Tre grandi classici in versione pop up
19 giu 2010 6 commenti
in Senza categoria Etichette: fumetti, grandi storie
Il libro animato è più conosciuto anche qui in italia come pop up e tale denominazione indica un’opera le cui pagine sono realizzate con una particolare struttura che offre al lettore la sensazione del movimento e l’illusione della tridimensionalità.
La storia dell’evoluzione del libro pop up è piuttosto elaborata e come fenomeno commerciale è esploso negli ultimi due decenni.
Le forme più semplici di libri pop up sono da sempre state destinate ai bambini più piccoli, poi si sono via via evolute diventando vere e proprie opere interattive sulle quali il piccolo lettore può intervenire aprendo finestrelle e sportellini, tirando linguette che gli mostrano particolari e piccoli segreti.
Il libro pop up ha conosciuto poi un rapido sviluppo e questa tecnica non è più solo applicata ai libri per la prima infanzia, infatti i libri di cui voglio parlarvi oggi, pur essendo rivolti a pubblico la cui età di lettura va dagli otto anni, per la loro realizzazione accurata meritano di figurare anche in una biblioteca adulta.
Si tratta di tre volumi della casa editrice Ideeali dedicati a tre grandi classici della letteratura.

titolo: Dracula
autore: Bram Stocker
pop up: David Hancock
disegni :Anthony Williams
storia: Claire Bampton
prezzo: euro 24,00

titolo: Frankenstein
autore: Mary Shelley
pop up: David Hancock
disegni :Anthony Williams
storia: Claire Bampton
prezzo: euro 24,00

titolo: Un canto di Natale
autore: Charles Dickens
rivisitazione: Martin Howard
traduzione: Marianna Sala
prezzo: euro 26,50
In questi tre volumi di elegante fattura si fondono l’arte degli illustratori contemporanei e quella dei maestri del pop up per accompagnare testi rielaborati fedelmente dalle versioni originali, offrendo così al lettore una lettura visiva di grande impatto emotivo e arricchita di un notevole apparato di immagini evocative e intense, che lo proiettano nell’universo creato dai grandi autori di queste storie senza tempo.
I Ronfi
27 feb 2010 6 commenti
in Senza categoria Etichette: fumetti
Il papà dei Ronfi si chiama Adriano Carnevali, è nato a Milano il 16 settembre 1948 e ha cominciato la sua carriera come insegnante di lettere e storia alle superiori, abbandonandola presto per dedicarsi al mondo affascinante delle vignette e dei fumetti. Il suo esordio avviene nel 1973 dando il via a una lunga collaborazione con il Corriere dei Ragazzi e con il Corriere dei Piccoliin cui compaiono per la prima volta nel 1981 i Ronfi, animali strani e pasticcioni che ben presto diventano un appuntamento di grande successo presso i piccoli lettori. La sua carriera è molto ricca di attività, in collaborazione con la moglie Donatella Zanacchi: scrive, disegna, collabora a testate enigmistiche, si dedica alla pittura, ai bassorilievi in creta e alle composizioni lignee, aprendo un negozio ad Angera, sul Lago maggiore, in cui espone e vende le proprie opere
Ma chi sono e che cosa fanno i Ronfi?
Innanzitutto vanno classificati, sono roditori, ma di un tipo assai particolare e smentiscono tutto ciò che conosciamo sugli animali grazie alla teoria dell’adattamento all’ambiente. Già il fatto di chiamarsi Ronfi la dice lunga sulla loro vivacità, sono incauti e pasticcioni, finiscono sempre nei guai perché non hanno la minima idea di come vivere, o meglio sopravvivere, nel bosco tuttavia sono saputelli e dotati di una fortuna sfacciata che li aiuta a cavarsela sempre in ogni situazione. Possono inoltre contare sul benevolo e provvidenziale aiuto degli altri abitanti del bosco Le loro avventure dei Ronfi sono quindi un susseguirsi di guai nei quali finiscono e dai quali miracolosamente si liberano.
Nell’unico libro a loro dedicato, Il bosco dei Ronfi (Mursia, 1983), che raccoglie alcune storie già apparse sul Corriere dei Piccoli, è riportata la loro carta d’identità:
“Il Ronfo (nome scientifico Ronfus-Ronfus) è un piccolo roditore dotato da madre Natura di qualità eccezionali. Infatti possiede: lunghe orecchie, che gli servono per impigliarsi nei rami; un grande naso, che gli permette di fare starnuti colossali quando è raffreddato; una folta pelliccia, color pelo di ronfo, che d’estate tiene un caldo che non vi dico. Il Ronfo mangia legno dolce e trascorre circa sei mesi all’anno in letargo nella tana. Durante gli altri mesi divide il suo tempo tra ronfate all’aperto, riposini e pisoloni.“
Nel corso della loro vita le vicende dei Ronfi si sono articolate secondo tre filoni distinti: selvatici, evoluti e ecologici.
I Ronfi selvatici sono semplici e poco evoluti, convivono in lunghe e caotiche tane o in abitano piccole e instabili capanne unifamiliari di legno e terricciola loro massima aspirazione è nutrirsi del fantomatico legno dolce e dormire il più possibile. Hanno un problema, devono rintuzzare i caparbi e costanti attacchi del loro naturale nemico, il lupo, il quale mette in atto di volta in volta i più esilaranti e patetici tentativi di fare di un Ronfo la propria ppietanza principale. Tanto è sfortunato il lupo nel circuirlo, tanto sono sfacciatamente fortunati i Ronfi nello sfuggirgli, anche per merito degli altri abitanti del bosco che partecipano alle loro disavventure: topi, gatti, uccelli, scoiattoli, castori. Peculiarità del Ronfo selvatico quindi è il cacciarsi in un guaio o in un pasticcio per sbadataggine e incapacità, salvo poi non rendersi bene conto della portata del pericolo, o addirittura travisarlo, ma scamparla per il rotto della cuffia senza aver fatto nulla di responsabile, grazie solo a una serie di eventi fortunati e combinati.
I Ronfi evoluti vivono in un villaggio ben strutturato, ma continuano a nutrirsi di legno dolce, la cui produzione è un loro segreto (un po’ come la salsapariglia dei Puffi). Anche loro hanno per nemico un lupo, ma stavolta si tratta di una creatura evoluta e quindi molto pericolosa, il professor Wolf che si è laureato all’Università di Lupinga ed è in grado di realizzare geniali invenzioni, tutte allo scopo di impossessarsi del segreto del legno dolce per fini di lucro. Altra caratteristica del professor Wolf è l’essere un individuo assolutamente anti ecologico, infatti le sue creazioni ai danni dei Ronfi hanno sempre lo scopo di danneggiare l’ambiente. Di solito i Ronfi sembrano in procinto di soccombere, ma per fortuna il solito imprevisto butta all’aria il piano del professor Wolf salvando Ronfi e ambiente. In questo filone sono presenti anche personaggi ben caratterizzati come Pier Ronfo (l’unico Ronfo intelligente e saggio), lo sciocco lupo Gregorio (assistente del professor Wolf), il presidente Ronfoni (capo della comunità che non blilla per prontezza d’ingegno) e il dottor Ronfstein (il geniale inventore del legno dolce, ottenuto dal legno normale nel quale viene inserito un preparato distillato dalla rara e segreta erba ronfa)
I Ronfi ecologici sono stati protagonisti di poche strisce naturalmente tutte dedicate ai temi della salvaguardia ambientale.
Le informazioni sui Ronfi vengono da qui e le immagini da qui
I coniglietti suicidi
07 dic 2009 14 commenti
in Senza categoria Etichette: fumetti
Titolo Il libro dei coniglietti suicidiAutore Andy Riley
Prezzo € 10,00
Editore Mondadori (Biblioteca umoristica)
Pagine 84, illustrato
Titolo Il ritorno dei coniglietti suicidiAutore Andy Riley
Prezzo € 10,00
Editore Mondadori (Biblioteca umoristica)
Pagine 100, illustratoSi avvicina il Natale e la corsa ai regali è cominciata.
Il mio consiglio è scontato, passate prima in libreria, che un libro adatto si trova sempre.
Però il suggerimento particolare che voglio darvi è un po’ insolito.
Non si tratta di un libro adatto ai più piccoli, ma senza dubbio piacerà ai fratelli e alle sorelle più grandi, sopratutto se apprezzano l’umorismo surreale e anche un po’ politicamente scorretto.
Si tratta di due piccoli volumi di fumetti, Il libro dei coniglietti suicidi e Il ritorno dei coniglietti suicidi, ad opera dello statunitense Andy Riley.
Pagina dopo pagina, questi dolci batuffoli di pelo sono impegnati con la massima serietà nelle più assurde attività il cui unico scopo sia il porre fine alla loro vita. E lo fanno nei modi più incredibili che mente umana, o meglio mente coniglietta, possa elaborare, dimostrando in ogni caso grande sangue, freddo, estremo sprezzo del pericolo e autentiche capacità trasformiste.

Fanno venire in mente gatto Silvestro o Willy il Coyote per la fantasia con la quale si ficcano in situazioni assurde, con la differenza però che non si tratta assolutamente di eventi accidentali. Ogni tenatto suicidio è pianificato, programmato e spesso messo in atto con un dispiegamento di mezzi e di idee che hanno del sorprendente.


Un’altra particolarità di questi due volumetti è che ci si può divertire a cogliere i riferimenti parodistici a celebri film.



I coniglietti suicidi sono stati un regolare appuntamento per i lettori del britannico Observer Magazine e poi le loro avventure sono state raccolte appunto in due piccoli volumi. La tradizione vuole che l’idea iniziale sia venuta a Andy Riley durante un pranzo di lavoro nel quale ebbe l’idea di disegnare un tostapane dal quale uscivano orecchie da coniglio.
Da quel momento in poi sono diventati una presenza costante sul settimanale britannico, con la loro carica di umorismo nero che vuol far sorridere su un argomento così drammatico. Sono ben lontana dallo scandalizzarmi come hanno fatto coloro che accusano i coniglietti di Riley di essere un’istigazione al suicidio, o quanto meno un’espressione di pessimo gusto, e vedono in queste strisce una assoluta mancanza di rispetto.

Io invece sono convinta che ci siano nella realtà di ogni giorno molti altri modi, più terribili e più subdoli, per mancare di rispetto al prossimo che inventarsi improbabili e ingegnosi suicidi di coniglietti sulla carta.Buon Natale…
Ho tratto le immagini da qui

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