Papà
19 mar 2011 12 commenti
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Babbo
Babbo, quando eravamo piccini
tu ci tenevi sui tuoi ginocchi,
non avevamo balocchi
perchè eravam poverini;
ma nella stanza oscura,
quando calava la sera
anche se la stagione era dura
facevi nascere la primavera.
Illuminavi la stanza di stelle,
di lucciole, di fiammelle,
la riempivi di fiori,
di trilli, di canti, di odori:
Gli angeli venivano a cento
avvolti nel velo del vento
e con i gigli fatati
sfioravano i nostri occhi,
ci davano sogni incantati,
facevan di noi lievi fiocchi,
fiocchi leggeri in cammino
per un viottolino di stelle…
Babbo, che nostalgia
di sedere sui tuoi ginocchi,
di sentire nel sonno
i tuoi occhi vegliarmi.
E addormentare il mio dolore,
e addormentare il mio tormento,
essere un fiocco nel vento
e un canto per il tuo cuore.
Ma se ti vengo accanto
nella casina di terra,
quella che ti rinserra
e dove sei tutto solo,
non c’è per te che il mio pianto,
non c’è per me che il tuo canto,
nel canto dell’usignolo.
(Lilla Lipparini, 1951/52)

Meditazioni/7
26 gen 2008 4 commenti
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(da Ultimi saggi di Elia)
Charles Lamb (1775 – 1834), scrittore e saggista britannico.

41.Per me un libro é valido quando ti dà l’impressione che l’autore sarebbe crepato se non l’avesse scritto.
(dalle Lettere)
Thomas Edward Lawrence (1888 – 1935), militare, archeologo, ufficiale dei servizi segreti di Sua Maestà britannica e scrittore britannico (Lawrence d’Arabia)
42.Felici fien quelli che presteranno orecchi alla parola dei morti: leggere le buone opere e osservarle.
Leonardo da Vinci (1452 – 1519), ingegnere, inventore, scultore, pittore, architetto italian
43.Un libro é uno specchìo. Se ci si guarda una scimmia, quella che compare non é evidentemente l’immagine di un apostolo.
(da Osservazioni e pensieri)
Georg Christoph Lichtenberg (1742 – 1799), fisico, filosofo e scrittore tedesco
44.”Non voglio mai leggere nulla.
Libri?
Ma che libri!”.
(da La nuvola in calzoni)
Vladimir Vladimirovič Majakovskij (1894 – 1930), poeta georgiano.
45.La carne, ahimé, è triste e ho letto tutti i libri.
Stéphane Mallarmé (1842 – 1898), poeta francese.
46.Se aveste intera fiducia nei libri, sarebbe meglio non avere libri.
Mencio (372 a.C. – 288 a.C.), filosofo cinese

Il cono di luce sul pavimento
08 nov 2007 3 commenti
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Il giornale è di nuovo lì, steso sul pavimento nel cono di luce del lampadario, e quei segni ora piccoli ora grandi, ora leggeri ora marcati, non sono più un mistero. Sono diventati lettere, si uniscono e danno vita a oggetti che posso raffigurarmi, a pensieri che posso comprendere.
Ho un ricordo intensissimo del grande senso di potere che ha accompagnato la scoperta della lettura e dell’immenso piacere scaturito dalla possibilità di servirmi delle parole scritte per comunicare ad altri ciò che pensavo, per trasmettere sensazioni ed emozioni.
Fu allora che incomincia a leggere e a scrivere ogni giorno. Si può dire che non abbia mai smesso.
Ma mio padre per me restò per sempre il grande mago che conosceva la magia delle parole, lui che pure aveva potuto frequentare solo la scuola elementare, ma era avido di conoscenza e non perdeva occasione per imparare.
E come era orgoglioso di me, i suoi complimenti i più belli.
Non gli ho mai raccontato questo ricordo, e adesso che non posso farlo più, mi dispiace tanto.

Meditazioni/6
09 lug 2007 8 commenti
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32. Cosa c’è di meglio , infatti, che stare la sera con un libro accanto al fuoco, mentre il vento batte sui vetri, e la lampada arde?
Madame Bovary - Gustave Flaubert

33. Bene, cosa aspetti? Distendi le gambe, allunga pure i piedi su un cuscino, su due cuscini, sui braccioli del divano, sugli orecchioni della poltrona, sul tavolino sa tè, sulla scrivania, sul pianoforte, sul mappamondo. Togliti le scarpe, prima. Se vuoi tenere i piedi sollevati; se no, rimettitele. Adesso non restare lì con le scarpe in una mano e il libro nell’altra. Regola la luce in modo che non ti stanchi la vista. Fallo adesso, perché appena sarai sprofondato nella lettura non ci sarà più verso di smuoverti. Fa’ in modo che la pagina non resti in ombra, un addensarsi di lettere nere su sfondo grigio, uniformi come un branco di topi; ma sta attento che non le batta addosso una luce troppo forte e non si rifletta sul bianco crudele della carta rosicchiando le ombre dei caratteri come in un mezzogiorno del Sud. Cerca di prevedere ora tutto ciò che può evitarti d’interrompere la lettura. Le sigarette a portata di mano, se fumi, il portacenere. Che c’è ancora? Devi fare pipì? Bene, saprai tu.
Se una notte d’inverno un viaggiatore – Italo Calvino
34. Ci sono due tipi di libro, quelli da consultare e quelli da leggere. I primi (il prototipo è l’elenco telefonico, ma si arriva sino ai dizionari e alle enciclopedie) occupano molto posto in casa, sono difficili da manovrare, e sono costosi. Essi potranno essere sostituiti da dischi multimediali, così si libererà spazio, in casa e nelle biblioteche pubbliche, per i libri da leggere (che vanno dalla Divina Commedia all’ultimo romanzo giallo). I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in banca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell’intensità e regolarità delle nostre letture, ci ricordano (se ci appaiono troppo freschi e intonsi) che non li abbiamo ancora letti, si leggono tenendo la testa come vogliamo noi, senza imporci la lettura fissa e tesa dello schermo di un computer, amichevolissimo in tutto salvo che per la cervicale. Provatevi a leggere tutta la Divina Commedia, anche solo un’ora al giorno, su un computer, e poi mi fate sapere. Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta.
Libri da consultare e libri da leggere - Umberto Eco

35. C’è uno strano destino comune a molti libri fondamentali: non cadono nell’oblio, ma vengono amputati in maggiore o minor misura, e raggiungono la perennità come libri per ragazzi. Talvolta l’operazione è lecita, perché un buon libro, essendo universale, è anche un libro per ragazzi; è leggibile da tutti, anche se diversi lettori vi possono scoprire significati diversi. Altre volte la manomissione è un falso, o meglio un esorcismo: dal libro si caccia via lo spirito malvagio, e non ne resta che una spoglia.
La ricerca delle radici - Primo Levi

36. I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale.
Una storia d’amore e di tenebra - Amos Oz

37. Quando imparai a leggere e a scrivere, al mondo immaginario della mia mente si aggiunse anche la costellazione dell’alfabeto. Questo nuovo mondo non era formato dalle fantasie o dai disegni che raccontavano una storia, ma soltanto dalle lettere e dal loro suono. Leggevo tutte le indicazioni che vedevo: i nomi delle ditte sui portacenere, i manifesti, le notizie sui giornali, le pubblicità, tutto ciò che era scritto sulle vetrine dei negozi, dei ristoranti, sui camion, sulle carte d’imballaggio, sulle insegne stradali, sul pacchetto di cannella a tavola, sulla latta dell’olio, sui saponi, sui pacchetti di sigarette e sulle medicine di mia nonna. Non era importante conoscere il significato delle parole che ripetevo, talvolta, ad alta voce. Era come se, dentro il mio cervello, fra il centro visivo e la parte cognitiva, si fosse sistemata una macchina che trasformava tutte le lettere in sillabe e suoni. Come una radio accesa in un caffè che però non ascolta nessuno, quest’apparecchio, cui talvolta non prestavo attenzione, trasmetteva continuamente.
Istambul - Orhan Pamuk

38. I libri che mi piacciono di più sono quellihe almeno ogni tanto sono un po’ da ridere. Leggo un sacco di classici, come Il ritorno dell’ indigeno e via discorrendo, e mi piacciono, e leggo un sacco di libri di guerra e di gialli e via discorrendo, ma non è che mi lascino proprio senza fiato. Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.
Il giovane Holden - J.D.Salinger

39. Avevo trovato la mia religione: nulla mi parve più importante di un libro. La libreria, vi vedevo un tempio. Nipote di prete, vivevo sul tetto del mondo, al sesto piano, appollaiato sul ramo più alto dell’Albero Centrale: il tronco era la gabbia dell’ascensore.
Le parole - Jean Paul Sartre
L’arte di leggere Aforismi sulla lettura
A cura di Paolo Mauri
ET Einaudi Scrittori, euro 8,50
Meditazioni/5
25 apr 2007 1 commento
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Vittorio Alfieri Del principe e delle lettere
27.Lo scrittore originale non è quello che non imita nessuno, bensì quello che nessuno può imitareRenè de Chateaubriand Pensees
28.Le biblioteche non si fanno; crescono. Augustine Birrell Obiter Dicta
29.La lettura e’ il viaggio di chi non puo’ prendere un treno.Francis De Croisset Le cour dispose
30.L’incontro casuale d’un buon libro può cambiare il destino di un’anima.Marcel Prevost Nouvelles lettres a Françoise
31.Un libro indegno di essere letto una seconda volta è indegno pure di essere letto una prima.Carlo Dossi Note azzurre n.1873

Meditazioni/4
29 mar 2007 3 commenti
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18. Ci sono crimini peggior del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli.
Josif Brodsky .
19. Limitato geometricamente, un libro e’ anzitutto un emblema: richiama un ordine prestabilito, pensato, misurato e perciò umano.Valentino Bompiani
Valentino Bompiani
Gentilmente offerti da Rosaria
21.Scrivere: librarsi sopra l’abisso trattenuti soltanto dalla grammatica.
Heimito von Doderer
22.Un libro ha bisogno del suo tempo, come un bambino. Tutti i libri scritti velocemente in poche settimane destano in me un certo pregiudizio contro il loro autore. Una signora per bene non partorisce il suo bambino prima del nono mese.Heinrich Heine
23.Da quando in qua l’autore di un libro deve essere colui che lo capisce meglio?
Miguel De Unamuno
24.Un’opera dura finché è capace di apparire diversa da come l’autore l’aveva fatta.
Paul Valéry
25.Sarebbe davvero nuovo e originale il libro che facesse amare vecchie verità.
Meditazioni/3
18 mar 2007 3 commenti
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11. Non è luogo dove il libro non penetri.
Maestro di tutte le seduzioni,
Possiede tutte le maschere,
parla tutti i linguaggi,
da quello dei gentiluomini a quello del trivio.
Si cela con sorriso procace tra due testi di scuola,
si ostenta compunto e pudibondo tra due manuali di ascetica
Antonio Fogazzaro, Dell’avvenire del Romanzo in Italia (Saggio pubblicato nel 1872)

gentilmente offerto da Rosaria
12. Dove troverò il tempo per non leggere tante cose?
Karl Kraus.

13. Infarciscono i loro libri magri col grasso di altre opere
Robert Burton

14. I libri più vecchi sono appena usciti per chi non li ha letti
Samuel Butler

15. La maggioranza dei libri di oggi hanno l’aria di esser stati fatti in un giorno con dei libri letti il giorno prima
Nicolas de Chamfort (Nicolas-Sebastien Roch)

16. Un libro non è mai un capolavoro: lo diventa
Edmund e Jules de Goncourt

17. Se un libro è importante lo si dovrebbe rileggere mmediatamente
Arthur Schopenhauer

gentilmente offerti da MariaStrofa
Meditazioni/2
14 mar 2007 4 commenti
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6. Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno accende,vadoin un’altra stanza e leggo un libro. Groucho Marx

7. È un buon libro quello che si apre con aspettativa e si chiude con profitto. Table Talk, Amos Bronson Alcott

8. La citazione più preziosa è quella di cui non riesci a trovare la fonte. Arthur Bloch

9. Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza di essere ancora felice. Jules Renard

10. L’intellettuale è un signore che fa rilegare i libri che non ha letto. Leo Longanesi

Meditazioni/1
09 mar 2007 2 commenti
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Da molti anni coltivo un’abitudine, annoto sui margini di alcuni libri aforismi e citazioni che trovo qua e là, brani e brevi poesie che traggo da altri libri letti. Parole che hanno colpito la mia fantasia e mi hanno dato spunti di riflessione.
Li colleziono, così come faccio con le cartoline e i piccoli soprammobili, l’importante è che il soggetto sia sempre il medesimo: i libri e tutto ciò che con essi ha che fare.
Ho pensato di proporveli un po’ alla volta. Buona lettura e, perché no, buona medi(t)azione.
1. J 1263 (1873) / F 1286 (1873)
Non c’è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia -
È un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio -
Tanto frugale è il Carro
Che porta l’Anima dell’Uomo –(traduzione:Giuseppe Ierolli)
2. Indossa un cappotto vecchio e compra un libro nuovo(Austin Phelp, 1820-90, ministro congregazionista, docente presso l’Andover Theological Seminary di Newtn, Massachusetts)
3. L’artista, come il Dio della creazione, rimane dentro o dietro o al di là dell’opera sua, invisibile, sottilizzato sino a sparire, indifferente, occupato a curarsi le unghie.
Da Dedalus (James Joyce)
4. Scopo di ogni artista è arrestare il movimento, che è vita, con mezzi artificiali, e tenerlo fermo, ma in modo che cent’anni dopo, quando un estraneo lo guarderà, torni a muoversi, perché è vita.
da un’intervista del 1958 (William Faulkner)
5. Uno scrittore dovrebbe avere tutti i suoi colori, tutte le sue capacità, a disposizione sulla medesima tavolozza per poterli mescolare. Ma come?
dalla prefazione a Musica per camaleonti (Truman Capote) 





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