Ma tu da piccola eri normale?

Questa dolcissima e profonda domanda me l’ha posta un’alunna di seconda elementare durante un incontro nel quale si doveva parlare, noi adulti, dell’esperienza della scrittura a un piccolo pubblico rumoroso in una scuola elementare.
Alla piccola e curiosa alunna interessava sapere se da bambina mangiavo tutto quello che mi preparava la mamma, se facevo i capricci quando era ora di andare a dormire o quando non venivo accontentata, se insomma una che scrive storie per bambini e ragazzi fosse una persona qualunque.
Io non so come sia nato il mio amore per la scrittura, so soltanto che ho cominciato a riempire quaderni appena ne sono stata in grado e non ho più smesso di farlo.
Scrivere per i ragazzi è la cosa che preferisco, pari solo al piacere della lettura, coltivato in solitudine e in tante sere accanto al letto dei miei figli, soprattutto della più piccola, che non voleva mai saperne di addormentarsi.
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