Mossy Trotter
03 gen 2012 7 commenti
in Senza categoria Etichette: grandi storie

Titolo: Mossy Trotter
Autore: Elizabeth Taylor
Traduttore: Agnese Desideri
Illustratore: Eleonora Marton
Editore: Biancoenero
pagine: 185
prezzo: euro 16,00
età di lettura: dai 9 ai 12 anni
Secondo miss Vera Silkin, Robert Mossman Trotter, detto Mossy, è un bambino fortunato. L’insopportabile amica della mamma porta sempre un collo di pelliccia formato da due animali lunghi e stretti con due biglie gialle al posto degli occhi e Mossy ritiene che da vivi fossero stati solo due topi. Che ne sa lei di che che cosa voglia dire essere un bambino fortunato? Solo perché hanno lasciato il caos di Londra e secondo lei vivono in un eden, una casa con un parco? Lei non ha neppure la più pallida idea di che cosa sia un eden, dal momento che non ha mai visto la discarica tra le felci.

Da quando Mossy l’aveva scoperta, era stata il suo paradiso privato. Era una buca non tanto profonda, riempita di oggetti abbandonati che a volte potevano
trasformarsi in autentici tesori. Vi erano stati buttati vecchi mobili, resti arrugginiti di biciclette, lattine e secchi per il carbone ammaccati, buoni per farci
caschi spaziali. Se soltanto avesse trovato due ruote, Mossy si sarebbe costruito una vera bicicletta. Per questo ogni pomeriggio, al ritorno da scuola,
andava alla discarica sperando in un colpo di fortuna.

Mossy ha otto anni, una sorellina di quattro, Emma, un amorevole pasticcino e un fratellino è in arrivo, ma da così tanto tempo, a suo giudizio, che quasi non ci pensa più.
Hanno lasciato Londra perché il papà è preside di una scuola di paese e Mossy sa quanto gli dispiaccia che non vada poi così bene a scuola. Oltretutto ci sono sempre problemi di soldi e il papà è preoccupato.
La mamma è un po’ lunatica, promette e non mantiene, minaccia castighi e poi li dimentica, ma di una sola cosa Mossy ha veramente paura: che la mamma si arrabbi davvero tanto quando lui combina qualche guaio e mantenga la minacciosa promessa di non fargli avere la sua festa di compleanno. Sarebbe un vero dramma, ne sta parlando da tempo con i compagni di scuola e sta decidendo chi invitare e chi noi, davvero una posizione di forza! Ma se la mamma non gliela organizzasse più, con che coraggio potrebbe guardare in faccia i suoi compagni?
Sono questi i piccoli grandi problemi di Mossy, che si complicano ancora di più quando la mamma si pente di avergli negato la festa di compleanno e Mossy si trova costretto a rivelarle di aver raccontato a tutti i suoi compagni che non aveva più voglia di farla perchè si sentiva grande e gli pareva roba da femmine.

Prende così l’avvio la storia di Mossy, alle prese con tanti piccoli problemi di ogni giorno, dall’orribile prospettiva di essere agghindato per fare il paggetto alle nozze dell’odiosa miss Silkin alla visita del nonno che guida in modo spericolato una macchina sportiva rossa, dalla paura per essersi smarrito nel bosco con Emma per inseguire un cuculo alla paura di dover togliere le tonsille che lo fanno spesso ammalare.

Per fortuna almeno Alison, la nipotina di miss Silkin, è una bambina simpatica con la quale scopre di avere molto in comune e Mossy è contento che faccia la damigella la matrimonio, al quale lui indosserà il kilt dei Robertson, il clan scozzese a cui appartiene la mamma. Mossy però non sa tenersi lontano dai guai e finisce con il raccontare una sfilza di bugie a scuola, tanto da mettere in imbarazzo il papà, poi arrivano la temuta operazione alle tonsille, che non è poi così terribile, e finalmente il tanto atteso fratellino, che viene chiamato William.

Giunge anche il fatidico momento delle nozze tra miss Silkin e il suo grasso fidanzato tedesco Herbert, ma Mossy è contento perché può rivedere Alison. Quante cose sono successe, Mossy sente di essere cresciuto, adesso è il fratello più grande di Emma e di William , la stessa Emma non sarà più la piccola di casa; e poi tornerà l’estate e potrà rivedere Alison, alla quale mostrare tutto ciò che ama.

Con delicatezza e semplicità Elizabeth Taylor, in questo suo unico libro per bambini, ci fa entrare in punta di piedi nel piccolo universo familiare e sociale di Mossy, ci fa conoscere le sue emozioni di fronte ai problemi della vita, della famiglia, del primo amore. Il tutto con la semplicità e l’allegria tipici di un bambino di otto anni, il quale tuttavia riflette con giudizio sui casi della vita e sulle situazioni nelle quali via via si trova insieme con i suoi cari.
Questo libro è considerato uno dei grandi classici della letteratura infantile benché, come vi ho già detto, sia l’unico che l’autrice abbia scritto.
Elizabeth Taylor è stata definita la Jane Austen del Novecento e ha scritto dodici romanzi di grande successo, uno dei quali, Angel, da cui il regista François Ozon ha tratto l’omonimo film, è ritenuto uno dei capolavori della letteratura del dopoguerra. I romanzi di Elizabeth Taylor sono dodici, ma finora sono stati tradotti in italiano solo A casa di Mrs Lippincote, Una ghirlanda di rose, Angel, La gentilezza in persona e La colpa.
La prima e finora unica edizione italiana di Mossy Trotter è stata realizzata dalla casa editrice Biancoenero e fa parte del progetto alta leggibilità, che prevede l’uso di un particolare font studiato per facilitare la lettura di testi da parte di ragazzi con problemi di dislessia o di ragazzi stranieri che apprendono la lingua italiana e quindi necessitano di caratteri di stampa più facilmente leggibili. Il font è stato creato grazie alla collaborazione di un gruppo di esperti: Riccardo Lorusso e Umberto Mischi (graphic designer), Alessandra Finzi (psicologa cognitiva), Daniele Zanoni (esperto di metodi di studio in disturbi dell’apprendimento) e Luciano Perondi (designer e docente di tipografia all’ISIA di Urbino). La casa editrice mette a disposizione gratuitamente il font, per attività non commerciali. Inoltre il libro è stampato su carta ecologica, un valore aggiunto.
Un’altro elemento di fascino sono le belle illustrazioni di Eleonora Marton, che hanno il fascino di disegni d’epoca rivisitati di attualità ed esprimono perfettamente lo spirito e lo stile della storia.
Libri, libri, libri…
31 dic 2011 Lascia un commento
in Senza categoria Etichette: citazioni

In un libro ci si tuffa
come un birba nella zuffa,
come in mare il cormorano
o un pigrone sul divano,
come un bacio sulla guancia,
come lingua nell’arancia,
come l’ape dentro il fiore
o l’amante nell’amore,
come avaro nel guadagno
o la rana nello stagno.

Ha onde di carta leggera,
ha righe che sono orizzonti,
ti getta in una bufera,
ti salva con isole e ponti.
Ti sta in una mano ma è grande,
ti sta fra le dita ma è fondo,
ti semina in testa domande,
ti spiega il gioco del mondo.
Lo apri, e lui apre te.
Lo chiudi, però resta aperto.
E’ come un amico che c’è:
fedele, socievole, certo.

Se i libri fossero di torrone,
ne leggerei uno a colazione.
Se un libro fosse fatto di prosciutto,
a mezzogiorno lo leggerei tutto.
Se i libri fossero di marmellata,
a merenda darei una ripassata.
Se i libri fossero frutta candita,
li sfoglierei leccandomi le dita.
Se un libro fosse di burro e panna,
lo leggerei prima della nanna.

Un anno di libri per augurarvi un ottimo 2012
30 dic 2011 8 commenti
in Senza categoria Etichette: attualità
Anche quest’anno faccio gli auguri a tutti i miei lettori e a chiunque passerà di qui offrendo la carrellata delle mie letture nel 2011 che ci sta lasciando, con la speranza che possiate trovare interessanti spunti, novità, curiosità o riscoperte.
Un augurio di serenità a tutti voi.
Gennaio
La donna in nero (Susan Hill)
La figlia del reverendo (Flora Macdonald Mayor)
La tana del serpente bianco (Bram Stoker)
Novella degli scacchi (Stefan Zweig)
Una ragazza da Tiffany (Susan Vreeland)
La sfida della mummia (Elizabeth Peters)
Bastardo posto (Remo Bassini)
Febbraio
Odore di chiuso (Marco Malvaldi)
Un’innocente crudeltà (Silvina Ocampo)
Il diario di Bridget Jones (Helen Fielding)
Steampunk (Paul Di Filippo)
Marzo
La canonica di Framley (Anthony Trollope)
Eric (Terry Pratchett)
Il libro dei bambini (Antonia Byatt)
Agatha Raisin e la quiche letale (M.C. Beaton)
Aprile
44, Scotland Street (Alexander McCall Smith)
Semiotica, pub e altri piaceri (Alexander McCall Smith)
Il cimitero di Praga (Umberto Eco)
La briscola in cinque (Marco Malvaldi)
Il gioco delle tre carte (Marco Malvaldi)
Il faraone assassino (Elizabeth Peters)
Il re dei giochi (Marco Malvaldi)
Mystic River. La morte non dimentica (Dennis Lehane)
Maggio
Scarpe azzurre e felicità (Alexander McCall Smith)
La vita oggi (Anthony Trollope)
Dieci prove di fantasia (Cesare Segre)
L’orribile karma della formica (David Safier)
Il grande elenco telefonico della terra e paesi limitrofi (escluso Giove) (Gianluca Neri)
Soulless (Gail Carriger)
Giugno
La casetta ad Allington (Anthony Trollope)
L’età del dubbio (Andrea Camilleri)
Il gioco degli specchi (Andrea Camilleri)
Il libro di miss Buncle (Dorothy Emily Stevenson)
L’orribile attesa del giudizio universale (David Safier)
Luglio
Un giorno di gloria per miss Pettigrew (Winifred Watson)
Miss S. (Cathleen Schene)
Diario di una lady di provincia (E. M. Delafield)
Il verdetto dei dodici (Raymond Postgate)
Dopo le esequie (Agatha Christie)
La guaritrice (Anne Lise Marstrand-Jorgensen)
Il buon marito (Alexander McCall Smith)
Il Caravaggio perduto (Jonathan Harr)
Piedi d’argilla (Terry Pratchett)
Il circo maledetto (Ann Featherstone)
La cavalcata dei morti (Fred Vargas)
Le ultime cronache del Barset (Anthony Trollope)
Delirio di una notte di mezza estate (David Safier)
La fattoria dei gelsomini (Elizabeth von Arnim)
Agosto
Tartarughe divine (Terry Pratchett)
Un lavoro sporco (Christopher Moore)
Un’autobiografia (Anthony Trollope)
Amori e malintesi (Ada Leverson)
Drood (Dan Simmons)
:-)
Il magnifico Spilsbury (Jane Robins)
Settembre
I traditori (Giancarlo De Cataldo)
Cime tempestose (Emily Brontë) rilettura
Con un poco di zucchero (Enzo Fileno Carabba)
Pratiche applicazioni di un dilemma filosofico (Alexander McCall Smith)
Ottobre
Glenkill (Leonie Swann)
La vergine eterna (Kenzaburo Oe)
La cena (Herman Koch)
Jane Eyre (Charlotte Brontë) rilettura
La vergine nel giardino (Antonia S. Byatt)
Novembre
Natura morta (Antonia S. Byatt)
La torre di Babele (Antonia S. Byatt)
Toccare i libri (Jesùs Marchamalo)
Lo Stato siamo noi (Piero Calamandrei)
La scuola degli egoisti (Eric-Emmanuel Schmitt)
Il castello interiore (Jean Stafford)
Una donna che fischia (Antonia S. Byatt)
Vendetta! (Marie Corelli)
Dicembre
1Q84 (Haruki Murakami)
Il buon inverno (Joao Tordo)
Wolf Hall (Hilary Mantel)
Changeless (Gail Carriger)
Il segreto del Grace College (Krystyna Kuhn)
Il figlio del cimitero (Neil Gaiman)

Buon Natale
24 dic 2011 2 commenti
in Senza categoria Etichette: attualità
Con tanti affettuosi auguri da parte mia.

Non c’è pace per Pippi
04 dic 2011 6 commenti
in Senza categoria Etichette: attualità, grandi storie, personaggi
Da Il Venerdì di Repubblica del 2 dicembre
Miti sotto accusa
Pippi Calzelunghe rischia il rogo: “Fiaba razzista”
“Sono libri pieni di di stereotipi colonialisti e razzisti”. Per questo motivo, in un’intervista rilasciata a un quotidiano locale tedesco, la signora Eske Wollrad, teologa evangelica, ha chiesto che le avventure di Pippi Calzelunghe vengano sconsigliate nelle scuole e nelle biblioteche pubbliche a chi non ha ancora compiuto sedici anni. Wollrad sostiene che i bambini di colore, presenti in alcuni volumi della serie composta negli anni Quaranta, vengono ritratti “senza il rispetto che meritano”. Con “sgradevoli effetti diseducativi in un’epoca di multiculturalismo e tolleranza” ha aggiunto. I rilievi della teologa hanno suscitato la sdegnata reazione di Karin Nyman, figlia della scrittrice Astrid Lindgren che, interpellata dal quotidiano britannico Guardian, ha accusato Eske Wollrad di superficialità. “Penso che non abbia letto con sufficiente attenzione le opere di mia madre, altrimenti si sarebbe accorta che per Pippi i bambini sono tutti uguali”. (r.bert.)
Non c’è dunque pace per questo personaggio tanto amato da generazioni di lettori. Evidentemente fare scandalo è il destino di Pippi perché quando le sue avventure apparvero per la prima volta, in Svezia si scatenò l’ira dei pedagogisti e dei genitori che vedevano nel personaggio e nelle avventure un profondo motivo motivo di offesa ai bambini; nel frattempo il manoscritto era stato già rifiutato dal principale editore svedese e subì le contestazioni persino dei traduttori. Indubbiamente Pippi appariva troppo trasgressiva in una società rigida e puritana e se molta parte di ciò che c’era di repressivo nella pedagogia è stato finalmente superato, lo si deve anche alla forza dirompente di questi libri. Che cosa sconvolge e turba tanto in Pippi? Dice Donatella Ziliotto: “In un certo senso è il contrario di Alice, bambina logica e beneducata in un mondo assurdo quanto Pippi è inaspettata e assurda in un mondo che segue una logica tradizionale“. La ribellione all’autorità di Pippi Calzelunghe non è fine a se stessa ma è volta a sovvertire l’ordine costituito in ogni situazione in cui tale autorità si riveli autoritarismo e sia solo una gabbia, un viluppo, un freno alla fantasia e alla sensibilità dei bambini. Il suo personaggio fu letto anche in chiave di rivolta femminista, ma è un’interpretazione di parte di una figura femminile che incarna doti di sicurezza, di umanità, di bontà e di vivacità propri di tutti gli spiriti liberi.
Dizionario di fate, gnomi, folletti e altri esseri fatati
03 dic 2011 Lascia un commento
in Senza categoria Etichette: grandi storie
Titolo: Dizionario di fate, gnomi, folletti e altri esseri fatati
Autore: Katharine Briggs
Traduttori: Cecilia Casorati e Giovanni Iovane
Editore: Avagliano
Pagg. 493
Prezzo: € 36,00

Cercavo da tempo questo libro quasi introvabile, lo cercavo con ostinazione in ogni libreria in cui entrassi, sulle bancarelle dei libri usati e infine, per averlo, mi sono dovuta rassegnare alla tecnologia. Una rapida ricerca e in pochi giorni il libro è arrivato fra le mie mani, privandomi della soddisfazione di scoprirlo semi nascosto in uno scaffale o semi sepolto tra i libri alla rinfusa di una bancarella o di un negozio di remainders.
Questa divagazione iniziale per ribadire quanto mi piaccia andare a caccia di libri personalmente, con ostinazione e con ottimismo, salvo poi arrendermi all’evidenza e ai potenti mezzi della tecnologia che permettono quasi sempre di scovare on line il titolo tanto cercato.
Torniamo a noi, il testo in questione è un bel volume con un piccolo, ma interessante apparato d’immagini, esauriente nella sua funzione principale, indicata dal titolo; presentarsi ai lettori come un ricco e piacevole dizionario dedicato alle fate, agli gnomi e ai folletti.
Ne è autrice Katharine Briggs (1898-1980), laureatasi a Oxford con una tesi sul folclore nella letteratura inglese del XVII secolo. La sua vasta conoscenza dell’argomento le ha fatto occupare per anni la carica di presidente dell’English Folklore Society ed è stata docente in varie università inglesi e americane. Altra sua opera molto apprezzata è anche la raccolta Fiabe popolari inglesi, che non manca nella sezione della mia biblioteca dedicata ai ragazzi.
Il titolo originale dell’opera è A Dictionary of Fairies e la sua traduzione italiana ci è chiarita dalla prefazione in cui l’autrice ci spiega che il termine fairy è usato in modi diversi, con una quantità di usi gergali e dialettali che variano nel tempo. La Briggs lo usa nella sua accezione più ampia, ad indicare l’intera gamma degli esseri soprannaturali, secondo un senso più moderno e generico.
L’idea del libro venne alla Briggs quando si propose di scrivere un ampio trattato che analizzasse tutte le tradizioni sulle fate; non le occorse molto tempo però per rendersi conto una tale impostazione, estesa al folclore di tutta l’Europa, avrebbe comportato non solo anni di ricerche, ma anche la stesura di un volume grande almeno dieci volte più di quello che poi in effetti realizzò.
Si limitò così alle tradizioni britanniche e irlandesi in un arco temporale di una decina di secoli, ritenendo, secondo me con ragione, che anche così ci fosse abbastanza materiale per il lettore che voglia divertirsi e spaventarsi.
L’intento di ogni studioso di folclore, spiega ancora Briggs, consiste nell’identificare le tracce, la crescita e la diffusione delle tradizioni e, possibilmente, nell’avanzare ipotesi concrete riguardo la loro origine e aggiunge che è interessante per il lettore sapere se lo studioso creda nella verità soggettiva delle tradizioni che sta esplorando in quanto ciò finisce con l’influire sul lavoro. A tale proposito Katherine Briggs si dichiarava agnostica.
Molti degli aneddoti riportati nel libro sembrerebbero assai veritieri, ma l’autrice mette in guardia il lettore dal potere dell’immaginazione e dalla possibilità che che la gente veda cioò che vuole vedere.
Da un punto di vista più letterario, in questo volume è interessante la connessione tra letteratura e tradizione e la piccola raccolta di immagini alla quale facevo riferimento prima, secondo l’autrice funge da importante commento al mutare delle credenze popolari nei secoli.
Vediamo adesso più in particolare la struttura del libro, che si avvale anche di una nota introduttiva di Riccardo Reim (attore, regista, scrittore. saggista e traduttore).
Le creature ci vengono proposte in ordine alfabetico, come in ogni dizionario che si rispetti, secondo il loro nome originale, al quale a volte si affianca la traduzione italiana. Segue poi una descrizione dell’aspetto e in molti casi l’autrice riporta brani nei quali le caratteristiche della creatura sono più evidenti. La maggior parte delle creature descritte ne libro saranno una scoperta per il lettore, ma altre ci sono note, come le fate o i giganti, la banshee (spirito irlandese o delle highlands scozzesi che annuncia la morte di un personaggio illustre con il proprio canto lamentoso) o i bogies (spiriti dispettosi e temibili che traggono gran divertimento dal tormentare gli uomini).
L’accenno al Dobie o folletto tonto, mi ha fatto ripensare a Dobby, l’elfo domestico della saga di Harry Potter, chissà se c’è un nesso?
In chiusura la ricca bibliografia alla quale l’autrice ha fatto riferimento e l’indice delle illustrazioni.
In questo libro ritroverete tutto il magico universo fatato reso famoso dalle più fantasiose penne della letteratura britannica e potrete chiedergli consiglio su come riconoscere, affrontare e rendere inoffensive le magiche creature. C’è un solo pericolo… una volta entrati tra le magiche pieghe di questo libro, è difficile uscirne per tornare alla realtà!
Il Re del Fiume d’Oro
18 ott 2011 17 commenti
in Senza categoria Etichette: grandi storie
Titolo: Il re del fiume d’oro
Autore: John Ruskin
Traduttore: Paola Antonelli
Editore: Quid, 1994
Pagine: 68
Prezzo: £. 7.000 (€ 3,62)
Età di lettura: da 8 anni

John Ruskin è conosciuto come un grande critico d’arte, ma anche come pittore, scrittore e poeta. Il suo spirito versatile si manifesta in questa bellissima fiaba così perfetta e calibrata nei suoi canoni classici da sembrar scaturita dalla penna di un consolidato autore di narrativa per bambini. Al di là della trama, il valore della fiaba di Ruskin sta nell’abilità con la quale è riuscito a rendere variegata e multiforme una storia sotto molti aspetti prevedibile, ma con un assennato insegnamento: la bontà e la fiducia, l’onestà e la perseveranza portano sempre e solo al bene. E spiega perfettamente Brigitte Schwaighofer nell’introduzione: Come in tutte le fiabe, anche qui gl’ingredienti sono sapientemente dosati, però lo spessore e l’abilità descrittiva di Ruskin sono tali da rendere estremamente ricca e multiforme una storia per certi versi già sentita. Ma proprio lo studio di questa multiformità e lo studio dei caratteri dei protagonisti da parte dell’autore londinese fa sì che il Il Re del Fiume d’oro si collochi tra le fiabe non già come il vano esercizio di uno scrittore che nulla ha a che vedere col mondo del fantastico, ma come espressione di un grande autore che anche in questa occasione vuole trasmettere al lettore emozioni poiché, come diceva Max Luthi, “nella fiaba l’universo appare riflesso come in quelle palline di vetro con cui i ragazzi giocano per la strada…
Protagonisti della fiaba ambientata in Stiria sono Hans, Schwartz e Gluck, tre fratelli assai diversi tra loro e padroni della splendida e fertile “valle dei tesori”, così chiamata per l’abbondanza dei suoi prodotti, attraversata da un ampio fiume.
“Anticamente, in una remota e montagnosa regione della Stiria, c’era una valle sorprendentemente lussureggiante. Essa era completamente circondata da scoscese montagne rocciose che culminavano in picchi perennemente innevati dai quali si dipartivano innumerevoli torrenti che ne discendevano sotto forma di cascate. Uno di questi torrenti scorreva sul versante occidentale di un picco talmente alto che quando il sole tramontava e tutto intorno c’era soltanto il buio, gli ultimi raggi si riflettevano ancora sulle acque di quella cascata conferendole una tale lucentezza da farla assomigliare a una nuvola d’oro. Fu questo il motivo per cui la gente dei dintorni lo chiamò il Fiume d’oro.” (pagg.15-16)
Tanto Hans e Schwartz sono crudeli e prepotenti, sfruttatori spietati dei contadini che lavorano la valle, quanto Gluck è buono e generoso, e perciò maltrattato dai fratelli al pari di un servo.
“L’intera valle apparteneva a tre fratelli, Schwartz, Hans e Gluck. I due fratelli maggiori, Schwartz e Hans, avevano un aspetto orribile con le sopracciglia che sporgevano grottescamente dalla fronte e gli occhietti dall’espressione ottusa, costantemente socchiusi, che t’impedivano di guardare nel loro animo, ma ti davano invece l’impressione di poter scavare nel tuo.” (pag.17)
“Gluck, il fratello minore, era quanto di più diverso da loro si potesse immaginare o desiderare, tanto nell’aspetto che nel carattere. Era un bel ragazzo di circa dodici anni con grandi occhi azzurri ed un grande amore per tutti gli esseri viventi.” (pag.18)

In una terribile serata di pioggia scrosciante il giovane Gluck disobbedisce ai perfidi fratelli, usciti ad ubriacarsi, e offre cibo e ospitalità a un viandante. La reazione di Hans e di Schwartz non si fa attendere, ma il misterioso ospite si rivela per ciò che realmente è, il forte Vento di Sud-Ovest, e punisce i due perfidi uomini soffiando sulla valle con una forza tale da distruggere tutti i raccolti per poi sparire, lasciando lentamente inaridire la terra fino a trasformarsi in un deserto.
“Finalmente arrivò l’alba e i due fratelli si affacciarono dalla finestrella di Gluck per guardare il mattino. La Valle dei Tesori non era che rovina e devastazione. L’inondazione aveva spazzato vi alberi, messi e bestiame, lasciando dietro di sé uno strato di sabbia rossa e di melma grigia. I due fratelli entrarono in cucina rabbrividendo ancora per la paura. Anche qui l’acqua aveva trascinato via tutto: grano, denaro, mobilio, tutto, tranne il tavolo sul quale era rimasto un piccolo cartoncino bianco. a caratteri grandi e ariosi vi erano scritte queste parole: IL GRANDE SIGNORE IL VENTO DI SUD-OVEST. ” (pagg.31-32)
Per combattere la povertà, Hans e Schwartz si trasferiscono nella città vicina e si danno ad una nuova attività, il commercio dell’oro accumulato in tanti anni di soprusi. Avidi e disonesti come sempre, fondono l’oro puro e lo lavorano con il rame, mentre il povero Gluck è sempre maltrattato e addirittura obbligato a sacrificare l’unico suo bene, un bel boccale d’oro.
“Il boccale aveva un aspetto veramente molto bizzarro. Il manico era formato da due trecce di fluenti capelli d’oro, così finemente lavorate da sembrare più seta che metallo. Queste due trecce discendevano lungo il boccale e andavano a confondersi con una barba e con dei mustacchi di altrettanta squisita lavorazione. Il tutto andava ad incorniciare e decorare un piccolo volto altero, dell’oro più rosso che si possa immaginare, proprio al centro del boccale stesso. la cosa più straordinaria erano gli occhi, talmente espressivi che sembravano emergere e dominare su tutta l’opera.” (pag.35)
Dopo la fusione del suo boccale prediletto, Gluck vede uscire dal crogiuolo addirittura il Re del Fiume d’oro che gli svela un segreto: chi verserà tre gocce d’acqua benedetta nel fiume, potrà trasformarlo in oro. L’impresa è allettante, ma assai rischiosa, perché se l’acqua non sarà pura, il malcapitato verrà trasformato in una pietra nera.
Costretto dai fratelli a rivelare il segreto, Gluck viene abbandonato a se stesso mentre i due cattivi fratelli, l’uno dopo l’altro, si procurano con l’inganno l’acqua benedetta e tentano la sorte. Lungo il difficile cammino s’imbattono in creature assetate, alle quali negano per egoismo anche una sola goccia d’acqua ed entrambi, come giusta punizione, appena rovesciano la fiaschetta nelle acqua del fiume, si vedono trasformare in pietre nere.
“Rabbrividendo, staccò la fiaschetta dalla cintola e la scagliò al centro del torrente. Appena l’ebbe fatto, un brivido gelido gli percorse tutte le membra: Hans barcollò, urlò e cadde e le acque si chiusero sopra il suo grido. Il gemito del fiume si levò selvaggiamente nella notte quando prese a scorrere turbinando sopra Hans ormai divenuto la PIETRA NERA.” (pag.54)
“Nel momento stesso in cui la fiaschetta toccò l’acqua, Schwartz fu accecato da un lampo e la terra si spalancò sotto i suoi piedi e lo inghiottì: le acque del fiume spensero il suo grido. Il gemito del fiume si levò selvaggiamente nella notte quando prese a scorrere turbinando sopra Schwartz ormai divenuto la SECONDA PIETRA NERA.” (pag.59)
Dopo giorni di angosciosa attesa Gluck decide di andare in cerca dei fratelli scomparsi e si procura un po’ di acqua benedetta. Anche lui si imbatte nelle misere creature assetate e non esita a sacrificare l’acqua che ha con sé per dissetarle. Una di queste creature si rivela essere ancora una volta il Re del Fiume d’oro, il quale mostra a Gluck l’orrenda fine di Hans e di Schwartz. Di fronte a tale spettacolo, Gluck scoppia a piangere e le sue lacrime cadono nel fiume. Egli fa mestamente ritorno a casa, ma, giunto a valle, comprende il senso del segreto rivelatogli perché la valle in cui scorre il limpido fiume è tornata ad essere verde e fertile, accarezzata dal Vento di Sud-Ovest.
“Mentre Gluck osservava meravigliato e attonito, lungo i nuovi ruscelli andava spuntando l’erba e piante rampicanti si distendevano sul suolo che andava arricchendosi d’acqua. Lungo le rive del fiume germogliavano improvvisamente nuovi fiori come stelle che risaltano sullo sfondo di un cielo all’imbrunire. E ancora, macchie di mortella e tralci di viti che man mano che crescevano allungavano le loro ombre sulla valle. Fu così che la Valle dei Tesori tornò ad essere il giardino di un tempo e i possedimenti, persi per malvagità, furono riconquistati grazie all’amore.” (pag.68)

Le illustrazioni sono di Dino Battaglia e sono tratte dalla storia a fumetti pubblicata sul Corriere dei Piccoli n. 52 del 29 dicembre 1968.
Le favole della settimana_17
02 ott 2011 Lascia un commento
in Senza categoria Etichette: andrew lang
Eccomi qua con il consueto aggiornamento delle favole tradotte.
Alla tua salute! (Libro cremisi) In questa favola russa un giovane pastore dagli occhi sbarrati rischia più volte la morte per il proprio testardo rifiuto di augurare salute al re quando starnutisce.
Il Bunyip (Libro marrone) In questa favola degli aborigeni australiani la terribile disavventura di un gruppo di cacciatori che sottraggono alla madre il proprio cucciolo.
Buona lettura!
Piccoli filosofi
25 set 2011 5 commenti
È probabile che molti ragazzi di ieri, studenti di filosofia sui banchi del liceo, oggi adulti ricordino con una punta di fastidio le ore trascorse sui libri, a cercare di comprendere concetti spesso complicati e in apparenza tanto lontani dalla loro realtà.
Se questi adulti avessero avuto a disposizione i libri della collana Les Petit Platons, che oggi arriva in italia tradotta grazie all’impegno della Isbn Edizioni, sicuramente avrebbero tribolato di meno.
In poche pagine, una quarantina, scritte con linguaggio chiaro e appassionante da Jean Paul Mongin (nella efficace traduzione di Cecilia Antolini) e illustrate in modo fantasioso e accattivante da Francois Schwoebel e Yann Le Bras, i piccoli lettori possono fare la conoscenza dei grandi pensatori del passato.
Nella collana originale i titoli sono già otto, qui in Italia per ora siamo a tre volumetti:
La morte del divino Socrate
Il genio maligno del signor Cartesio
La folle giornata del professor Kant (di prossima uscita)
Domande e rispose, dubbi e sogni, riflessioni e considerazioni prendono corpo sulla carta in un linguaggio di chiara compresione sorretto dalla grafica fantasiosa e introducono i piccoli lettori nel mondo della filosofia alla scoperta del pensiero dei grandi uomini che hanno plasmato il sapere collettivo, aiutandoli a sviluppare il proprio senso critico e a esercitare la propria capacità di riflessione, aiutandoli a familiarizzare con i concetti fondamentali che affronteranno un domani sui banchi di scuola
La Crusca siamo noi
07 set 2011 4 commenti
in Senza categoria Etichette: attualità
Lo avevo letto su Il Sole 24 Ore, poi la notizia ha avuto ampio rilievo nel portale sempre interessante Nuovo e Utile.
Rilancia anche Luisa Carrada nel suo blog imperdibile Il mestiere di scrivere e perciò faccio volentieri anche io da portavoce nel diffondere la notizia.
La storica e gloriosa Accademia della Crusca, che tanto lustro ha dato e continua dare al nostro paese, ha rischiato di essere travolta dalla manovra finanziara e di sparire con altri enti italiani.
Per adesso possiamo tirare un sospiro di sollievo, pensando che il pericolo sia passato, ma non è il caso di abbandonare a se stessa questa istituzione così importante per la nostra lingua.
Dobbiamo sostenerla, moralmente, ma anche economicamente, con un piccolo contributo personale.
Visitate il sito, godetevi la ricchezza dei contenuti e fateci un pensiero. Intanto rilanciate l’appello.



Commenti recenti