farei crescere un albero di Natale

carico di bambole

d’ogni qualità,

che chiudono gli occhiBambola

e chiamano papà,

camminano da sole,

ballano il rock an’roll

e fanno le capriole.

Chi le vuole, le prende:

gratis, s’intende.

 

In piazza San CosimatoCioccolato

faccio crescere l’albero

del cioccolato;

in via del TritonePanettone_2

l’albero del panettone

in viale Buozzi

l’albero dei maritozzi,Maritozzo

e in largo di Santa Susanna

quello dei maritozzi con la panna.

 

Continuiamo la passeggiata?

La magia è appena cominciata:

dobbiamo scegliere il postoTrenino

all’albero dei trenini:

va bene piazza Mazzini?

 

Quello degli aeroplaniAeroplanino

lo faccio in via dei Campani.

 

Ogni strada avrà un albero speciale

e il giorno di Natale

i bimbi farannoRoma

il giro di Roma

a prendersi quel che vorranno.

 

Per ogni giocattolo

colto dal suo ramoGiocattoli

ne spunterà un altro

dello stesso modello

o anche più bello.

 

Per i grandi invece ci saràCappotti

magari in via Condotti

l’albero delle scarpe e dei cappotti.Scarpe

Tutto questo farei se fossi un mago.

 

Però non lo sono

che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:

di auguri ne ho tanti,Auguri

scegliete quelli che volete,

prendeteli tutti quanti.

 Gianni Rodari

Buon Natale

Natale bambinaBuon Natale a tutti, piccoli e grandi

L’immagine è tratta da questo sito

Dalla parte dei bambini

banner_468x60_01Per saperne di più, qui.

Il Natale secondo Rodari

Il pianeta degli alberi di Natale

AcquistiDove sono i bambini che non hanno
l’albero di Natale
con la neve d’argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
Presto, presto, adunata, si va
Nel Pianeta degli alberi di Natale,
io so dove sta.

Albero natale

Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l’ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d’argento
che si dondola al vento.

regali In piazza c’è il mercato dei balocchi.

Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l’inchino e dice: “Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…”
Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s’intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c’è.Panettone

Un bel pianeta davvero
anche se qualcuno insiste
a dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?

Gianni Rodari

 

C’è posta per me

Ieri, tornata a casa dal lavoro, ho visto sul tavolino un voluminoso pacchetto. Non l’avevo neppure preso in mano, dando per scontato che fosse un’altra delle innumerevoli buste nella fitta corrispondenza di Stefano, il maggiore dei miei due figli. Poi lo sguardo mi è caduto sul mittente: gli alunni della classe IA dell’Istituto Comprensivo di Caltabellotta. I miei piccoli amici mi avevano scritto di nuovo! In verità sapevo che sarebbero arrivati biglietti di auguri, me lo aveva anticipato per telefono l’insegnante di lettere, ma che la busta contenesse quel piccolo tesoro, beh, proprio non me l’aspettavo. Oltre ad una lunga lettera, firmata con cura da ciascuno, dalla busta sono usciti tanti bigliettini di Natale, tutti realizzati a mano con colori, ritagli, porporine, fiocchetti e fiorellini, molti dei quali contenevano una fotografia. C’erano bigliettini anche degli alunni di un’altra classe, la IIB. E non mancavano le caramelle e un biglietto personale della professoressa, che accompagnava il dono di un piccolo libro. Mi scrivono che continuano a leggere “Il mistero dell’altopiano”, curiosi di scoprire come si concluderà l’avventura, e che la professoressa ha proposto a ciascuno di loro di pensare a un finale alternativo al termine della lettura. E che seguono il mio blog e presto mi scriveranno anche qui.
“…Ci riteniamo fortunati di avere questi contatti epistolari con l’autrice del testo di narrativa che stiamo studiando: a volte gli scrittori sembrano personaggi molto lontani dalla realtà, personaggi che volano molto in alto e quindi irraggiungibili, pertanto noi avvertiamo la corrispondenza con Lei come qualcosa di veramente eccezionale…”
  Che vi devo dire, il pensiero di tanto impegno e di tanto entusiasmo da parte di questi ragazzi continua a stupirmi e a commuovermi, e mi rende felice che non esista  questa “lontananza”. Ecco la vera, profonda soddisfazione che deriva dal piacere di scrivere, e vale molto di più dei riconoscimenti ufficiali.
Anzi, non ha prezzo. 

panorama1La città di Caltabellotta (Agrigento) 

Venerdì, 22 dicembre 2006 

Stamattina ho parlato con alcuni dei miei piccoli amici. Mi ha fatto molto piacere sentire le loro voci e poter scambiare gli auguri di Natale, con loro e con la professoressa di lettere. I più decisi si sono avvicendati al telefono, riportando anche i saluti e gli auguri dei più timidi, che hanno preferito restare in disparte.
Rinnovo a tutti loro e alla loro bravissima insegnante i più affettuosi auguri per un felice Natale e un sereno 2007.
Spero che in primavera ci si possa davvero incontrare e conoscere.

Correggere

Raramente una frase, un concetto, un periodo restano come sono stati scritti la prima volta.

La revisione è un altro passaggio importante nello sviluppo della storia.

Mentre scrivete la prima stesura, è bene soprattutto mantenere il ritmo. Non importa se quella parola o quella frase non esprimono nel modo più adatto ciò che pensate, ci sarà tempo per aggiustarle durante la revisione.

Impuntarsi a cercare la forma o l’espressione migliore significa quasi sempre perdere tempo prezioso e perdere soprattutto il filo del discorso.

Quando la storia sarà conclusa, avrete tutto il tempo e la tranquillità necessari per rileggere e sentire le “stonature” all’interno del testo.

Note_musicaliAnche qui ho usato un termine che in apparenza non c’entra niente con la narrativa, le stonature si sentono in un brano musicale, in un canto.

Ma se ci pensate bene, anche un brano scritto ha una sua “musica”, una melodia nascosta dentro le parole che lo fa suonare piacevolmente al nostro orecchio di lettori.

Il computer è un grande aiuto per questa revisione finale. Vi permette di impaginare il testo in modoCorrezione. armonioso, di correggere gli errori, di inserire eventuali immagini,  i numeri di pagine come più vi piace e l’indice con i titoli dei capitoli, se lo riterrete opportuno.

lettoreFate rileggere a qualcun altro una copia del vostro testo; sarà più facile che un lettore diverso dall’autore si accorga di incongruenze nel racconto o di errori sfuggiti anche alla funzione “controllo  ortografia e grammatica” del vostro programma di scrittura. Comunque tenete presente che la funzione ha i propri limiti e conviene sempre sciogliere ogni dubbio consultando un buon dizionario. Potrete annotare a margine le correzioni e le modifiche che intendete apportare e così sarete pronti per la stampa definitiva del vostro testo.

Esperimento multimediale

Mi sono divertita a registrare la lettura dell’inizio di “Fiammetta dei dipinti” e ve la propongo qui, grazie all’aiuto di Giuseppe, che è stato fondamentale  per superare i problemi tecnici.

microfonoBuon divertimento…

Dueparole

Nel 2004 ho partecipato a un corso di formazione sulla semplificazione del linguaggio amministrativo presso l’Università della Tuscia di Viterbo, rivolto agli impiegati delle scuole, e in questa occasione ho conosciuto la professoressa Maria Emanuela Piemontese, docente del corso. È stata un’esperienza molto interessante e utile per il mio lavoro, ma soprattutto mi ha permesso di vedere sotto una nuova luce l’approccio alle parole e di fare alcune riflessioni.

Leggere e comprendere un testo è per tutti noi una cosa tanto naturale che non ci soffermiamo mai a riflettere sul fatto che invece vi siano persone per le quali ciò costituisce un grande sforzo.

Mi riferisco ai molti stranieri che sono venuti a vivere e a lavorare nel nostro paese.

Ai loro figli che si devono inserire nelle nostre scuole.

Agli scolari che per varie cause possono incontrare difficoltà di comprensione di fronte a un testo scritto.

Alle persone, magari di una certa età, alle quali gli studi limitati rendono difficile un’azione apparentemente semplice come leggere un giornale.

Tramite la professoressa Piemontese ho scoperto l’esistenza di un giornale di facile lettura, pensato e creato proprio per tutte queste persone.

Si chiama dueparole e da giugno 2001 è consultabile tramite Internet.

Gli articoli trattano i temi di attualità con un linguaggio basato su poche, ma fondamentali regole:

  • brevità dei testi
  • semplicità di composizione delle frasi
  • uso delle parole più comuni della nostra lingua, come tali note alla maggior parte dei lettori.

dueparole

I testi di dueparole sono scritti da linguisti, giornalisti, insegnanti e laureati in Lettere dell’Università “La Sapienza” di Roma. Il direttore della rivista è la professoressa Piemontese, mentre il direttore scientifico è il professor Tullio De Mauro, uno dei maggiori studiosi italiani di linguistica, materia che insegna in qualità di professore ordinario nella Facoltà di Scienze Umanistiche, sempre all’Università  “La Sapienza”.

Oltre che ai testi di carattere informativo, questi criteri di semplificazione linguistica possono essere applicati con successo anche a testi di studio o contenenti istruzioni, regole e norme, in modo tale che siano più comprensibili e chiari, visto che devono rivolgersi ad un gran numero di persone e non tutte con il medesimo livello di istruzione. 

Le parole sono fatte, prima che per essere dette, per essere capite:
 proprio per questo, diceva un filosofo,
 gli dei ci hanno dato una lingua e due orecchie.
 Chi non si fa capire viola la libertà di parola dei suoi ascoltatori.
È un maleducato, se parla in privato e da privato.
È qualcosa di peggio se è un giornalista, un insegnante,
 un dipendente pubblico, un eletto dal popolo.
Chi è al servizio di un pubblico
 ha il dovere costituzionale di farsi capire.
Tullio De Mauro

 

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The Victorianist: BAVS Postgraduates

British Association for Victorian Studies Postgraduate Pages, hosted by Danielle Dove (University of Surrey) and Heather Hind (University of Exeter)

Mammaoca

Fiabe integrali e poco altro. Si fa tutto per i bambini

La Fattoria dei Libri

di Flavio Troisi, scrittore e ghostwriter

strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il cavaliere della rosa

Un blog orgogliosamente di nicchia: opera, ricordi e piccole manie di un improvvisato collezionista

Butac - Bufale Un Tanto Al Chilo

Bufale Un Tanto Al Chilo

Romanticism and Victorianism on the Net

Open access Journal devoted to British Nineteenth-Century Literature since 1996

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